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04-01-2022 Views

Big Pharma

Riportare in Auge il Boicottaggio: dite ‘No’ a Big Pharma, ai Grandi Istituti Bancari e al Controllo Totalitario

Assumersi la responsabilità morale di esercitare il nostro potere personale d’acquisto e togliere il sostegno alle entità che degradano il bene comune può darsi non basti a fermare la tirannia nel breve termine ma la storia mostra che tali sforzi daranno maggior frutti nel lungo termine.

Dite no "all'acquisto di prodotti dalle aziende che sono responsabili della bancarotta delle piccole e medie aziende e che tentano di ottenere il controllo totale".

Quasi due anni vissuti nel fenomeno etichettato COVID-19, sempre più persone riconoscono che è in corso un colpo di stato globale — una pressione da parte di banchieri della banca centrale e dei tecnocrati per “il controllo totalitario sui mezzi di trasporto, sui conti bancari, sulla capacità di spostamento, di ogni singolo aspetto della vita di ogni cittadino”, ha detto Il presidente della difesa della salute e dei diritti dei bambini, Robert F. Kennedy Jr., in un discorso che ha pronunciato nel novembre 2021 a Milano.

Attualmente, l’aver raccolto un anno di dati sui danni causati dai vaccini (per quanto incompleti) sta raccontando “una storia terrificante” sui pericoli delle iniezioni sperimentali anti-COVID, e sta esponendo l’immoralità della loro somministrazione ai bambini.

Come ha recentemente sostenuto l’avvocato Kennedy “Costringere un’intera popolazione ad accettare un intervento medico arbitrario e rischioso è l’azione più intrusiva e umiliante mai imposta dal governo degli Stati Uniti e, forse, da qualsiasi governo”.

Preoccupati da un rapido avanzamento di uno stato di bio-sorveglianza intenzionato a far sì che la partecipazione alla società dipenda dai passaporti vaccinali e da ripetute iniezioni, molte persone si stanno chiedendo cosa possono fare per opporre resistenza.

Kennedy ha descritto un’azione che è ovvia, se non necessariamente facile: dite no “all’acquisto di prodotti dalle aziende che sono responsabili della bancarotta delle piccole e medie aziende e che tentano di ottenere il controllo totale”.

In questo caso, dire “no” richiede di gettare una rete ampia, boicottando non solo i delinquenti appartenenti alle case farmaceutiche internazionali denominate Big Pharma come la Pfizer e la Johnson & Johnson (J&J) — i cui prodotti riempiono gli armadietti dei medicinali della maggior parte degli americani — ma anche i grandi istituti bancari criminali che tramano nell’ombra per ottenere il completo controllo digitale sui fondi privati.

I boicottaggi non sono facili, e gli analisti di mercato a volte contestano la loro efficacia. D’altra parte, sostiene lo scrittore cattolico Dusty Gates, “Quando ci lamentiamo di qualcosa con le nostre labbra, ma continuiamo a parteciparvi con i nostri portafogli, la nostra protesta perde il suo peso e la sua purezza”.

Prendersi la responsabilità morale “di esercitare il nostro potere personale d’acquisto” e togliere il sostegno alle entità che “degradano il bene comune” può darsi non basti a fermare la tirannia nel breve termine ma la storia mostra che tali sforzi daranno maggior frutti nel lungo termine.

Ricordando le origini del boicottaggio

Non si sa quante persone conoscano o ricordino le origini irlandesi del XIX secolo del boicottaggio, ma la storia del 1880 — una storia di risoluta determinazione in tempi disperati — offre lezioni potenti che sono tutt’altro che obsolete.

All’epoca, i fittavoli irlandesi erano alle prese con una grave carestia e si erano imbattuti in un vicolo cieco nei tentativi di rinegoziare gli affitti con l’agente terriero inglese Charles Cunningham Boycott.

Quando il nazionalista irlandese Charles Stewart Parnell incoraggiò gli affittuari, i braccianti e i negozianti locali a tagliar fuori l’ intransigente inglese “da tutte le relazioni economiche e sociali con il resto della popolazione”, l’operato nonviolento ebbe un tale successo — e così devastante per la vita quotidiana di Boycott — che l’uomo finì per fuggire dall’Irlanda nella vergogna.

