Gruppi di attivisti, organizzazioni mediche e medici di tutto il mondo stanno lanciando iniziative per bloccare la somministrazione dei vaccini anti COVID-19 o per farli ritirare del tutto dal mercato.

Questi sforzi, tra cui campagne educative, sfide legali e petizioni, citano l’elevato numero di eventi avversi e le rivelazioni sulla contaminazione dei vaccini come fattori che potrebbero portare al richiamo dei vaccini.

Diverse persone coinvolte in queste iniziative hanno dichiarato a The Defender che i loro sforzi stanno iniziando a fare una differenza notevole, ma che è necessario lavorare ancora.

“La gente comincia a rendersi conto di essere stata ingannata e inizia a chiedere risposte ai suoi funzionari eletti e alle agenzie di sicurezza e di regolamentazione a cui ha affidato la salute dei suoi figli, che le hanno mentito”, ha dichiarato la Dott.ssa Janci Lindsay,, direttrice di tossicologia e biologia molecolare di Toxicology Support Services [Servizi di supporto per la tossicologia] e cofondatrice della campagna We The People 50 – Richiamate le iniezioni .

Bradford Geyer, avvocato della FormerFedsGroup Freedom Foundation [Fondazione per la libertà del gruppo-di-ex-funzionari-federali], che ha lanciato l’iniziativa We The People 50, ha dichiarato a The Defender che la risposta all’iniziativa è stata positiva.

“Il nostro movimento sta chiaramente crescendo, poiché gli americani e i cittadini di altre nazioni si rendono conto di ciò che i governi e Big Pharma hanno fatto loro”.

I vaccini anti COVID “devono essere fermati per il bene dell’umanità”

Negli Stati Uniti, l’iniziativa We The People 50 chiede “il ritiro dei ‘vaccini’ genici anti COVID-19 a causa del gran numero di morti, disabilità e danni irragionevoli che comportano”.

L’iniziativa è portata avanti da medici, scienziati, avvocati, attivisti, autori, ricercatori, vittime e cittadini preoccupati, secondo Lindsay, che ha dichiarato che la missione del gruppo è salvare vite e proteggere i gruppi più vulnerabili da questi pericolosi vaccini genici.

“Stiamo potenzialmente contaminando l’intero pool genetico umano con queste tecnologie pericolose, con una sorveglianza quasi nulla sulle loro conseguenze per gli esseri umani, gli animali e l’ambiente”, ha dichiarato Lindsay. “Deve essere fermato per il bene dell’umanità”

La campagna è stata ispirata dal Dr. John Witcher, un medico del Mississippi che ha chiesto il ritiro dei vaccini anti COVID-19 nel suo Stato. Witcher, ex candidato alla carica di governatore del Mississippi, ha dichiarato a The Defender che i suoi sforzi sono iniziati nel settembre 2021, quando ha lanciato Mississippi Against Mandates [Il Mississippi contro gli obblighi].

Inizialmente, il movimento ha organizzato proteste e raduni e una campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, opponendosi agli obblighi vaccinali. “Il nostro obiettivo principale era quello di fermare gli obblighi e di essere cauti riguardo ai vaccini”, ha detto Witcher.

Secondo Witcher, il punto di svolta è arrivato alla fine di ottobre 2021, quando il Dr. Peter McCullough, parlando a una tavola rotonda organizzata dal gruppo del Mississippi, ha affermato che i vaccini anti COVID-19 non erano sicuri per gli esseri umani.

In seguito, ha detto Witcher, il gruppo “si è ribellato non solo agli obblighi, ma anche ai vaccini”.

A febbraio, quello che prima era un impegno a livello statale è diventato un’iniziativa nazionale, a seguito di un incontro al Campidoglio del Mississippi in cui sono intervenuti McCullough e altri medici, oltre a diverse persone danneggiate dai vaccini e ai loro familiari.

La campagna We The People 50 è nata dall’evento di febbraio, ha dichiarato Witcher.

