I Centers for Disease Control and Prevention (CDC) hanno pubblicato oggi nuovi dati che mostrano un totale di 1.205.755 segnalazioni di eventi avversi in seguito ai vaccini contro il COVID-19 – inviate nel periodo tra il 14 dicembre 2020 e il 25 marzo 2022 al Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS) VAERS è il principale sistema, finanziato dal governo, per la segnalazione di reazioni avverse ai vaccini negli Stati Uniti.
I dati includevano un totale di 26.396 segnalazioni di decesso — un aumento di 337 casi rispetto alla settimana precedente — e 214.521 gravi danni subiti, compreso i decessi, durante lo stesso periodo di tempo — un aumento di 2.937 casi rispetto alla settimana precedente.
Escludendo le “segnalazioni provenienti da fonti estere” al VAERS, 799.732 eventi avversi, comprendenti 12.103 decessi e 78.227 gravi danni subiti, sono stati segnalati negli Stati Uniti nel periodo tra il 14 dicembre 2020 e il 25 marzo 2022.
Le segnalazioni provenienti da fonti estere sono segnalazioni che le filiali estere inviano ai produttori di vaccini statunitensi. Secondo le normative della Food and Drug Administration (FDA, Agenzia federale per il controllo degli Alimenti e dei Medicinali degli Stati Uniti) se un produttore viene informato di una segnalazione proveniente da una fonte estera che descrive una reazione avversa che non solo è grave ma non appare sull’etichettatura del prodotto, il produttore è tenuto a inviare la segnalazione al VAERS.
Dei 12.103 decessi segnalati negli Stati Uniti al 25 marzo, il 17% si è verificato entro 24 ore dalla vaccinazione, il 21% entro 48 ore dalla vaccinazione e il 59% in persone che hanno avuto un inizio dei sintomi entro 48 ore dalla vaccinazione.
Negli Stati Uniti, al 18 marzo, sono state somministrate 559 milioni di dosi di vaccino contro il COVID-19, tra cui 330 milioni di dosi della casa farmaceutica Pfizer, 210 milioni di dosi della casa farmaceutica Moderna e 19 milioni di dosi della casa farmaceutica Johnson & Johnson (J&J).,

Tutti i venerdì, il VAERS pubblica le segnalazioni delle reazioni avverse causate dai vaccini a partire da una data specifica. Le segnalazioni inviate al VAERS richiedono ulteriori indagini prima che si possa confermare una relazione causale.
Storicamente, è stato dimostrato che il VAERS riporta solo l’1% delle effettive reazioni avverse ai vaccini.
I dati VAERS statunitensi nel periodo dal 14 dicembre 2020 al 25 marzo 2022 riguardanti i bambini dai 5 agli 11 anni d’età includono:
- 9.771 eventi avversi, tra cui 234 classificati come gravi e 5 decessi segnalati. La morte più recente riguarda un bambino di 7 anni (VAERS I.D. 2152560) di Washington D.C., (distretto della Columbia) che è deceduto 13 giorni dopo la somministrazione della prima dose del vaccino anti COVID-19 della Pfizer quando è andato in shock anafilattico e ha subito un arresto cardiaco. Ogni tentativo di rianimazione è fallito ed è deceduto al Pronto Soccorso.
- 17 segnalazioni di miocardite e pericardite (infiammazione cardiaca). I CDC usano una definizione di casistica ristretta riguardo la “miocardite”, che esclude i casi di arresto cardiaco, di ictus ischemici e di decessi dovuti a problemi cardiaci che si verificano prima dell’arrivo al pronto soccorso.
- 37 segnalazioni di disturbi della coagulazione del sangue.
I dati VAERS degli Stati Uniti per il periodo dal 14 dicembre 2020 al 25 marzo 2022 riguardanti i bambini dai 12 ai 17 anni d’età mostrano un totale di:
- 30.771 eventi avversi, compresi 1.771 classificati come gravi e 43 decessi segnalati.
La morte più recente riguarda un ragazzo di 17 anni (VAERS I.D. 2189006) dello stato della Georgia che “è deceduto improvvisamente nel sonno” sei mesi dopo la somministrazione della seconda dose di vaccino contro il COVID-19 della Pfizer. Un’autopsia è stata eseguita su questo ragazzo ma i risultati non sono stati divulgati. Il ragazzo non presentava condizioni di salute sottostanti. - 68 segnalazioni di shock anafilattico in ragazzi dai 12 ai 17 anni d’età, in cui la reazione è risultata pericolosa per la vita, ha richiesto un trattamento ospedaliero o ha provocato il decesso — con il 96% dei casi attribuiti al vaccino della Pfizer.
- 650 segnalazioni di miocardite e pericardite, tra cui 638 casi attribuiti al vaccino della Pfizer.
- 165 segnalazioni di disturbi della coagulazione del sangue, con tutti i casi attribuiti al vaccino della Pfizer.
I dati VAERS statunitensi nel periodo dal 14 dicembre 2020 al 25 marzo 2022, per tutti i gruppi di età combinati, mostrano che:
- Il 20% dei decessi era correlato a disturbi cardiaci.
