Nelle ultime due settimane, Facebook e altri social media hanno rimosso dalle loro piattaforme me e molti altri critici della corruzione normativa e delle politiche autoritarie sulla salute pubblica. Quindi, ecco una piccola conferma per quelli di voi che hanno l’inquietante sensazione che la risposta del governo/industria alla pandemia sia stata pianificata – ben prima che ci fosse una pandemia.

Il documento allegato mostra come una cricca di individui potenti abbia effettivamente iniziato a pianificare lo sfratto di massa dai social media degli scettici dei vaccini già nell’ottobre 2019, una o due settimane prima che laCOVID 19 iniziasse a circolare. In quel mese, il fondatore di Microsoft Bill Gates organizzò un esercizio di quattro simulazioni “a tavolino” di una pandemia mondiale di coronavirus con altri pezzi grossi con posizioni importanti nel Deep State (“Stato profondo”). L’esercizio si chiamava Evento 201.

Fra i congiurati, con Gates c’erano dei rappresentanti della Banca Mondiale, il World Economic Forum (Great Reset), Bloomberg/Johns Hopkins University Populations Center, i Centers for Disease Control and Prevention (Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie – CDC), i rappresentanti dei vari media potenti, il governo cinese, un ex direttore della CIA/Agenzia per la Sicurezza Nazionale (n realtà non è possibile essere ex ufficiali della CIA), il produttore di vaccini Johnson & Johnson, le industrie della finanza e della biosicurezza e Edelman, l’azienda leader mondiale delle pubbliche relazioni.

Sotto la direzione di Gates, questi grandi sacerdoti hanno impersonato i membri di un Consiglio per il Controllo della Pandemia, applicando come in un gioco di guerra le strategie del governo per controllare la pandemia, la narrativa e la popolazione. Inutile dire che si è parlato poco di come rinforzare il sistema immunitario, di rimedi pronti all’uso, di farmaci terapeutici non soggetti a brevetto e di vitamine. Si è straparlato invece di promuovere l’adozione di nuovi farmaci antivirali e vaccini brevettabili.

Ma i partecipanti si sono concentrati soprattutto sulla pianificazione di strategie ansiogene da regime dittatoriale, incentrate su criteri filoindustriali per gestire un immaginario contagio globale di coronavirus che culmina nella censura massiccia dei social media.

Stranamente, Gates ora sostiene che la simulazione non è avvenuta. Il 12 aprile 2020, Gates ha dichiarato alla BBC: “Ora eccoci qua. Non abbiamo mai simulato queste cose, non abbiamo fatto pratica, quindi sia per le politiche sanitarie che per quelle economiche, ci troviamo in un territorio inesplorato”.

Sfortunatamente per questa enormità, i video dell’evento sono ancora disponibili su internet. Essi dimostrano che Gates e il suo team hanno effettivamente fatto una simulazione su queste politiche sanitarie ed economiche. È difficile credere che Gates l’abbia dimenticato.

L’epidemia di COVID simulata nell’Evento 201 di Gates causava 65 milioni di morti al termine di 18 mesi e un collasso economico globale della durata di circa un decennio. Rispetto alla simulazione di Gates, quindi, la crisi reale di COVID-19 è un po’ un fiasco, avendo imposto solo 2,5 milioni di morti “attribuiti al COVID” negli ultimi 13 mesi.

Le morti “attribuite alla COVID” nella situazione reale sono molto discutibili, e devono essere viste nel contesto di una popolazione globale di 7,8 miliardi, con circa 59 milioni di morti previste ogni anno. Le previsioni di un collasso economico decennale si riveleranno probabilmente più accurate – ma solo a causa delle misure draconiane promosse da Gates.

Il copione dell’Evento 201 di Gates prevede vaste rivolte anti-vaccino scatenate da post su internet. La presunzione universale e univoca tra i suoi partecipanti era che una tale crisi si sarebbe rivelata un’opportunità di convenienza per promuovere nuovi vaccini, e rafforzare i controlli di un potere basato sulla sorveglianza e la censura.

