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12-08-2022 Views

COVID

Un effetto positivo della COVID? Più genitori che mai mettono in discussione i vaccini infantili “di routine”

I tassi di vaccinazione di bambini e adolescenti hanno iniziato a crollare con l’inizio della pandemia e, con l’emergere di preoccupazioni sulla sicurezza del vaccino anti COVID-19, alcuni genitori hanno iniziato a mettere in dubbio la necessità della lunga lista di altri vaccini raccomandati dai funzionari della sanità pubblica.

I genitori durante la covid mettono in discussione i vaccini infantili

Nel 2020, l’ordine governativo di rimanere a casa, insieme alla perdita di posti di lavoro, alla paura della popolazione per la COVID-19 e ad altri fattori, ha portato a un drastico calo nell’utilizzo dei servizi sanitari di persona da parte di adulti e bambini, sia negli Stati Uniti che nel resto del mondo.

Le visite di routine dei “neonati sani” e “bambini sani” sono state alcune delle vittime degne di nota.

Negli Stati Uniti, i tassi di vaccinazione dei bambini e degli adolescenti sono crollati drasticamente, con un calo fino al 91% a seconda della fascia d’età, tra cui una riduzione evidente dei vaccini contro difterite, tetano e pertosse (DTaP o DTP), meningite e papillomavirus umano (HPV).

I funzionari della sanità pubblica si aspettavano che “i postumi della sbornia pandemica” si sarebbero dissolti entro il 2021, ma invece il cambiamento nel comportamento dei genitori riguardo la vaccinazione dei propri figli è persistito.

A livello internazionale, 6 milioni di bambini in meno in tutto il mondo hanno ricevuto almeno una dose di vaccino DTP nel 2021 rispetto al 2019, il che ha portato il capo dell’UNICEF a lamentare “il più grande calo sostenuto nell’immunizzazione infantile in una generazione”.

E nelle Filippine – dove il presidente ha minacciato di incarcerare chi rifiutava il vaccino anti COVID-19 – nel 2021 la percentuale di bambini che hanno ricevuto la prima dose di DTP è stata solo del 57%, contro il 92% di un decennio prima.

Negli Stati Uniti, lo Stato di Washington ha riferito che l’assunzione del vaccino antinfluenzale nei bambini di età inferiore ai 5 anni è diminuita di circa il 25% nel novembre 2021, rispetto alle due stagioni influenzali precedenti. Il registro statale del Michigan per il mese di marzo 2022 ha mostrato che il 24% in meno di bambini piccoli “era considerato vaccinato” rispetto al marzo 2020.

Quando il Michigan ha confrontato i dati sulle vaccinazioni del 2020 con quelli del periodo 2016-2019, ha scoperto che la copertura vaccinale era diminuita in “tutte le coorti di età fondamentali, ad eccezione della copertura dell’epatite B alla nascita”.

In questo momento, i funzionari statali ipotizzano apertamente che le vaccinazioni anti COVID-19 – finora rifiutate dai genitori del 97% dei bambini al di sotto dei 5 anni – siano il motivo per cui i genitori sono sempre più ambivalenti nei confronti delle vaccinazioni infantili in generale.

Riferendosi a questo “dubbio di ritorno”, un portavoce della sanità pubblica del Michigan ha detto che i genitori che una volta accettavano le vaccinazioni infantili senza fare domande ora dicono: “Aspetta un attimo. Ho davvero bisogno di questi vaccini?” e si chiedono “Come vengono fatti questi vaccini?”

Secondo un altro funzionario del Michigan, la “vaccinazione” – come fosse una parolaccia – è diventata una “parola esca” per i genitori irati che ritengono che il governo non solo abbia oltrepassato la sua autorità durante la pandemia da COVID-19, ma che stia spingendo in modo fraudolento dei vaccini pericolosi sui loro piccoli.

Meno bambini morti non è un “disastro”

Nell’ottobre 2020, tre scienziati statunitensi e britannici hanno redatto la Dichiarazione di Great Barrington e hanno condannato – in modo piuttosto cupo – il forte calo delle vaccinazioni infantili derivante dai lockdown per la COVID-19.

Come sostenitori di lunga data dei vaccini – professionalmente coinvolti nello sviluppo di vaccini, nella promozione del pericoloso vaccino HPV e nell’accettazione del vaccino anti COVID-19 come soluzione ai lockdown – i tre autori della dichiarazione hanno posto il declino dei tassi di vaccinazione infantile in testa alla loro lista di conseguenze “disastrose” dei lockdown.