- Il 54% delle persone decedute erano di sesso maschile, il 41% erano di sesso femminile e le restanti segnalazioni di decesso non includevano il sesso dei deceduti.
- L’età media alla morte era di 72,7 anni.
- Al 25 marzo, 5.341 donne incinte hanno segnalato eventi avversi correlati ai vaccini contro il COVID-19, compreso 1.687 segnalazioni di aborto spontaneo o parto prematuro.
- Dei 3.637 casi di paralisi di Bell segnalati, il 51% è stato attribuito al vaccino della Pfizer, il 40% al vaccino della Moderna e l’8% al vaccino della J&J.
- 874 segnalazioni di sindrome di Guillain-Barré, con il 42% dei casi attribuiti al vaccino Pfizer, 30% al vaccino Moderna e 28% al vaccino J&J.
- 2.373 segnalazioni di shock anafilattico in cui la reazione è risultata pericolosa per la vita, ha richiesto un trattamento ospedaliero o ha causato il decesso.
- 1.655 segnalazioni di infarto miocardico.
- 13.657 segnalazioni di disturbi della coagulazione del sangue negli Stati Uniti. Di queste, 6.104 segnalazioni sono state attribuite al vaccino Pfizer, 4.871 segnalazioni al vaccino Moderna e 2.638 segnalazioni al vaccino J&J.
- 4.088 casi di miocardite e pericardite con 2.511 casi attribuiti al vaccino Pfizer, 1.388 casi al vaccino Moderna e 179 casi al vaccino anti COVID-19 di J&J.
Donna muore per un raro disordine cerebrale dopo la seconda somministrazione del vaccino Pfizer
In un’ intervista esclusiva rilasciata a The Defender, il signor Richard Sprague ha detto che sua moglie, Jennifer, ha sviluppato la malattia di Creutzfeldt-Jakob (CJD) dopo la seconda somministrazione del vaccino Pfizer ed è morta entro cinque mesi dalla stessa.
Jennifer, una donna sana di 60 anni dello stato del Missouri, ha avuto i primi “sintomi che non sapeva spiegare” quattro giorni dopo la somministrazione della seconda dose del vaccino Pfizer. Nelle settimane seguenti, i sintomi peggiorarono fino a quando non poté più lavorare, versare il caffè o camminare senza assistenza.
In seguito, Jennifer venne ricoverata in ospedale dove le fu diagnosticata la CJD, una forma di encefalopatia spongiforme umana, che conduce a una demenza rapidamente progressiva e fatale. La sua salute peggiorò velocemente fino al punto in cui non riuscì più a sedersi da sola o a comunicare.
Quando l’assicurazione di Jennifer non era più sufficiente a coprire i costi ospedalieri, è stata messa in un ospizio e mandata a casa. È deceduta il 21 febbraio.
Il signor Sprague, il quale rimane non vaccinato, ha incoraggiato gli altri ad evitare i vaccini contro il COVID-19 a meno di non essere completamente a conoscenza delle potenziali reazione avverse e del fatto che il vaccino è in fase sperimentale.
Danni cardiaci riscontrati in adolescenti mesi dopo la seconda somministrazione del vaccino Pfizer
Un nuovo studio peer-reviewed pubblicato il 25 marzo nella rivista Journal of Pediatrics (Giornale di Pediatria) ha mostrato che più di due terzi degli adolescenti affetti da miopericardite correlata al vaccino contro il COVID-19 presentavano persistenti anomalie cardiache mesi dopo la diagnosi iniziale — suscitando preoccupazioni per i potenziali effetti a lungo termine.
Un gruppo di ricercatori del Seattle Children’s Hospital (Ospedale Pediatrico di Seattle, stato di Washington) hanno esaminato i casi che si sono verificati tra il 1° aprile 2021 e il 7 gennaio 2022, in pazienti minori di 18 anni d’età che si sono presentati in ospedale con dolore al petto e un livello elevato di troponina sierica entro una settimana dalla somministrazione di una seconda dose del vaccino Pfizer.
Mentre 35 pazienti rientravano nei criteri, 19 sono stati esclusi per svariate ragioni. La risonanza magnetica cardiaca (RMC) dei restanti 16 pazienti è stata eseguita dai tre agli otto mesi dopo gli esami iniziali.
Le risonanze magnetiche hanno mostrato che 11 di loro presentavano risultati anomali persistenti e di late gandolinium enhancement (LGE), anche se i livelli erano inferiori a quelli dei mesi precedenti.
Secondo lo studio, “La presenza di LGE è un indicatore di danno cardiaco e di fibrosi che è stato fortemente correlato ad una peggior prognosi nei pazienti con miocardite acuta standard”.
Il vaccino contro il COVID-19 della Pfizer risulta meno efficace contro Omicron nei bambini dai 12 anni in su
Il vaccino contro il COVID-19 della Pfizer ha dimostrato “un’efficacia ridotta” contro la variante Omicron nei bambini dai 12 anni in su, secondo uno studio pubblicato mercoledì sulla rivista medica The New England Journal of Medicine.