Ilquarto segmento del copione – sulla manipolazione e il controllo dell’opinione pubblica – è il più illuminante. Prevedeva con una precisione inquietante la crisi attuale della democrazia:

  • I partecipanti hanno discusso i meccanismi per controllare la cattiva informazione” e la “disinformazione”, “inondando” i media di propaganda (“buona informazione”), imponendo sanzioni per la diffusione di falsità e screditando il movimento anti-vaccinazione.
  • Jane Halton, della banca australiana ANZ, uno degli autori dell’oppressiva politica australiana “no jab, no pay” (senza iniezione niente paga), ha assicurato ai partecipanti che la Gates Foundation sta creando algoritmi “per setacciare le informazioni su queste piattaforme dei social media” per proteggere il pubblico da pensieri e informazioni pericolosi.
  • George Gao, il preveggente direttore del Centro cinese per il controllo delle malattie, si preoccupa di come sopprimere le “voci” che il virus sia stato creato in laboratorio: “La gente crede, ‘Questo è fatto dall’uomo’… qualche compagnia farmaceutica ha creato il virus”.[and that]
  • Chen Huang, uno scienziato ricercatore della Apple, studioso affiliato a Google e leader mondiale nella tecnologia di tracciamento e riconoscimento facciale, interpreta il ruolo del giornalista che riporta le contromisure del governo. Egli dà la colpa dei disordini agli attivisti anti-vaccini e prevede che Twitter e Facebook collaboreranno per “identificare[ing] e cancellare[ing] un numero inquietante di account dedicati alla diffusione di disinformazione sull’epidemia” e per implementare “chiusure di internet … per sedare il panico”.
  • La dottoressa Tara Kirk Sell, studiosa senior alla Bloomberg School of Health del Johns Hopkins Center for Health Security, si preoccupa che le aziende farmaceutiche siano accusate di aver introdotto il virus per poter fare soldi con farmaci e vaccini: “[We] hanno visto crollare la fiducia del pubblico nei loro prodotti”. Nota con allarme che “i disordini, dovuti a false voci e messaggi divisivi, stanno aumentando e stanno esacerbando la diffusione della malattia mentre i livelli di fiducia crollano e la gente smette di cooperare con gli sforzi di contenimento. Questo è un problema enorme, che minaccia i governi e la fiducia nelle istituzioni”.

Sell ricorda ai suoi compagni collaborazionisti: “Sappiamo che i social media sono ora il modo principale in cui molte persone ottengono le notizie, quindi le interruzioni di queste piattaforme potrebbero frenare la diffusione della disinformazione”. Gli alleati del governo e dell’industria hanno molti modi per realizzare questo obiettivo: “Alcuni governi hanno preso il controllo dell’accesso nazionale a Internet. Altri stanno censurando i siti web e i contenuti dei social media e un piccolo numero ha chiuso completamente l’accesso a Internet per impedire la diffusione della disinformazione. Sono state messe in atto delle sanzioni per la diffusione di falsità dannose, compresi gli arresti”.