Nel suo saggio del 2015 sul “perché abbiamo bisogno dei boicottaggi”, Dusty Gates ha notato che c’è una differenza tra ciò che un boicottaggio “il più delle volte è” e ciò che un boicottaggio “dovrebbe essere”.

Riferendosi agli eventi del 1880, Gates ha sottolineato che la ragione delle azioni dei fittavoli irlandesi e del clamoroso successo del boicottaggio “era specificamente che la gente veniva trattata ingiustamente” e stava perdendo i propri mezzi di sussistenza.

Con così tanta posta in gioco, il boicottaggio era necessario “per la gente, non per pubblicità”.

Motivi per boicottare la Pfizer

A quanto pare, pochi degli americani che l’anno scorso hanno accettato le innovative iniezioni contro il coronavirus hanno prestato molta attenzione alle società per azioni che producono le vaccinazioni, accettando invece ingenuamente lo status di “frontrunner” delle case farmaceutiche come garanzia di affidabilità.

Ma mentre gli americani potrebbero essere perdonati per sapere poco della riservata e ultima arrivata Moderna, la capacità del pubblico di trascurare le offese note e pubblicate di colossi come la Pfizer e la J&J è un po’ più inaspettata.

Come hanno osservato allo studio legale Matthews & Associates nel novembre 2020, poco prima del lancio della vaccinazione sperimentale della Pfizer: “sembrerebbe ragionevole condividere tutte le informazioni disponibili su una società a cui milioni di persone dovrebbero affidare la loro salute, forse la loro stessa vita”.

Lo studio legale ha poi delineato gli elementi chiave dell’altalenante storia della Pfizer, descrivendola come “piena di … sotterfugi e accordi sottobanco”.

Nel 2010, in una pubblicazione, l’economista sanitario e analista politico canadese Robert G. Evans ha riassunto la storia della Pfizer come una ricca di un “comportamento criminale persistente”.

In una valutazione simile, un informatore della Pfizer ha dichiarato: “L’intera cultura della Pfizer è dettata dalle vendite destinate al profitto e se uno non vende farmaci illegalmente non è visto come un buon giocatore di squadra”.

Alcuni piccoli assaggi degli sgradevoli precedenti della Pfizer includono:

  • Un accordo di 2,3 miliardi di dollari per pratiche di marketing fraudolente nel 2009 — all’epoca, “il più grande accordo di frode sanitaria nella storia del Dipartimento di Giustizia”.
  • Una lunga storia di prodotti pericolosi immessi sul mercato tra cui Zantac, Lipitor e molti altri.
  • Ulteriori accordi che rivelano presunti modelli di attività di crimine organizzato e di occultamento di importanti informazioni sui rischi di medicinali, a volte per la durata di decenni.
  • Una “sperimentazione illegale di un farmaco non registrato” in neonati e bambini in Nigeria che uccise 11 bambini lasciò altri con danni cerebrali e paralisi, che conseguentemente risultò in un accordo legale di un risarcimento di 75 milioni di dollari; Pfizer aveva testato il farmaco sui bambini senza il consenso informato dei genitori.
  • Problemi ricorrenti con la contaminazione e il controllo della qualità, comprese segnalazioni inquietanti da parte di informatori che lavorano negli stabilimenti di produzione delle vaccinazioni anti-COVID.

Quattro anni fa la Pfizer si è classificata all’ultimo posto di una valutazione sulla reputazione delle aziende farmaceutiche ed è stata considerata una delle società “più associate all’arroganza e all’avidità“.

Ma le vaccinazioni contro il COVID-19 sono state ottime per gli affari. Nel 2020, prima dell’autorizzazione per uso in stato di emergenza del vaccino della Pfizer, due prodotti (l’anticoagulante Eliquis e il vaccino Prevnar-13) rappresentavano più di un quarto delle entrate totali dell’azienda.

Nel 2021, non solo le vaccinazioni anti-COVID della Pfizer sono diventate il farmaco più venduto dell’anno in tutto il mondo ma il potente uomo d’affari, Albert Bourla, ha ottenuto il titolo onorifico di amministratore delegato dell’anno da parte della CNN.