Lungi dall’assistere a un disastro, tuttavia, nel giugno 2020 alcuni osservatori avevano iniziato a notare un meraviglioso effetto positivo: un effetto “sorprendente” della pandemia sul tasso di mortalità dei neonati, in particolare, con oltre 200 neonati morti in meno a settimana, pari a una riduzione del 30% dei decessi infantili attesi in pochi mesi.

Per spiegare il “qualcosa di misterioso” che salva le vite dei neonati, questi analisti, insieme a Children’s Health Defense (CHD), nella persona del direttore scientifico Brian Hooker, hanno sottolineato come le mancate vaccinazioni infantili abbiano coinciso con un “precipitoso calo” delle segnalazioni di sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS) al Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS)).

Le morti per SIDS – che per definizione colpiscono bambini normali e sani – e le morti improvvise e inspiegabili nei bambini di età superiore a 1 anno si verificano tipicamente in stretta prossimità temporale alle vaccinazioni, con nove decessi per SIDS su 10 che avvengono poco dopo le visite di routine di “bambini sani” a due e quattro mesi.

Un’analisi di tre decenni di dati VAERS ha rilevato che il 75% dei casi di SIDS post-vaccinazione segnalati si è verificato entro sette giorni dalle vaccinazioni infantili.

I patologi giapponesi che hanno identificato i casi di SIDS avvenuti entro una settimana dalla vaccinazione concordano sul fatto che “i casi sospetti esistono”, incoraggiando i patologi forensi a “dedicare maggiore attenzione alla vaccinazione” nei casi di SIDS.

Naturalmente, i “fact-checker” contestano l’associazione ipotizzata tra i tassi di vaccinazione più bassi del 2020 e la diminuzione dei decessi nei bambini piccoli.

Ulteriori indizi

CHD ha esaminato dozzine di studi che mostrano che i bambini non vaccinati godono di una salute nettamente migliore, mentre non ha trovato “alcuno studio che dimostri risultati di salute superiori nei bambini vaccinati”.

Tuttavia, poiché gli effetti della vaccinazione sono complessi, cumulativi e sinergici con altre esposizioni tossiche – e poiché la maggior parte dei dati sulle malattie croniche non è ancora al passo con la pandemia – non è così facile individuare altri vantaggi derivanti dalla riduzione dei tassi di vaccinazione infantile nel 2020.

Tuttavia, ci sono alcuni indizi.

Si consideri il calo delle visite al pronto soccorso (ED, acronimo di Emergency Department) e il fatto che le diminuzioni maggiori si sono registrate nelle persone di età inferiore ai 15 anni.

Si stima che ogni anno un bambino su sette debba ricorrere al pronto soccorso.

Un’analisi che confronta le visite pediatriche al pronto soccorso del 2020 con quelle del decennio precedente ha rilevato una diminuzione “sostanziale” per alcune diagnosi – in particolare dolori addominali, otite, asma, polmonite, infezioni delle vie respiratorie superiori e urinarie e traumi – mentre le visite per diagnosi come convulsioni e complicazioni del diabete si sono mantenute costanti.

Sebbene non vi sia un modo sicuro per sapere perché le visite al pronto soccorso siano diminuite per quelle specifiche condizioni, tutte le diagnosi in questione sono riportate nei foglietti illustrativi dei vaccini come eventi successivi alla vaccinazione, insieme a quasi 400 altri sintomi e condizioni acute e croniche.

Il dolore addominale può non sembrare grave, ma può essere segno di pancreatite acuta (infiammazione improvvisa del pancreas), tanto che i medici consigliano di considerare “sempre” la pancreatite acuta “nella diagnosi differenziale del dolore addominale nei bambini“.

La pancreatite acuta appare in seguito alla somministrazione di vaccini contro l’epatite A e B, HPV, influenza e morbillo-parotite-rosolia (MMR, acronimo di measles-mumps-rubella), ed altri vaccini, in bambini piccoli, adolescenti e adulti.

E ora stanno arrivando numerose segnalazioni di casi (per esempio, dagli Stati Uniti, dal Giappone, dalla Polonia e dalla Nuova Zelanda) di pancreatite grave in seguito alla vaccinazione anti COVID-19.

Inoltre, la pancreatite acuta e cronica ha iniziato ad aumentare misteriosamente nei bambini dopo l’espansione del programma vaccinale infantile negli anni ’90 e 2000, e il diabete giovanile e i tumori del pancreas nei giovani adulti – due condizioni associate alla pancreatite – hanno iniziato ad aumentare subito dopo.