Lindsay ha raccontato che, grazie all’impegno di Witcher, si è messa in contatto con Carolyn Blakeman, direttrice dei media e coordinatrice della task force del FormerFedsGroup, per lanciare la campagna a livello nazionale, cercando di “portare questa strategia di riunire un piccolo gruppo di testimoni esperti di tutte le discipline sanitarie, oltre che i danneggiati da vaccino, in tutti i 50 Stati”.

Recenti ricerche hanno rivelato che una percentuale significativa dei vaccini a mRNA anti COVID-19 è contaminata da DNA e contaminanti batterici che possono alterare il genoma umano e scatenare il cancro e altre gravi patologie. Il mese scorso, Health Canada ha riconosciuto la presenza di tale contaminazione nei vaccini anti COVID-19.

L’integrità del genoma, il consenso informato, l’autonomia medica sono tra le questioni fondamentali

“Abbiamo incontrato i legislatori e gli avvocati dello Stato e siamo intervenuti in diverse riunioni dei commissari di contea”, ha dichiarato Lindsay. “[Noi] abbiamo contribuito alla stesura di leggi sulla sicurezza dei vaccini genici, sul consenso informato, sull’autonomia medica, sul diritto di mantenere l’integrità del genoma, sul diritto di essere liberi da trasfezioni non consensuali (shedding) e sul diritto di rifiutare trattamenti medici forzati o obbligati”.

Secondo Lindsay, il gruppo “intende far leva” sugli statuti di protezione dei prodotti per i consumatori in diversi Stati “per ottenere il ritiro totale delle iniezioni o, per lo meno, per costringere gli Stati a fornire un vero consenso informato”.

L’iniziativa mette anche in discussione l’immunità legale dei produttori di vaccini ai sensi del Public Readiness and Emergency Preparedness (PREP) Act [Legge sulla preparazione pubblica alle emergenze], sulla base delle leggi statali sulla protezione dei consumatori e sul comportamento doloso.

Geyer ha detto: “La base per tale azione è che questi vaccini sono contaminati e adulterati e si è dimostrato che sono pericolosi e letali”.

Un’azione legale collettiva presentata in California a settembre per conto di due vittime del remdesivir e sostenuta dal FormerFedsGroup si basa su argomentazioni simili, ovvero che Gilead, distributore del remdesivir, potrebbe aver violato le leggi californiane contro l’uso di pratiche ingannevoli, tra cui il Consumer Legal Remedies Act.

“L’obiettivo finale è che queste iniezioni vengano ritirate dal mercato dei prodotti di consumo e che la piattaforma dei vaccini genici venga bandita nella sua interezza e che coloro che hanno sviluppato, prodotto e somministrato questi farmaci con un falso pretesto siano chiamati a risponderne”, ha dichiarato Lindsay.

Geyer ha aggiunto: “L’obiettivo finale dell’iniziativa sarebbe quello di fare pressione sui governi locali e statali affinché agiscano negando l’accesso dei cittadini, in particolare dei bambini, a queste terapie geniche”.

“Ci rendiamo conto che si tratta in gran parte di una battaglia politica”, ha detto Witcher. “Dobbiamo coinvolgere i nostri politici e invertire la tendenza, e certamente dobbiamo coinvolgere degli avvocati. Quindi stiamo solo cercando di educare le persone e di difendere e proteggere le persone”.

L’AAPS chiede la moratoria per il vaccino anti COVID: “Numerosi segnali di sicurezza” ignorati

L’Associazione dei Medici e Chirurghi Americani (AAPS, acronimo di Association of American Physicians and Surgeons), “un’associazione professionale apartitica di medici in tutti i tipi di pratiche e specialità di tutto il Paese”, ha chiesto una moratoria sull’obbligo delle iniezioni anti COVID-19 e sulle iniezioni geniche.

Una dichiarazione dell’AAPS del marzo 2023 dice: “Il consenso informato è un principio fondamentale dell’etica medica, eppure milioni di persone hanno fatto iniezioni anti COVID-19 sotto costrizione”, nonostante il fatto che “gli effetti a lungo termine della nuova tecnologia dell’mRNA o del DNA e delle nanoparticelle lipidiche coinvolte nella loro somministrazione… non possono essere conosciuti”.

