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17-08-2023 News

Big Tech

In base alla nuova politica sulla “disinformazione medica”, YouTube cancellerà i contenuti che contraddicono le indicazioni dell’OMS

Martedì YouTube ha annunciato degli aggiornamenti della sua politica sulla disinformazione medica che inaspriscono le restrizioni su quelle che ha descritto come affermazioni “dannose” su COVID-19, vaccini e trattamenti contro il cancro, ma i critici hanno detto che il gigante tecnologico non ha le competenze necessarie per esprimere questi giudizi e che i suoi piani per limitare tali contenuti potrebbero violare i diritti civili delle persone e soffocare il dibattito scientifico.

youtube medical misinformation policy feature

In quella che un critico ha descritto come una “escalation sostanziale” della “crociata di YouTube contro… la disinformazione medica”, la piattaforma video di social media ha annunciato martedì degli aggiornamenti alla sua politica sulla disinformazione medica, i quali inaspriscono le restrizioni su quelle che ha descritto come affermazioni “dannose” sulla COVID-19, sui vaccini e sui trattamenti contro il cancro.

Secondo Reclaim the Net, la nuova politica di YouTube è un’espansione dell’attuale politica sulla disinformazione COVID-19 della piattaforma e intende coprire quelle che definisce “tutte le forme di disinformazione medica”.

In base alla nuova politica, YouTube “razionalizzerà decine di linee guida esistenti sulla disinformazione medica per farle rientrare in tre categorie: prevenzione, trattamento e negazione”.

“Queste politiche si applicheranno a condizioni di salute, trattamenti e sostanze specifiche, qualora i contenuti contraddicano le autorità sanitarie locali o l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)”, ha dichiarato YouTube.

YouTube ha detto che applicherà la nuova politica quando un argomento presenta rischi elevati per la salute pubblica, è presumibilmente soggetto a disinformazione e quando le indicazioni ufficiali delle autorità sanitarie sono accessibili al pubblico.

I sostenitori hanno detto che la nuova politica aiuterà YouTube a controllare meglio le informazioni dannose e a fornire chiarezza agli utenti su quali contenuti sono – o non sono – consentiti sulla piattaforma.

Secondo ZDNet, “la battaglia di YouTube contro la disinformazione medica non è nuova; la piattaforma è già stata sotto i riflettori per la rimozione di video che promuovevano la disinformazione COVID-19 negli ultimi tre anni”.

“Speriamo che questo vi aiuti a evitare il rimedio della zia: ‘Funziona, l’ho visto su YouTube’ il prossimo Giorno del Ringraziamento”, ha scritto ZDNet.

Le politiche di YouTube potrebbero “violare i diritti civili”

Sostenendo che “l’informazione – e la disinformazione – si evolvono continuamente”, YouTube ha dichiarato di aver bisogno di un quadro normativo che regga nel lungo periodo e che “preservi l’importante equilibrio tra la rimozione di contenuti gravemente dannosi e la garanzia di uno spazio per il dibattito e la discussione”.

Il gigante dei social media ha dichiarato che questi cambiamenti riflettono il modo in cui “sta pensando al futuro delle politiche sulla disinformazione medica”.

Ma gli esperti di medicina che hanno parlato con The Defender hanno detto che le politiche possono limitare la gamma di discorsi accettabili online.

Il cardiologo Peter A. McCullough ha dichiarato che, prendendo di mira e moderando i contenuti critici, “YouTube sta violando i diritti civili e ingannando intenzionalmente il suo pubblico”.

“YouTube è essenzialmente un vettore comune per i contenuti multimediali”, ha dichiarato McCullough. “Non ha il diritto né le competenze o i processi per condurre una revisione paritaria e giudicare le informazioni mediche o scientifiche”, ha aggiunto.

La Dott.ssa Kat Lindley, presidente del Global Health Project e direttrice del Global COVID Summit, ha dichiarato a The Defender che la nuova politica di YouTube “è un attacco diretto al rapporto paziente-medico”.

La nuova politica “per definire cosa sia la ‘disinformazione’ si affida alle agenzie, che a mio avviso hanno fallito nel loro ruolo primario di [decidere le] politiche di salute pubblica”, ha detto Lindley. Il suo “approccio a taglia unica” ha fallito. “La scienza dovrebbe sempre essere discussa”, ha detto.

Lindley ha detto che le piattaforme di social media e le agenzie di salute pubblica hanno spesso spostato la definizione di “disinformazione” e si sono spesso contraddette. Di conseguenza, “molti scienziati e medici hanno opposto resistenza e hanno seguito la loro bussola morale nel mettere in discussione la propaganda ‘scientifica’ delle agenzie regolatorie”, ha affermato l’autrice.

La nuova politica di YouTube sulla disinformazione medica arriva solo due settimane dopo che Robert F. Kennedy Jr, presidente in congedo di Children’s Health Defense, ha citato in giudizio YouTube e Google, con l’accusa di aver violato i suoi diritti protetti dal Primo Emendamento.