Concordando con Forbes “ci sono soldi da guadagnare e vantaggi da ottenere avendo persone che pensano a te in modo positivo”, Bourla ha detto allegramente alla CNN, “stiamo godendo di alti livelli di reputazione aziendale in questo momento. Piacciamo alla gente”.

Per mantenere tale stato, la Pfizer si è incaricata di bloccare qualsiasi normativa di legge che rafforzerebbe la capacità degli informatori di esporre frodi aziendali. Pharmaphorum valuta la Pfizer come la sesta più grande presenza lobbistica a Washington.

Come riferito dall’organizzazione giornalistica, The Intercept, se la legislazione sugli informatori dovesse passare, rafforzerebbe le protezioni anti ritorsione “e renderebbe più difficile per le aziende accusate di frode riuscire a respingere i casi per motivi procedurali”.

Sostenuta da una flotta di potenti avvocati e lobbisti, la Pfizer e altri criminali appartenenti a Big Pharma, nomi come Merck, AstraZeneca, Amgen e Genentech — tutti i quali condividono precedenti penali di un grande quantità di risarcimenti per frodi sanitarie — stanno lavorando per assicurarsi che il disegno di legge non passi.

Potrebbero avere successo, dato che le azioni della Pfizer sono tra le holding più popolari dei parlamentari statunitensi.

Motivi per boicottare J&J

Per fatturato, la J&J era, nel 2020, la più grande azienda sanitaria del mondo. I consumatori congiunti della società, dai gruppi farmaceutici a quelli dei dispositivi medici hanno mostrato una crescita costante dalla metà degli anni 2000, con il 55% di entrate annuali in più nel 2020 rispetto al 2006.

La J&J, insieme alla Pfizer, è una delle principali partecipazioni azionarie dei parlamentari statunitensi.

La crescita della J&J è avvenuta sullo sfondo di una storia offensiva (delineata in numerose occasioni da The Defender) di multe civili e penali e risarcimenti relativi a Risperdal, oppioidi, prodotti di rete chirurgica, borotalco per bambini contaminato dall’amianto e numerosi altri scandali che, prima del COVID, avevano finalmente iniziato a intaccare la reputazione dell’azienda. marchio e reputazione.

Nell’ottobre 2021, desiderosa di liberarsi dalle sue responsabilità sul borotalco, la J&J ha costituito una sussidiaria e poi ha prontamente chiesto la protezione del fallimento. A novembre, nel frattempo, la J&J ha annunciato dei piani — presentati da Reuters come “la più grande scossa nei 135 anni di storia dell’azienda statunitense — per scorporare la sua divisione di salute dei consumatori e concentrarsi sulla divisione farmaceutica e dei dispositivi medici.

J&J sta anche scommettendo molto su “nuove soluzioni” e tecnologie come la robotica e l’intelligenza artificiale (AI). Già nel 2015, J&J ha annunciato una partnership con Google per sviluppare robot chirurgici dotati d’intelligenza artificiale (AI)

Prima del COVID, la J&J non aveva praticamente nessuna esperienza nello sviluppo di vaccini, ma i vaccini anti-COVID sono stati altrettanto buoni per i profitti della J&J che per quelli della Pfizer.

Nonostante l’ondata di pubblicità negativa sulle trombosi legate ai vaccini e altre reazioni avverse, che hanno afflitto la J&J per tutto il 2021, durante i 12 mesi terminati il 30 settembre 2021, l’azienda ha registrato un aumento del 13,1% su base annua delle entrate e un valore azionario in costante crescita.

Le prospettive finanziarie per la vaccinazione anti-COVID della J&J potrebbero però cambiare nel 2022. A metà dicembre, il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) ha detto al pubblico che “raccomanda preferibilmente” di fare un’iniezione Pfizer o Moderna piuttosto che quella della J&J, nonostante tutti e tre i vaccini portino rischi altrettanto preoccupanti di disturbi della coagulazione del sangue.

Il CDC continua a promuovere la vaccinazione della J&J per le popolazioni vulnerabili di detenuti e senzatetto (o quando le altre due non sono disponibili), ma una consulente dei CDC ha detto alla stampa che “non raccomanderebbe alla propria famiglia di fare la vaccinazione della J&J”.