Secondo l’AAPS, sono stati osservati “numerosi segnali di sicurezza, tra cui un eccesso di morti improvvise, che in passato avrebbero indotto a ritirare immediatamente i vaccini o i farmaci dal mercato”.

Di conseguenza, l’AAPS afferma che “le iniezioni geniche anti COVID-19 dovrebbero essere ritirate dal mercato” e “tutti gli obblighi, compresi i requisiti per la frequenza scolastica o il lavoro, dovrebbero essere immediatamente ritirati”.

La Dott.ssa Jane Orient, direttrice esecutiva dell’AAPS, ha detto a The Defender che la richiesta di moratoria fatta dall’organizzazione è stata motivata dall’aumento dei vaccini obbligatori per malattie non comuni, lievi o curabili. Ha detto che “l’AAPS è sempre stata contraria a trattamenti di massa che non tengono conto delle esigenze dei singoli pazienti e il [loro] consenso”.

In particolare, nel 2000 l’AAPS ha emesso una risoluzione contro l’obbligatorietà dei vaccini, citando l’importanza del consenso informato.

Nel novembre 2020, l’AAPS ha dichiarato che ci sono “molte incognite” relative ai vaccini anti COVID-19, tra cui “effetti avversi a lungo termine”, aggiungendo che trattamenti come l’idrossiclorochina hanno prevenuto i decessi da COVID-19 “senza gli effetti avversi che potrebbero verificarsi vaccinando un gran numero di persone sane”.

Alla domanda sul perché altre associazioni mediche non si siano unite all’AAPS nel chiedere una moratoria sui vaccini anti COVID-19, Orient ha citato i conflitti di interesse e il timore di ritorsioni da parte del governo o di soggetti privati.

Consiglio Mondiale della Sanità: “Danni collaterali” senza precedenti dei vaccini anti COVID

Un’altra organizzazione che chiede una moratoria sulla somministrazione dei vaccini anti COVID-19 è il Consiglio Mondiale per la Salute (WCH, acronimo di World Council for Health), che il mese scorso ha convocato un gruppo di esperti che ha discusso la presenza di “contaminazione da DNA cancerogeno” nei vaccini.

Secondo il WCH, il gruppo di esperti ha concluso che “i vaccini anti Covid sono contaminati da DNA estraneo e … dall’SV40, una sequenza genetica che promuove il cancro” e “si qualificano come prodotti OGM (organismi geneticamente modificati), che richiedono un’ulteriore approvazione oltre a quella richiesta per i vaccini di vecchio tipo, tradizionali”.

“Il consenso informato per questi prodotti è impossibile, poiché i rischi dei prodotti non sono mai stati valutati in modo formale e trasparente dalle autorità di regolamentazione e non sono del tutto noti”, afferma l’organizzazione.

Di conseguenza, il WCH ha chiesto “Una moratoria immediata su questi nuovi ‘vaccini’ genici” in una dichiarazione che, secondo Nic Robinson, responsabile operativo dell’organizzazione, è stata inviata ai membri del Parlamento britannico.

Il Dr. Christof Plothe, osteopata, membro del comitato direttivo del WCH, ha dichiarato a The Defender che “nessun intervento medico ha mai creato tanti “danni collaterali” alla salute delle persone” come i vaccini anti COVID-19.

“Ora sappiamo che la probabilità di contrarre la COVID-19 e persino di morire di COVID-19 aumenta dopo ogni iniezione”, ha detto, aggiungendo: “Alla luce dell’inaccettabile contaminazione da DNA plasmidico e delle sequenze geniche non dichiarate nelle fiale Pfizer, dobbiamo temere l’integrazione di sequenze genetiche estranee, con conseguenze sconosciute”.

Come seguito alla conferenza del gruppo di esperti medici del mese scorso, secondo Robinson, il WCH ne organizzerà una con un gruppo di esperti legali internazionali il 27 novembre.

Ha aggiunto che il WCH ha organizzato dei consigli nazionali, “una parte strategica fondamentale del nostro piano per decentralizzare e informare le persone e le comunità e per resistere al potere centralizzato e alla sopraffazione, comprese le vaccinazioni anti COVID obbligatorie e i lockdown”.