Secondo la causa, depositata il 2 agosto, YouTube ha intrapreso una “campagna di censura” che ha incluso la rimozione dei video del suo discorso al Saint Anselm College nel New Hampshire e delle interviste con lo psicologo clinico Jordan Peterson e il podcaster Joe Rogan.

Gli avvocati di Kennedy hanno dichiarato a The Defender che l’udienza d’emergenza è prevista per il 21 agosto.

Politica modellata dalle indicazioni dell’OMS e di altre “autorità” sanitarie

YouTube ha annunciato la modifica della politica in un post sul blog scritto dal Dr. Garth Graham, direttore e responsabile globale dei partenariati per l’assistenza sanitaria e la salute pubblica di YouTube, e da Matt Halprin, vicepresidente e responsabile globale di Trust and Safety.

“Anche se le indicazioni mediche specifiche possono cambiare nel tempo man mano che aumentano le nostre conoscenze, il nostro obiettivo è quello di garantire che, quando si tratta di aree di consenso scientifico ben studiato, YouTube non sia una piattaforma per la distribuzione di informazioni che potrebbero danneggiare le persone”, hanno scritto.

La nuova politica di YouTube non ammette i contenuti che comportano un “serio rischio di danno grave”, e non consente “la disinformazione che contraddice le indicazioni delle autorità sanitarie locali (LHA [acronimo di local health authorities) o dell’Organizzazione Mondiale della Sanità … su specifiche condizioni di salute e sostanze”.

Queste politiche saranno poi “soggette a modifiche in risposta a cambiamenti nelle linee guida delle autorità sanitarie o dell’OMS”.

Oltre all’OMS e alle autorità sanitarie locali, la politica di YouTube includerà anche le indicazioni di organizzazioni come la Mayo Clinic.

Il nuovo “quadro” di YouTube comprenderà la rimozione della “disinformazione in materia di prevenzione” – “contenuti che contraddicono le indicazioni delle autorità sanitarie sulla prevenzione e la trasmissione di specifiche malattie e sulla sicurezza ed efficacia dei vaccini approvati”.

Le nuove linee guida vietano anche la “disinformazione sui trattamenti”, ovvero “contenuti che contraddicono le indicazioni delle autorità sanitarie su trattamenti per specifiche condizioni di salute, compresa la promozione di sostanze o pratiche dannose”.

La nuova politica di YouTube vieta anche la “disinformazione negazionista” o i “contenuti che contestano l’esistenza di specifiche malattie”, compresi i “contenuti che negano che delle persone siano morte di COVID-19”.

Secondo YouTube, la politica aggiornata “si applicherà ai video, alle descrizioni dei video, ai commenti, ai live stream e a qualsiasi altro prodotto o funzione di YouTube”, oltre che ai link esterni, agli “URL cliccabili, alle indicazioni verbali che indirizzano gli utenti ad altri siti nei video” e ad “altre forme”.

YouTube prende di mira COVID e “disinformazione” sui vaccini

YouTube ha dichiarato che la sua nuova politica è informata da “lezioni critiche sullo sviluppo di Linee guida della comunità in linea con le indicazioni delle autorità sanitarie locali e globali su argomenti che presentano seri rischi reali, come la disinformazione su COVID-19, vaccini, salute riproduttiva, sostanze nocive e altro”.

“Stiamo prendendo spunto da ciò che abbiamo imparato finora sui modi più efficaci per affrontare la disinformazione medica per semplificare il nostro approccio per i creatori, gli spettatori e i partner”, ha dichiarato YouTube.

YouTube ha fornito esempi di quella che considera “disinformazione sui vaccini”, che include “contenuti che sostengono che i vaccini causano effetti collaterali cronici, come il cancro o la paralisi, al di fuori dei rari effetti collaterali riconosciuti dalle autorità sanitarie”.

Questo include:

  • Affermazioni secondo cui il vaccino MMR provoca l’autismo.
  • Affermazioni che un vaccino qualsiasi provochi la contrazione della COVID-19.
  • Affermazioni che i vaccini fanno parte di un programma di riduzione della popolazione.
  • Affermazioni secondo cui il vaccino HPV provoca effetti collaterali cronici come la paralisi.
  • Affermazioni che il raggiungimento dell’immunità di gregge attraverso l’infezione naturale è più sicuro rispetto a vaccinare la popolazione.

La nuova politica vieta anche i “contenuti che affermano che i vaccini non riducono la trasmissione o la contrazione della malattia” e le “affermazioni secondo cui un vaccino qualsiasi sia un metodo garantito per prevenire la COVID-19”.

La nuova politica vieta anche i “contenuti che travisano gli ingredienti contenuti nei vaccini”, comprese le “affermazioni secondo cui i vaccini contengono sostanze che non figurano nell’elenco degli ingredienti dei vaccini, come materiale biologico proveniente da feti (ad esempio tessuto fetale, linee cellulari fetali) o sottoprodotti di origine animale”, o “affermazioni secondo cui i vaccini alterano il patrimonio genetico di una persona”.