Oltre alle reazioni avverse, le vaccinazioni anti-COVID della J&J hanno attirato l’attenzione per “inadeguatezze” nel proprio impianto di produzione di Baltimora, dove il suo appaltatore notoriamente inferiore alla media, ha “accidentalmente” mescolato gli ingredienti e rovinato le dosi.

I problemi di produzione della J&J non sono né nuovi né unici alla produzione di vaccini, tuttavia. Già nel 2013, descrivendo “pezzi di plastica delle dimensioni di un seme di papavero” nel Motrin per bambini e farmaci iniettabili rovinati dalla muffa, un giornalista ha criticato l’ipocrita marketing “insensato e inutile” della J&J, concludendo che la società era “fuori controllo” aveva “troppe filiali e troppi prodotti acquistati da produttori terzisti per mantenere una supervisione affidabile e responsabile”.

Motivi per boicottare le banche criminali

Nella nuova serie settimanale di CHD-TV: “Financial Rebellion“, l’ex banchiera d’investimento e presidente della Solari Inc. , Catherine Austin Fitts ha spiegato l’importanza di reclamare l’indipendenza finanziaria dalla “presa monopolizzante delle banche centrali e dai titani della valuta digitale”.

Fitts ha sostenuto che le banche centrali stanno usando la pandemia per progettare un sistema di controllo completamente digitale “che permetterà loro di estrarre tasse senza possibilità di reclamo” mentre esercitano un controllo 24/7 sulla nostra capacità di transazione.

Fitts ha spiegato come i membri del pubblico hanno un potente strumento a loro disposizione per disturbare i piani dei banchieri centrali: La gente può smettere di fare operazioni bancarie con i colossi che sono i maggiori azionisti della New York Fed — per esempio, JPMorgan Chase, Citigroup, Goldman Sachs, Morgan Stanley e Bank of New York Mellon (così come altre mega banche come Bank of America, Wells Fargo e State Street) — e invece ricompensare le banche e le cooperative di credito locali ,ben gestite, con i loro affari.

La Fed di New York fa parte del Federal Reserve System, una delle 12 banche della Federal Reserve istituite dal Congresso con il Federal Reserve Act del 1913.

È la più grande delle 12 “in termini di attività e volume di attività” e, a differenza delle altre Reserve Banks, ha “responsabilità uniche” che includono l’acquisto e la vendita di titoli del Tesoro degli Stati Uniti sul mercato aperto per regolare l’offerta di denaro e intervenire sui mercati dei cambi.

La Fed di New York ha esercitato “poteri senza precedenti” dalla crisi finanziaria del 2008 e ha usato la storia di copertura della pandemia per ampliare costantemente questi poteri.

La banca capobanda della Fed di New York, JPMorgan Chase, è la più grande banca degli Stati Uniti (se classificata in base alle attività totali), possiede il 62% di tutti i derivati azionari (valutati a 3,3 trilioni di dollari) detenuti da banche statunitensi assicurate a livello federale ed è una delle prime 10 partecipazioni azionarie dei legislatori statunitensi.

Ma, come la Pfizer e la J&J, la JPMorgan Chase è una “criminale recidiva“. La banca con cinque capi d’accusa ha facilitato “il più grande schema Ponzi della storia” (lo schema Madoff) e ha accumulato 42 miliardi di dollari in sanzioni civili e penali tra il 2002 e il 2019. Recenti accuse da parte di informatori all’interno descrivono una cultura della frode.

E non che la JPMorgan Chase sia la unica ad ammettere di essere una truffatrice criminale dichiarata tra le banche che fanno parte della Fed di New York. Nel 2015, la Citigroup si è unita alla JPMorgan Chase nel dichiararsi colpevole di aver truccato i mercati dei cambi. Nel 2020, la Goldman Sachs è stata accusata di due reati.

Ogni azione conta

Studi accademici mostrano che l’impatto dei boicottaggi è più significativo quando le aziende in questione hanno già una cattiva reputazione e dei precedenti di frequenti scandali passati.

Questo suggerisce che boicottare Big Pharma, che prima del COVID aveva una reputazione di lunga data come “l’industria più odiata del paese”, dovrebbe essere facile da vendere.

