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23-01-2024 News

COVID

L’NIH ha pagato la scienziata cinese che ha mappato il SARS-CoV-2 due settimane prima che la Cina dicesse al mondo della COVID

Il giornalista investigativo Paul D. Thacker ha dichiarato che i documenti ottenuti il mese scorso dal Comitato per l’Energia e il Commercio della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti nell’ambito di un’indagine in corso sulle origini della COVID-19 sollevano ulteriori interrogativi su ciò che i funzionari dei National Institutes of Health sapevano della ricerca da loro finanziata in Cina.

Una ricercatrice cinese con legami con il governo e l’esercito cinese – e con il dottor Anthony Fauci – ha mappato la sequenza genetica del SARS-CoV-2 e l’ha inviata a un database del governo statunitense nel dicembre 2019, due settimane prima che la sequenza del virus fosse ufficialmente rivelata.

Secondo alcuni esperti, questo ritardo potrebbe aver peggiorato la gravità della pandemia di COVID-19.

Le rivelazioni emergono dai documenti che il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS, acronimo di Health and Human Services) ha fornito il mese scorso al Comitato per l’Energia e il Commercio della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti nell’ambito di un’indagine in corso sulle origini della COVID-19. Il Wall Street Journal (WSJ) ha riportato la notizia per la prima volta il 17 gennaio.

La ricercatrice, la dott.ssa Lili Ren, è affiliata all’Istituto di biologia dei patogeni di Pechino che, secondo una dichiarazione del comitato, ha legami con il Partito Comunitario Cinese (PCC) e l’Esercito Popolare di Liberazione della Cina.

Secondo il WSJ, l’istituto fa parte dell’Accademia cinese delle scienze mediche, affiliata allo Stato.

I documenti mostrano che Ren era sul libro paga dei National Institutes of Health (NIH), l’agenzia che sovrintende all’Istituto Nazionale di Allergia e Malattie Infettive (NIAID, acronimo di National Institute of Allergy and Infectious Diseases), diretto all’epoca da Fauci.

“Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) ha confermato che la sequenza della dottoressa Ren del 28 dicembre 2019 era quasi identica a quella successivamente resa pubblica dal CDC cinese il 10 gennaio 2020, che all’epoca era la prima sequenza conosciuta”, ha dichiarato il comitato nella sua dichiarazione.

I documenti sollevano “nuovi interrogativi su ciò che la Cina sapeva nei primi giorni cruciali della pandemia”, afferma il WSJ.

Ma secondo il giornalista investigativo Paul D. Thacker, che scrive per The Disinformation Chronicle, “le rivelazioni mettono ulteriormente in discussione ciò che i funzionari dell’ [NIH] sapevano della ricerca che stavano finanziando in Cina, dove è iniziata la pandemia”.

Ren era sul libro paga dell’NIH nel dicembre 2019, secondo una sovvenzione assegnata a EcoHealth Alliance, un’organizzazione non profit gestita da Peter Daszak, ha riferito Thacker. L’NIH ha assegnato la sovvenzione nel 2014 per un progetto pluriennale, “Understanding the Risk of Bat Coronavirus Emergence” (Comprendere il rischio dell’insorgenza di coronavirus di pipistrello).

“La sovvenzione mostra che i contribuenti pagavano uno stipendio a Ren, anche se l’NIH ha reso illeggibili gli importi relativi a stipendio e benefit”, ha scritto Thacker, facendo riferimento ai documenti ottenuti nell’ambito dell’indagine del comitato.

L’HHS ha rilasciato i documenti dopo che il comitato aveva minacciato di citare in giudizio l’agenzia, come riporta il New York Post.

Secondo una lettera del 21 dicembre 2023 inviata dall’HHS al comitato, il 28 dicembre 2019 Ren aveva inviato la sequenza genetica del SARS-CoV-2 a GenBank, un database gestito dall’NIH. Tuttavia, la sequenza, che secondo il WSJ era la sequenza quasi completa del virus della COVID-19, non è stata pubblicata ed è stata successivamente cancellata dal database.

Il comitato ha dichiarato che “la documentazione presentata dalla Dott.ssa Ren mancava di alcune delle informazioni tecniche (non scientifiche) richieste per la pubblicazione su GenBank”. “Il 31 dicembre 2019 il personale dell’NIH le ha comunicato che la sua richiesta sarebbe stata cancellata senza ulteriori informazioni”.

Il Post ha riportato che quanto presentato da Ren “era quasi identico a ciò che Pechino ha poi presentato all’Organizzazione Mondiale della Sanità l’11 gennaio 2020”. Secondo l’HHS, “la sequenza pubblicata il 12 gennaio 2020 era quasi identica a quella presentata da Lili Ren” il 28 dicembre 2019.