YouTube ha dichiarato che rimuoverà anche i contenuti che promuovono cure per il cancro, ad esempio un video che afferma “l’aglio cura il cancro” o “prendi la vitamina C invece della radioterapia”.

La nuova politica è accompagnata da link a risorse ufficiali sui vaccini dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie, dell’OMS e di Gavi, the Vaccine Alliance.

Gavi afferma di “aiutare a vaccinare quasi la metà dei bambini del mondo contro malattie infettive mortali e debilitanti”. Fondata nel 1999, la Bill & Melinda Gates Foundation è uno dei suoi co-fondatori e uno dei quattro membri permanenti del consiglio di amministrazione. La Gavi mantiene una partnership di base con l’OMS, l’UNICEF e la Banca Mondiale.

La scienza è una “lotta libera”, “non progredisce tramite il consenso”

Nonostante tali restrizioni, YouTube ha dichiarato nel suo blog post che il dibattito e la discussione sono “fondamentali per il progresso della scienza e della medicina”, aggiungendo:

“Nell’applicare le nostre politiche teniamo sempre in attenta considerazione il contesto e consentiamo i contenuti che forniscono un contesto educativo, documentario, scientifico e artistico (EDSA).

“Ciò significa che possiamo consentire che contenuti sufficientemente di interesse pubblico rimangano su YouTube, sebbene violino in qualche modo le nostre politiche – ad esempio, un video di un’udienza pubblica o commenti fatti da candidati politici nazionali in campagna elettorale che contestano le indicazioni delle autorità sanitarie, o filmati grafici da zone di guerra attive o crisi umanitarie”.

Diversi media hanno tuttavia riferito che YouTube ha già affrontato polemiche per le sue politiche sulla “disinformazione”, per non aver fatto abbastanza per rimuovere tali contenuti.

Secondo The Hill, “la piattaforma ha affrontato polemiche negli ultimi anni per il suo algoritmo e per il modo in cui può indirizzare gli spettatori verso contenuti fuorvianti ed estremisti”.

YouTube “in passato ha fatto fatica a moderare i contenuti caricati sulla sua piattaforma”, ha riferito la CNBC, aggiungendo che “di conseguenza, l’azienda sta spesso giocando a rimpiattino, correndo a rimuovere i post che violano le sue linee guida stabilite”.

Secondo un articolo pubblicato nel 2022 su BMJ Global Health, “circa l’11% dei video più visti su YouTube relativi al vaccino anti COVID-19, per un totale di 18 milioni di visualizzazioni, contraddiceva le informazioni fornite dall’OMS o dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie”.

Per YouTube, questo potrebbe essere più facile a dirsi che a farsi, secondo la Geneva Internet Platform, che ha dichiarato che “l’attuazione pratica di questa politica rimane una sfida”.

Secondo la CNN, “come per molte politiche sui social media… la sfida spesso non è introdurle, ma farle rispettare”.

Gli esperti medici che hanno parlato con The Defender hanno detto che il problema non è l’applicazione delle politiche, ma le politiche stesse e il loro impatto sul discorso.

Il Dr. Harvey Risch, professore emerito e ricercatore senior in epidemiologia (malattie croniche) presso la Yale School of Public Health, ha dichiarato a The Defender che il “consenso” non dovrebbe essere usato come standard per valutare le affermazioni scientifiche.

Risch ha detto:

“La scienza non progredisce tramite il consenso. La scienza è una lotta libera. Progredisce grazie a nuove evidenze che aggiornano e stravolgono il consenso.

“Per questo motivo, affidarsi alle opinioni ‘ufficiali’ di medici o agenzie sanitarie è inutile e serve solo a danneggiare la scienza e quindi l’assistenza medica”.

Secondo altri esperti, la nuova politica di YouTube darà alla piattaforma ulteriore potere e controllo sulle narrazioni mediche, erodendo ulteriormente la fiducia nelle agenzie sanitarie pubbliche.

Lindley ha dichiarato che la nuova politica di YouTube “avrà un effetto negativo sulla salute dei suoi utenti e potrebbe causare danni irreparabili, poiché il pubblico e molti di noi in medicina abbiamo perso la fiducia nelle agenzie a cui YouTube si affida”.

“Limitare la parola e l’informazione solo a ciò che è coerente con le presunte ‘autorità mediche’ concentra il controllo dell’informazione a un numero limitato di entità con poteri già immensi e ora ancora più grandi”, ha dichiarato il Dr. Pierre Kory, specialista in cure polmonari e critiche.

Per Kory, che è presidente e direttore medico della Front Line COVID-19 Critical Care Alliance (FLCCC), la nuova politica è pericolosa, perché “vogliono controllare tutte le informazioni e questo è un modo per farlo”.

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