“La linea rossa è stata superata e ogni essere umano responsabile della loro distribuzione, sia in ambito farmaceutico che politico, negli organismi di regolamentazione medica o nei media, ora deve dire: fermate i vaccini”, ha detto Plothe.

Il WCH ha già chiesto in passato il ritiro dei vaccini anti COVID-19, tra l’altro nel giugno 2022, in seguito alla pubblicazione di un rapporto del WCH sulle reazioni avverse legate ai vaccini anti COVID-19, e nel settembre 2022, in seguito alla pubblicazione di un articolo scientifico su tali eventi avversi.

Nel giugno 2021, la Dott.ssa Tess Lawrie, cofondatrice del WCH, ha chiesto alla Medicines and Healthcare products Regulatory Agency [Agenzia regolatoria delle medicine e dei prodotti sanitari] del Regno Unito l’immediata sospensione della somministrazione dei vaccini anti COVID-19, citando un elevato numero di decessi e lesioni.

“Poche azioni sono più necessarie o più nobili” del porre fine ai vaccini anti COVID a mRNA

Anche un gruppo di medici tedeschi ha lanciato un’iniziativa per porre fine alle vaccinazioni anti COVID-19, rivolgendosi ai colleghi medici.

Una lettera aperta scritta dalle dottoresse tedesche Uta Kristein Haberecht e Monika Grühn, e dal Dr. Harald Walach,, fondatore dell’associazione Istituto per il Cambiamento nella Scienza della Salute in Germania nonché ricercatore presso l’Università Kazimieras Simonavicius in Lituania, sta cercando di mettere in guardia altri medici sui rischi dei vaccini anti COVID-19.

La lettera dichiara:

“All’inizio della pandemia era comprensibile che da più parti si chiedesse di trovare un vaccino e di distribuirlo rapidamente. Si presumeva che la malattia COVID-19 fosse pericolosa per la popolazione generale e che un vaccino potesse eliminare tale pericolo. Pertanto, gli ostacoli normativi per queste sostanze sono stati ridotti e i potenziali segnali di pericolo sono stati ignorati.

“Abbiamo acquisito una grande quantità di nuove conoscenze. … I vaccini offrono una protezione molto inferiore a quella prevista in origine… al prezzo di effetti collaterali molto più numerosi di quelli ipotizzati e che si è disposti ad accettare con altri vaccini”.

La lettera, che include un’appendice scientifica con oltre 50 riferimenti accademici, illustra le preoccupazioni relative alla tossicità della proteina spike e al suo impatto sulla fertilità.

La lettera invita a condividere le diverse opinioni scientifiche e a far sì che le agenzie pubbliche e i politici conducano sondaggi, indagini e verifiche accurate attraverso ricerche indipendenti.

“Un dialogo da pari a pari è fondamentale per preservare e mantenere l’etica medica (Convenzioni di Ginevra, Codice di Norimberga)”, aggiunge la lettera.

Grühn ha dichiarato a The Defender:

“Noi pensatori critici spesso ce ne stiamo per conto nostro, ma molti altri medici e operatori sanitari sanno molto poco dei pericoli della piattaforma dei vaccini genici, mentre vengono informati in modo unilaterale. Spesso non hanno il tempo di fare le proprie indagini.

“Ha quindi senso rivolgersi a loro in modo amichevole e chiaro e fornire loro informazioni fattuali in modo che possano formarsi una propria opinione”.

Walach ha dichiarato a The Defender:

“Sono stati pubblicati molti studi che dimostrano che le iniezioni non prevengono l’infezione. Non prevengono la malattia grave. Non riducono la mortalità di un margine apprezzabile. Ma producono molti effetti collaterali”.

“Dato che i benefici sono molto piccoli o inesistenti e i potenziali problemi sono numerosi, è necessario fermare tutto questo”, ha detto, aggiungendo: “La stampa mainstream non ha ripreso nessuno di questi fatti ben documentati, e quindi tutto questo è in gran parte sconosciuto al pubblico”.