Il comitato ha osservato che “la sequenza della dott.ssa Ren non è il primo caso di ricercatori cinesi che tentano di cancellare le prime sequenze di SARS-CoV-2 inserite in GenBank, ma è il primo caso conosciuto”, aggiungendo che “la Cina ha sempre dichiarato di aver pubblicato la sequenza genetica del SARS-CoV-2 non appena disponibile”.

All’epoca, i funzionari cinesi descrivevano ancora pubblicamente l’epidemia di Wuhan, in Cina, come una polmonite virale “di causa sconosciuta” e non avevano ancora chiuso il mercato all’ingrosso dei prodotti ittici di Huanan, sede di uno dei focolai iniziali di COVID-19″, ha riportato il WSJ.

“Immorale, inconcepibile e imperdonabile”

Secondo il WSJ, “le due settimane in più si sarebbero potute rivelare cruciali per aiutare la comunità medica internazionale a individuare il modo in cui si è diffusa la COVID-19, a sviluppare difese mediche e a iniziare a preparare un eventuale vaccino”.

Il biologo molecolare Richard Ebright della Rutgers University, che ha spesso criticato la ricerca gain-of-function (o guadagno di funzione) che molti scienziati ed esperti ritengono abbia portato allo sviluppo del SARS-CoV-2 in un laboratorio da cui potrebbe essere successivamente fuoriuscito, ha dichiarato a The Defender:

“Nel valutare l’impatto del ritardo di 15 giorni tra la determinazione e la divulgazione della sequenza del virus del focolaio, un punto cruciale è che, nel gennaio 2020, il tempo di raddoppio epidemico era di 2,5 giorni.

“Questo significa, matematicamente, che l’epidemia è aumentata di 64 volte in termini di dimensioni e di difficoltà di controllo, a causa del ritardo di 15 giorni. Un’epidemia piccola e probabilmente controllabile si è espansa di 64 volte, diventando un’epidemia massiccia e di fatto incontrollabile, come conseguenza diretta del ritardo degli scienziati, incapaci dal punto di vista etico, nel divulgare i risultati.

“È stato un atto immorale, inconcepibile e imperdonabile”.

Nella sua dichiarazione, il comitato ha affermato: “Questa scoperta significativa sottolinea ulteriormente il motivo per cui non possiamo fidarci di nessuno dei cosiddetti ‘fatti’ o dati forniti dal PCC e mette in serio dubbio la legittimità di qualsiasi teoria scientifica basata su tali informazioni”.

Il senatore Ron Johnson (Rep.-Wisconsin) ha dichiarato al Post che le rivelazioni sono “l’ultimo esempio dei tentativi dell’HHS di impedire al pubblico di comprendere appieno l’origine della COVID-19”.

Ebright ha dichiarato al Post: “È ovviamente una scorrettezza – una scorrettezza perseguibile – che l’NIH abbia nascosto queste informazioni al Congresso per mesi”. L’ex direttore del NIAID Francis Collins e l’ex direttore ad interim dell’NIH Lawrence Tabak “devono essere chiamati a rispondere delle loro malefatte, come minimo con la decadenza dalle posizioni federali e dalle pensioni federali”.

Ren non ha risposto alle e-mail del WSJ e del Post che chiedevano un commento.

“Insabbiamento” da parte dei governi statunitense e cinese

Ren è stata co-investigatrice con EcoHealth Alliance ed ha ricevuto dei fondi nell’ambito della sovvenzione pluriennale “Understanding the Risk of Bat Coronavirus Emergence” finanziata dall’NIH.

Secondo il Post, la EcoHealth Alliance “ha contribuito a finanziare la ricerca sui coronavirus presso l’Istituto di virologia di Wuhan” e “ha indirizzato i fondi delle sovvenzioni ricevute dall'[NIAID] al laboratorio di Wuhan”, citando un rapporto del Government Accountability Office.

Una lettera del 1° novembre 2018 di Ren indirizzata a Daszak, rivelata da Thacker su The Disinformation Chronicle, elogiava la collaborazione dell’Istituto cinese di biologia degli agenti patogeni, dell’Accademia cinese delle scienze mediche e del Peking Union Medical College con EcoHealth Alliance nella ricerca “per identificare e prevenire la trasmissione dei coronavirus dei pipistrelli alle popolazioni umane a livello globale”.

“In particolare, la proposta R01 finanziata dal NIAID e intitolata ‘Understanding the risk of bat coronavirus emergence’ fornirà un’eccellente opportunità per raggiungere questi obiettivi”, si legge nella lettera di Ren. “Comprendere e prevenire l’esposizione e la trasmissione di malattie zoonotiche dalla fauna selvatica agli esseri umani rimane una priorità assoluta”.

Parlando con la rivista Nature nell’agosto 2020, Daszak ha affermato che la sovvenzione “non funziona con” il SARS-CoV-2. “La nostra organizzazione non ha pubblicato alcun dato sul SARS-CoV-2. Lavoriamo sui coronavirus dei pipistrelli presenti in natura e cerchiamo di prevedere quale sarà il prossimo. Non ci occupiamo di sequenziare il SARS-CoV-2”.