Lo studio, finanziato dai CDC, ha coinvolto 1.185 pazienti, l’88% dei quali non erano vaccinati.
Durante il periodo in cui la variante Delta era predominante (dal 1° luglio al 18 dicembre 2021), il gruppo di ricercatori ha riferito che l’efficacia del vaccino contro l’ospedalizzazione per COVID-19 tra gli adolescenti dai 12 ai 18 anni d’età era del 93% da due a 22 settimane dopo la vaccinazione.
Durante il periodo in cui la variante Omicron era predominante (dal 19 dicembre 2021 al 17 febbraio 2022), tra gli adolescenti della stessa fascia di età, l’efficacia del vaccino è scesa al 40% contro l’ospedalizzazione per COVID-19, al 79% contro l’ospedalizzazione per COVID-19 grave e al 20% contro l’ospedalizzazione per COVID-19 non grave. L’intervallo mediano di questo gruppo dalla vaccinazione era di 162 giorni.
Lo studio non ha valutato l’efficacia del vaccino contro il COVID-19 della Pfizer contro la BA.2 la sottovariante Omicron, che ora è il ceppo più dominante negli Stati Uniti.
Disturbo neurologico incurabile, afasia, correlato ai vaccini contro il COVID-19
La notizia di mercoledì 30 marzo 2022 che l’attore Bruce Willis è costretto ad allontanarsi dalla sua carriera a causa di una diagnosi di afasia, ha gettato un riflettore sul disturbo neurologico incurabile, malattia che è stata correlata sia al COVID-19 sia ai vaccini contro il COVID-19.
Secondo il National Institute of Deafness and Other Communication Disorders (Istituto Nazionale sulla Sordità e Altri Disturbi della Comunicazione degli Stati Uniti) l’afasia è un disturbo che risulta da un danno alle aree del cervello responsabili del linguaggio.
La condizione di solito si verifica improvvisamente, ma spesso avviene dopo un ictus o un trauma cranico, o potrebbe verificarsi a causa di un tumore al cervello o di una malattia neurologica progressiva.
Anche se The Defender non ha trovato prove che la diagnosi di Willis sia correlata al COVID-19 o alle vaccinazioni contro il COVID-19, le segnalazioni di afasia post vaccinazione al VAERS continuano ad accumularsi.
Nel 2019, ci sono stati solo 52 casi di afasia segnalati al VAERS per tutti i vaccini.
Secondo gli ultimi dati, nel periodo tra il 14 dicembre 2020 e il 25 marzo 2022 3.079 casi di afasia sono stati segnalati in seguito alle vaccinazioni contro il COVID-19, tra cui 342 casi si sono verificati in persone di età compresa tra i 65 e i 74 anni d’età.
Moderna valuta vaccinazione per i bambini sotto i 6 anni d’età
La settimana scorsa, Moderna ha dichiarato che chiederà l’Emergency Use Authorization (EUA, Autorizzazione per uso di Emergenza [sanitaria]) per il suo vaccino pediatrico contro il COVID-19, dopo aver annunciato che il suo regime a due dosi ha ridotto i casi di malattia sintomatica del 43,7% nei bambini dai 6 mesi ai 2 anni d’età e del 35,7% nei bambini dai 2 ai 6 anni d’età.
La casa farmaceutica ha detto che il suo studio di fase 2/3 KidCOVE del vaccino mRNA-1273 effettuato sui bambini “ha soddisfatto con successo l’obiettivo primario”.
Tuttavia, così come la testata giornalistica Politico ha dichiarato mercoledì, e come diversi esperti hanno riferito a The Defender, alcuni medici e scienziati dubitano che i dati della sperimentazione clinica di Moderna saranno sufficienti affinché la Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti conceda l’EUA al vaccino.
Gli esperti hanno citato il ridotto numero di partecipanti alla sperimentazione clinica, i bassi tassi di efficacia e il ricorso all’alternativa di uno studio d’efficacia della ricerca, chiamato immunobridging, come punti deboli che potrebbero ostacolare la causa di Moderna.
“Considerando gli altri dati che circondano la sperimentazione clinica, non credo che sarà una vittoria facile che porterà la FDA ad autorizzare il vaccino di Moderna per uso di emergenza”, ha detto a Politico il dottor Peter Hotez, professore di pediatria e virologia molecolare e microbiologia al Baylor College of Medicine a Houston, stato del Texas.
“Stiamo ancora studiando la relazione tra gli anticorpi neutralizzanti del virus e la relativa efficacia sulla protezione immunitaria”, ha detto il dottor Hotez, aggiungendo che la FDA potrebbe aver bisogno di alzare i propri standard.
Diversi esperti hanno anche sollevato dubbi sul rapporto rischio-beneficio dei vaccini contro il COVID-19 per un gruppo di età che presenta un rischio statisticamente insignificante di malattia grave.
Children’s Health Defense incoraggia chiunque abbia avuto una reazione avversa, a qualsiasi vaccino, di eseguire una segnalazione seguendo questi tre punti.