Anche se aziende come la Pfizer e la J&J possono beneficiare di un breve “incremento di reputazione guidato dai vaccini”, i pericoli non banali delle loro vaccinazioni anti-COVID stanno diventando così evidenti che anche i compiacenti possono avere problemi a scontare i rischi.

Il dottor Peter McCullough ha descritto queste vaccinazioni come “il più pericoloso lancio di un prodotto biologico medicinale nella storia dell’umanità”.

Per alcuni membri del pubblico, associare la campagna vaccinale a quella delle banche centrali private rappresenta un salto concettuale più impegnativo.

Tuttavia, è vitale riconoscere il colpo di stato globale in corso come uno sforzo coordinato attraverso molteplici settori, non ultimo dei quali il settore finanziario. E — mentre i banchieri centrali escono dai loro silos finanziari e danno sfacciatamente lezioni al mondo su come vaccinarsi — il loro ruolo nell’ingegneria della tirannia sta diventando sempre più ovvio.

Mettere fine alla tirannia richiederà un’ azione da parte di ognuno di noi, cominciando con il dire “no” ai disastrosi vaccini per il COVID.

Certo, potrebbe essere più difficile avere un impatto immediato sulle mega corporazioni e sui tiranni miliardari di oggi come quando le lavandaie, i fattorini postali e i fabbri evitarono così efficacemente Charles Cunningham Boycott nel XIX secolo.

Ma tagliare i nostri legami finanziari — ed energetici — con le entità farmaceutiche e bancarie che ci stanno danneggiando rimane ancora un potente punto di partenza.

I boicottaggi, se guidati da un forte “impeto morale“, possono avere peso.

Prodotti e filiali che è possibile boicottare

Ai fini del boicottaggio, includiamo qui sotto una lista parziale di prodotti fabbricati dalla Pfizer e dalla J&J, e una lista selezionata delle loro numerose acquisizioni e filiali.

I principali marchi Pfizer:

Advil, Bextra, Celebrex, Chantix, Depo-Testosterone, Diflucan, Effexor, Eliquis, EpiPen, Ibrance, Lipitor, Lyrica, Nexium, Norvasc, Prempro, Prevnar 13, Protonix, Viagra, Xanax, Xeljanz, Xtandi, Zithromax, Zoloft

Acquisizioni e filiali Pfizer selezionate:

1968: Azienda Quigley

2000: Warner-Lambert

2003: Pharmacia & Upjohn

2008: Serenex

2009: ViiV Healthcare (joint venture con GSK), Wyeth

2010: King Pharmaceuticals, Meridian Medical Technologies (venduto ad Altaris nel novembre 2021)

2014: InnoPharma, Redvax GmbH (quota di maggioranza)

2015: Hospira

2016: Anacor, Medivation, Treerly

2018: GSK Consumer Healthcare (iniziativa imprenditoriale congiunta con GSK)

2019: Array Biopharma, Viatris (fusione di Upjohn e Mylan)

2021: Amplyx Pharmaceuticals, Arena Pharmaceuticals, Trillium Therapeutics

Marchi leader di Johnson & Johnson:

Aveeno, Band-Aids, Concerta, Darzalex, dispositivi per la sostituzione di anca e ginocchio, Elmiron, Erleada, Imbruvica, Immodium, Invega, Invokana, Levaquin, Listerine, Opsumit, Pepcid, Remicaid, Reminyl, Risperdal, Stelara, prodotti chirurgici a rete, Symtuza, Topamax, Tremfya, Tylenol, Uptravi, prodotti per la vista, Xarelto, Zyrtec, Zytiga

Acquisizioni e filiali J&J selezionate:

1947: Ethicon

1959: Cilag, McNeil

1961: Janssen Pharmaceuticals

1994: Neutrogena

1996: Cordis

1997: Biosense

1998: DePuy

2006: Animas Corporation, Pfizer Consumer Healthcare

2009: Acclarent

2010: Crucell, Micrus Endovascular

2012: Synthes

2017: Abbott Medical Optics, Actelion, TearScience

2019: Salute Auris

2020: Momenta Pharmaceuticals, Verb Surgical

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