Anche in Nuova Zelanda un medico sta agendo. Il Dr. Emanuel Garcia, psichiatra proveniente dagli Stati Uniti, ha presentato una petizione per chiedere al governo del Paese di vietare tutti i farmaci a mRNA.

Secondo la petizione:

“Le terapie a mRNA presentano pericoli potenzialmente catastrofici; un recente studio sui rischi della vaccinazione a mRNA mostra che essa può modificare il genoma umano; molti altri aspetti delle terapie a mRNA sono sconosciuti; il genoma umano è la vera e propria impronta genetica di ogni individuo, definisce la nostra salute e il nostro benessere e dovrebbe essere un’entità inviolabile”.

“In passato la Nuova Zelanda ha assunto una posizione pionieristica contro l’uso delle armi nucleari. Dovremmo fare lo stesso ora riguardo agli interventi basati sull’mRNA”, si legge nel documento.

Scrivendo sulla sua pagina Substack, Garcia ha dichiarato: “Posso pensare a poche azioni più necessarie o più nobili che un Paese possa intraprendere in questo momento”.

Il 7 novembre, il Consiglio malese per la salute, l’Alleanza malese per un efficace controllo della Covid e il Persatuan Pengguna Islam Malaysia hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui si mette in discussione la somministrazione continua dei vaccini anti COVID-19.

La dichiarazione fa riferimento a un aumento dei decessi in eccesso in Malesia e alla contaminazione dei vaccini anti COVID-19, affermando che tale contaminazione “ha implicazioni legali”. La dichiarazione suggerisce che l’immunità legale dei produttori di vaccini dovrebbe “essere annullata” sulla base del fatto che i contaminanti sono “ingredienti non dichiarati”.

“I consumatori malesi vorrebbero sapere se l’Agenzia nazionale per la regolamentazione dei farmaci … del nostro ministero della Salute è a conoscenza della contaminazione del vaccino a mRNA anti COVID-19″, si legge nella dichiarazione. “Poiché si tratta di una questione molto grave e allarmante, il presunto illecito potrebbe anche configurare un caso di favoreggiamento”.

Cause legali in tutto il mondo contro i vaccini anti COVID

In Australia, l’avvocato Katie Ashby-Koppens ha chiesto un’ingiunzione contro Pfizer e Moderna perché stanno distribuendo prodotti – i loro vaccini anti COVID-19 – contenenti OGM, senza averne la licenza.

In una recente intervista, Ashby-Koppens ha detto: “Le accuse sono che i vaccini a mRNA anti COVID-19 sono organismi geneticamente modificati secondo la definizione del Gene Technology Act [Legge sulla tecnologia genica] in Australia, in quanto sono in grado di trasferire materiale genetico”.

“Il fatto che siano in grado di trasferire materiale genetico significa che questi prodotti avrebbero dovuto più propriamente essere sottoposti all’autorità di regolamentazione dell’ingegneria genetica in Australia. E così non è stato”, ha aggiunto.

In Costa Rica, tramite un caso giudiziario in corso si deciderà sulla richiesta di bloccare i vaccini anti COVID-19.

In una causa intentata da Interest of Justice (IOJ) contro il governo del Costa Rica, la Corte d’Appello amministrativa del Paese, IOJ sostiene che le autorità hanno “mentito” sul fatto che i vaccini anti COVID-19 fossero “sicuri ed efficaci”, affermando che erano consapevoli del fatto che i vaccini sono “notoriamente dannosi” e che “la morte è comune”.

Il 9 novembre si è svolta un’udienza in cui sono state negate le misure cautelari (simili a un’ingiunzione temporanea) richieste da IOJ. Tuttavia, secondo IOJ, i giudici sono apparsi comprensivi ed “estremamente preoccupati” e hanno concesso a IOJ la possibilità di presentare una nuova istanza, che porterà a un processo.

Hanno testimoniato a distanza esperti come il Dr. Mike Yeadon, ex responsabile globale delle malattie respiratorie per Pfizer e attuale scienziato capo di IOJ, e l’internista Ana Mihalcea.