Vaccini anti COVID: una linea di demarcazione?

La maggior parte degli osservatori ha attribuito l’improvviso calo delle vaccinazioni infantili di routine nel 2020 esclusivamente alla rinuncia alle cure imposta dalle circostanze (“il divario tra il bisogno percepito e l’effettivo utilizzo dei servizi sanitari”).

Ora, però, sono i vaccini anti COVID-19 – e in particolare l’autorizzazione non scientifica dei vaccini per gli adolescenti e i bambini piccoli – che sembrano essere la ragione principale per cui molti genitori non “percepiscono più la necessità” di rientrare di corsa nell’ovile vaccinale.

Persino il propagandistico New York Times ha ammesso l’esistenza di un nuovo e agguerrito contingente di “scettici” del vaccino, il cui interrogarsi è stato forgiato nel crogiolo delle restrizioni della COVID-19, dell’obbligo del vaccino anti COVID-19 e, tragicamente per alcuni, della reazione avversa subita da un bambino alle iniezioni anti COVID-19.

Come ha twittato un medico dalla “prima linea della medicina” all’inizio di agosto, “I genitori sono stufi di dare ai loro figli qualsiasi e tutti i [emoticon con la siringa]. Non solo, ma sono disgustati da ciò che hanno già permesso fosse iniettato ai loro figli. Vorrebbero poter tornare indietro”.

La vecchia e stanca strategia della sanità pubblica per riconquistare questi genitori ribelli sembra essere (sorpresa, sorpresa) quella di spingere i genitori a “recuperare il maggior numero di vaccinazioni possibile in un’unica visita” – sostenuta dalla falsa affermazione che è un vantaggio per il bambino fare un mucchio di vaccinazioni in una volta sola – e alimentando al contempo le preoccupazioni per un ritorno delle cosiddette malattie “prevenibili con i vaccini”.

Così, in seguito a un singolo caso di paralisi attribuito alla “polio”, lo Stato di New York sta cercando di evocare un’epidemia di poliomielite, senza mai menzionare i decenni di manipolazione della diagnosi di “polio” volta a mascherare cause non virali delle paralisi, tra cui le vaccinazioni e gli avvelenamenti.

La Florida, nel frattempo, sta esortando gli studenti universitari e altri gruppi a sottoporsi al vaccino contro il meningococco dopo la morte di sette uomini gay e bisessuali, presumibilmente a causa del meningococco.

Perché gli uomini deceduti hanno sviluppato la meningite? Nessuno ha condiviso informazioni sullo stato di vaccinazione anti COVID-19, ma i ricercatori di tutto il mondo riportano la meningite come evento avverso successivo alla vaccinazione anti COVID in adolescenti e adulti, ad esempio in Giappone, Singapore, Corea, Iraq, Belgio e Germania.

La meningite è anche un evento avverso elencato per i vaccini DTaP, epatite A e B, influenza e MMR, e per i vaccini contenenti componenti di Haemophilus influenzae di tipo b (Hib) e poliomielite.

Un medico di 28 anni che si era offerto volontario negli studi clinici brasiliani per il vaccino anti COVID-19 AstraZeneca è morto dopo aver ricevuto il vaccino contro la meningite somministrato al “gruppo di controllo”.

Ciò di cui i bambini hanno davvero bisogno

Purtroppo, qualunque sia il lato positivo, temporaneo o duraturo, del periodo di sospensione delle vaccinazioni infantili indotto dalla COVID-19, i bambini e i loro genitori devono ancora affrontare molte sfide.

Secondo uno studio dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, i problemi di peso di bambini e adolescenti già in sovrappeso o obesi sono peggiorati significativamente nel corso del 2020 e l’insicurezza alimentare dei bambini è in aumento sia a livello nazionale che internazionale.

Inoltre, i massicci cambiamenti sociali e comportamentali imposti dalle restrizioni ordinate dal governo hanno suscitato titoli di giornale terribili sulla salute mentale dei giovani, anche se gli esperti avvertono che questi potrebbero portare a una sovradiagnosi e a un’eccessiva medicalizzazione con farmaci che, secondo le avvertenze nel riquadro nero, causano violenza e suicidio.

Piuttosto che altri vaccini o farmaci che non hanno mai mantenuto le loro promesse, ciò di cui i bambini e i giovani hanno bisogno per star bene sono i fondamenti della salute pubblica, più lenti ma sicuri, come un’alimentazione sana, un alloggio sicuro e la sicurezza economica, e l’attenzione amorevole dei loro genitori.

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