Thacker ha riferito che i funzionari dell’NIH non hanno risposto alle molteplici richieste di informazioni sullo stipendio percepito da Ren, aggiungendo che “la sovvenzione NIH di Fauci ha anche pagato le spese di Ren, compreso il viaggio negli Stati Uniti per incontrare Daszak e il suo collaboratore Ralph Baric all’Università del North Carolina”.

Secondo Thacker, Baric avrebbe contribuito alla stesura di un commento intitolato “Nessuna prova credibile a sostegno delle affermazioni che il SARS-CoV-2 sia stato creato in laboratorio“, apparso sulla rivista Emerging Microbes & Infections.

Thacker ha identificato questo come uno dei tre articoli scientifici chiave utilizzati per sminuire la “teoria della fuoriuscita dal laboratorio” sulle origini del virus della COVID-19 come “teoria complottista“.

In un’e-mail del 12 febbraio 2020 inviata agli autori dell’articolo di Emerging Microbes & Infections, Baric dichiarava di non voler essere “citato per aver commentato prima della presentazione”, aggiungendo di pensare che “la comunità deve scrivere questi editoriali”.

Secondo Thacker, Baric ha scritto questo anche se aveva presentato “diverse modifiche al testo con i cambiamenti tracciati”, notando che “il nome di Baric non appare come autore nel commento pubblicato”.

Francis Boyle, professore di diritto internazionale all’Università dell’Illinois, esperto di armi biologiche e autore del libro “Resistere alla tirannia medica: Perché gli obblighi relativi alla COVID-19 sono criminali”, ha dichiarato a The Defender che le ultime rivelazioni forniscono un’ulteriore prova del fatto che il governo degli Stati Uniti era a conoscenza della ricerca gain-of-function che si svolgeva in Cina e di una fuoriuscita dal laboratorio a Wuhan.

“Era chiaro che le agenzie del governo degli Stati Uniti sapevano che c’era stata una fuoriuscita nel laboratorio BSL4 [laboratorio di livello di biosicurezza 4] di Wuhan nel settembre 2019. Lo ha ammesso anche il dottor Robert Redfield, ex direttore dei CDC”.

“Tutto ciò che è seguito è stato un insabbiamento e disinformazione da parte delle agenzie del governo degli Stati Uniti e della Repubblica Popolare Cinese”, ha detto Boyle.

Boyle ha affermato che se entrambi i governi avessero agito immediatamente ed efficacemente per contenere la fuoriuscita dal laboratorio di Wuhan nel settembre 2019, forse si sarebbe potuta contenere la pandemia mondiale di COVID-19 “che ora ha ucciso circa 20 milioni di persone”.

“Dobbiamo far riconoscere la responsabilità penale di tutti coloro che sono coinvolti”, ha aggiunto Boyle.

Anche il comitato ha chiesto che si riconoscano le responsabilità, ma non ha detto che avrebbe chiesto un rinvio a giudizio:

“Il popolo americano merita di conoscere la verità sulle origini del SARS-CoV-2 e la nostra indagine ha portato alla luce numerosi motivi di preoccupazione, tra cui il modo in cui vengono spesi i dollari dei contribuenti, il modo in cui operano le agenzie governative per la salute pubblica e la necessità di una maggiore sorveglianza sulle sovvenzioni per la ricerca a scienziati stranieri.

“Oltre a fornirci gli strumenti per prepararci meglio alla prossima pandemia, i risultati di questa indagine ci aiuteranno nel nostro lavoro di decidere le politiche per rafforzare le pratiche di biosicurezza in America e potenziare la supervisione delle sovvenzioni alla ricerca”.

Durante un’intervista a porte chiuse con la Camera all’inizio di questo mese, Fauci ha ammesso di non essere a conoscenza del fatto che il NIAID effettui o meno una supervisione dei laboratori stranieri che finanzia.

Parlando con il Post, Johnson ha anche affermato che il governo degli Stati Uniti ha insabbiato tutto.

“Nel settembre 2023, ho rivelato che il funzionario del NIAID Dr. Ping Chen aveva riferito sui problemi di sicurezza presso l’Istituto di Virologia di Wuhan nel novembre 2017″, ha detto. “L’HHS continua a rifiutare di fornirmi una versione integrale del rapporto della dottoressa Chen e di renderla disponibile per un colloquio”.

“Il popolo americano merita la verità completa sulle origini della [of] COVID-19”, ha aggiunto Johnson.

Nel settembre 2023, l’HHS ha vietato all’Istituto di virologia di Wuhan di ricevere finanziamenti dagli Stati Uniti per i prossimi 10 anni, sulla base delle prove che una fuoriuscita dal laboratorio è responsabile della pandemia di COVID-19.

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