In Sudafrica, un’azione legale depositata a gennaio presso l’Alta Corte di Pretoria da tre organizzazioni non profit chiede una moratoria sulla somministrazione dei vaccini anti COVID-19.

Shabnam Palesa Mohamed è direttrice esecutiva di Children’s Health Defense Africa e fondatrice dell’organizzazione di difesa della salute Transformative Health Justice, uno dei gruppi che ha intentato la causa. Ha dichiarato a The Defender di aver chiesto di fermare le iniezioni di COVID-19 fino a quando non sarà condotta un’indagine completa e indipendente sulla loro sicurezza ed efficacia.

L’azione legale include una lettera firmata da oltre 100 operatori sanitari sudafricani che attestano gli eventi avversi osservati nei pazienti che hanno ricevuto il vaccino anti COVID-19. La lettera è stata inviata alla South African Health Products Regulatory Authority [Autorità regolatoria sudafricana per i prodotti sanitari], che finora non ha risposto. La causa fa riferimento anche alla morte della quattordicenne Yamkela Seplan, che ha sviluppato un grave nodulo sul braccio dopo la vaccinazione ed è poi deceduta.

La prima parte del caso è stata discussa a settembre ed è in attesa di una sentenza.

“Non dobbiamo perdere tempo”

Diversi esperti hanno espresso un senso di urgenza. Walach ha dichiarato a The Defender: “Si teme che la piattaforma mod-RNA venga utilizzata surrettiziamente anche per i vaccini standard”.

“Non dobbiamo perdere tempo, perché sono in gioco la salute e la vita di molti esseri umani come noi”, ha detto Grühn. “L’obiettivo è estendere questa pericolosa tecnologia modRNA a molti altri vaccini”.

In una recente intervista, il Dr. Sucharit Bhakdi, microbiologo tedesco-thailandese, ha dichiarato a The Defender che il momento attuale rappresenta la migliore occasione che abbiamo mai avuto per opporci alla somministrazione continuata dei vaccini a mRNA anti COVID-19.

“Dobbiamo cogliere questa opportunità” perché “le conoscenze ora disponibili dimostrano che questi vaccini stanno condannando l’umanità all’oblio”, ha detto, aggiungendo che “contengono sostanze che vi altereranno geneticamente. Non sarete più gli stessi esseri umani”.

“Si tratta di farmaci preventivi genico-terapeutici, che dovrebbero essere chiamati con il loro vero nome e non ‘vaccini'”, ha detto Walach. “Non appena questo diventerà chiaro, la gente potrebbe pensarci due volte”.

“L’obiettivo finale è, ovviamente, il controllo totale su di noi, cioè non solo sulle nostre finanze, ma anche sui nostri geni”, ha detto Bhakdi.

Gli esperti hanno anche chiesto conseguenze legali per le agenzie e gli individui che hanno autorizzato la somministrazione del vaccino anti COVID-19 al pubblico.

“È necessario fare di più. [Noi] chiediamo che i segnali di sicurezza vengano indagati prontamente e in modo approfondito, come è consuetudine e come è richiesto dalla legge”, ha dichiarato Orient.

“I politici e le autorità di regolamentazione che ne sono responsabili, e i media che hanno creato l’atmosfera di paura che ha permesso che questo passasse inosservato, dovrebbero risponderne”, ha detto Walach.

“La risposta alla COVID ha violato i diritti costituzionali e l’etica medica”, ha dichiarato Orient. “I funzionari devono essere ritenuti responsabili individualmente. I poteri di emergenza devono essere limitati. Abbiamo bisogno di istituzioni indipendenti dal complesso medico-industriale-regolatorio-censorio”.

“I nostri membri e i nostri cari sono stati gravemente maltrattati e traditi dalle agenzie sanitarie nazionali e cercano di ottenere giustizia e che vengano accertate le responsabilità”, ha dichiarato Geyer. “Il nostro movimento sta crescendo e i politici statunitensi di ogni schieramento troveranno che è sempre più insostenibile ignorarci. Attendiamo con ansia il giorno in cui i colpevoli saranno chiamati a rispondere delle loro azioni”.