  • Matthew Harrington, Amministratore Delegato di Edelman Public Relations concorda sul fatto che i social media devono mettersi in riga per promuovere la politica del governo: “Penso anche che siamo in un momento in cui le piattaforme dei social media devono farsi avanti e riconoscere che il momento di affermare che sono una piattaforma tecnologica e non un’emittente di informazioni è finito. Devono infatti partecipare alla trasmissione di informazioni accurate e collaborare con le comunità scientifiche e sanitarie per controbilanciare, se non inondare il campo, di informazioni accurate. Perché cercare di rimettere il genio nella bottiglia della disinformazione non è possibile, una volta uscito”.
  • A Stephen Redd, l’uomo di punta del Servizio di Salute Pubblica, viene la sinistra idea che il governo possa estrarre i dati dei social media per identificare le persone con convinzioni negative: “Penso che con le piattaforme dei social media, c’è l’opportunità di capire chi è suscettibile … alla disinformazione, quindi penso che ci sia l’opportunità di raccogliere dati da quel meccanismo di comunicazione”.
  • Adrian Thomas di Johnson & Johnson annuncia “alcune importanti notizie da condividere da parte di alcune delle “nostre aziende [Pharma]”: Stiamo facendo prove cliniche su nuovi antiretrovirali, e a dire il vero, su dei vaccini!” Raccomanda una strategia per affrontare i problemi in queste aziende quando “si stavano effettivamente diffondendo le voci” che i loro prodotti testati in modo approssimativo “stanno causando morti e quindi i pazienti non li prendono più”. Suggerisce: “Forse sbagliamo a segnalare e contare tutte le morti e le infezioni”.
  • L’ex vice direttore della CIA, Avril Haines ha svelato una strategia per “inondare il campo” di propaganda da “fonti fidate”, tra cui “leader influenti della comunità, così come gli operatori sanitari”. Mette in guardia dalle “false informazioni che infatti cominciano a ostacolare la nostra capacità di affrontare la pandemia, quindi dobbiamo poter rispondere ad esse in modo rapido”.
  • Matthew Harrington (Amministratore Delegato di Edelman) osserva che Internet – che un tempo prometteva la decentralizzazione e la democratizzazione delle informazioni – ora ha bisogno di essere centralizzato: “Penso che, solo per elaborare un po’ su quello che ha detto Avril, penso che come nelle conversazioni precedenti in cui abbiamo parlato di centralizzazione intorno alla gestione delle informazioni o delle esigenze di salute pubblica, ci deve essere una risposta centralizzata intorno all’approccio di comunicazione che poi viene trasmesso a cascata agli attivisti informati, rappresentati nelle comunità delle ONG, agli operatori sanitari, ecc.
  • Tom Inglesby (consulente esperto di biosicurezza della John Hopkins per i National Institutes of Health, il Pentagono e la Homeland Security) concorda sulla necessità di un controllo centralizzato: “Vuoi dire centralizzato internazionale?”
  • Matthew Harrington (Edelman) risponde che l’accesso alle informazioni dovrebbe essere: “Centralizzato su base internazionale, perché penso che ci debba essere un deposito centrale di dati, fatti e messaggi chiave”.
  • Hasti Taghi (Media Advisor) riassume: “Il movimento no-vax è stato molto forte e questo è qualcosa che si è diffuso specificamente attraverso i social media. Così, mentre facciamo ricerca per trovare i vaccini giusti per aiutare a prevenire la continuazione di questo, come facciamo a far arrivare là fuori le giuste informazioni? Come comunichiamo le informazioni giuste per assicurare che il pubblico abbia fiducia in questi vaccini che stiamo creando?
  • Kevin McAleese, responsabile delle comunicazioni per i progetti agricoli finanziati da Gates, osserva che: “Per me, è chiaro che gli stati devono fare forti sforzi per gestire sia la cattiva informazione che la disinformazione. Sappiamo che le aziende di social media stanno lavorando 24 ore su 24 per combattere queste campagne di disinformazione. Il compito di identificare ogni disinformatore è immenso. Questo è un problema enorme che ci impedirà di porre fine alla pandemia e potrebbe anche portare perfino alla caduta dei governi, come abbiamo visto nella primavera araba. Se la soluzione significa controllare e ridurre l’accesso alle informazioni, penso che sia la scelta giusta”.
  • Tom Inglesby, direttore del Johns Hopkins Center for Health Security di Bloomberg concorda, chiedendo se “In questo caso, pensi che i governi siano arrivati al punto di dover richiedere alle aziende dei social media di operare in un certo modo?”
  • Lavan Thiru, ministro delle finanze di Singapore, suggerisce che il governo potrebbe punire i dissidenti in modo esemplare con “azioni governative o esecutive contro le fake news”. [Per] alcuni di noi, questo nuovo regolamento è entrato in vigore su come affrontare le fake news. Forse per noi è arrivato il momento di mostrare alcuni casi in cui possiamo trascinare in tribunale alcuni disinformatori e lasciare che siano i giudici a decidere se hanno effettivamente diffuso delle notizie false”.

Leggete la trascrizione allegata per vedere come Gates e il suo apparato governativo, farmaceutico e di intelligence hanno telegrafato i loro piani per censurare e controllare i media durante la pandemia. Per un’altra coincidenza ancora più inquietante, la COVID-19 ha iniziato a circolare tra le popolazioni globali a pochi giorni dalla riunione di Gates.