The Defender Children’s Health Defense News and Views
Close menu
Close menu

You must be a CHD Insider to save this article Sign Up

Already an Insider? Log in

01-12-2023 News

COVID

Il Texas cita in giudizio la Pfizer per rappresentazione “falsa” e “ingannevole” dei vaccini anti COVID

Giovedì il procuratore generale del Texas Ken Paxton ha citato in giudizio la Pfizer, accusando la casa farmaceutica di aver esagerato l’efficacia del suo vaccino anti COVID-19 e di aver tentato di censurare la discussione pubblica sul prodotto. Gli esperti sostengono che la causa potrebbe riuscire ad eludere lo scudo dalla responsabilità della legge PREP (Public Readiness and Emergency Preparedness).

texas pfizer lawsuit covid vaccines feature

Giovedì il procuratore generale del Texas Ken Paxton ha citato in giudizio la Pfizer accusando la casa farmaceutica di aver fatto “affermazioni false, fuorvianti e ingannevoli” sul suo vaccino anti COVID-19 e di aver cercato di intimidire e censurare i critici che mettevano in dubbio tali affermazioni o citavano fatti che le contraddicevano.

Secondo la causa, le affermazioni della Pfizer sull’efficacia, la durata della protezione e la capacità del vaccino anti COVID-19 di prevenire la trasmissione hanno violato il Texas Deceptive Trade Practices Act [Legge del Texas sulle pratiche commerciali ingannevoli].

Nella causa si sostiene inoltre che la Pfizer abbia citato statistiche fuorvianti, nascosto dati negativi e rilasciato dichiarazioni non supportate dall’efficacia contro varianti come la variante Delta.

“Stiamo cercando di ottenere giustizia per i cittadini del Texas, molti dei quali sono stati costretti da obblighi vaccinali tirannici ad assumere un prodotto difettoso venduto con la menzogna”, ha dichiarato Paxton in un comunicato stampa. “I fatti sono chiari. La Pfizer non ha detto la verità sui suoi vaccini anti COVID-19”.

Quando il fallimento del suo prodotto è diventato evidente, “la Pfizer è passata a mettere a tacere chi diceva la verità”.

La causa cita le lamentele dell’ex funzionario della Food and Drug Administration (FDA, Agenzia federale per gli alimenti e i farmaci) statunitense Scott Gottlieb su X (ex Twitter) nei confronti degli scettici sui vaccini.

Paxton chiede oltre 10 milioni di dollari di sanzioni civili e un provvedimento ingiuntivo che impedisca alla Pfizer di fare affermazioni sull’efficacia dei vaccini simili a quelle contestate nella causa.

La Pfizer ha negato le accuse, dichiarando a Forbes di ritenere che “il caso dello Stato non abbia fondamento”. Difendendo le sue affermazioni sul vaccino come “accurate e basate sulla scienza”, Pfizer ha dichiarato che il suo vaccino “ha dimostrato un profilo di sicurezza favorevole in tutte le fasce d’età e ha contribuito a proteggere da esiti gravi della COVID-19, tra cui l’ospedalizzazione e la morte”, secondo quanto riportato da Reuters.

“La Pfizer ha finora evitato di rendere conto dei potenziali problemi di salute come la miocardite, grazie alle ampie protezioni dalla responsabilità concesse alle aziende farmaceutiche” dalla legge PREP (Public Readiness and Emergency Preparedness) [sulla preparazione pubblica alle emergenze], ha scritto The Federalist, sostenendo che la strategia legale di Paxton di “attività fraudolenta” può avere successo perché “non rientra nell’ambito dell’immunità legale”.

Ray Flores, consulente esterno senior di Children’s Health Defense, ha dichiarato a The Defender che l’indagine sui produttori di vaccini annunciata a maggio da Paxton “ha evidentemente dato i suoi frutti”.

“A mio parere, e in linea con la giurisprudenza esistente, questa causa sostiene correttamente che le leggi statali come il Texas Deceptive Trade Practices Act non sono esautorate dal PREP Act”, ha dichiarato Flores.

“Credo che altre cause, comprese quelle per frode ai danni dei consumatori e degli azionisti, così come altre cause legali e mozioni, trarranno grande beneficio dai dettagli della denuncia”, ha dichiarato. “Le deposizioni e le altre scoperte produrranno ulteriori preziosi frutti”.

Flores ha detto che la sua più grande speranza è che le informazioni contenute nella causa texana spingano il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti o il Procuratore Generale degli Stati Uniti “ad avviare finalmente un’ azione esecutiva contro i produttori di vaccini per non essere stati completamente sinceri con la FDA sulla sicurezza e l’efficacia dei vaccini”.

Secondo il PREP Act, i querelanti non possono fare causa ai produttori di vaccini a meno che non sia stata completata un’azione esecutiva, ha detto Flores.

Terri Burke, direttore esecutivo di The Immunization Partnership di Houston, ha dichiarato al Texas Tribune che la causa è “solo un altro tentativo di erodere la fiducia in tutti i vaccini”.

Il Texas Tribune ha affermato che alcuni esperti sostengono che l’affermazione della causa “che le persone vaccinate avevano maggiori probabilità di morire di COVID-19″ è “completamente priva di fondamento” e ha inquadrato la sua copertura della causa come il tentativo del procuratore generale di attribuire la colpa alla Pfizer perché “la pandemia non è finita abbastanza presto”.

Le affermazioni di marketing della Pfizer “non avevano alcuna somiglianza con la realtà”

La causa sostiene che l’affermazione della Pfizer secondo cui il suo vaccino era efficace al 95% contro l’infezione era “altamente fuorviante fin dal primo giorno” perché rappresentava solo la “riduzione del rischio relativo” invece della “riduzione del rischio assoluto”.

Nel calcolo della riduzione del rischio relativo, Pfizer ha confrontato solo i piccoli sottogruppi dei gruppi vaccino e placebo che hanno sviluppato sistemi COVID-19 durante lo studio – rispettivamente 8 e 162 persone – invece di considerare l’intera coorte di quasi 35.000 partecipanti allo studio, secondo la petizione.

Utilizzando i dati della Fase 2/3 della Pfizer, il calcolo della riduzione del rischio assoluto “viene eseguito sottraendo il tasso di rischio post-trattamento dello 0,04% (8/17.411 persone) riscontrato nel gruppo vaccino dal tasso di rischio basale dello 0,9% (162/17.511 persone) riscontrato nel gruppo placebo, che dopo l’arrotondamento dà come risultato lo 0,85%”, si legge nella petizione.

La riduzione assoluta del rischio di un vaccino è il “parametro di efficacia preferito dalla FDA“, si legge nella petizione.

“Secondo i dati forniti dalla Pfizer, per prevenire un caso di COVID-19 era necessario vaccinare 119 persone”, si legge nella petizione, “ma le dichiarazioni pubbliche della Pfizer non avevano alcuna somiglianza con la realtà”.

La petizione delinea tre aree principali di inganno relative alla rappresentazione “efficace al 95%”:

  1. La FDA ha avuto a disposizione solo due mesi di dati della Pfizer prima di autorizzare il vaccino, affermando che “non era possibile sapere quanto il vaccino sarebbe rimasto efficace oltre” quel periodo.
  2. Quando la FDA ha comunicato alla Pfizer che aveva bisogno di ulteriori informazioni per determinare se il vaccino proteggesse dalla trasmissione, la Pfizer ha intrapreso una “campagna di paura, sfruttando le intense paure del pubblico insinuando che la vaccinazione fosse necessaria… per proteggere i loro cari dal contrarre la COVID-19”.
  3. La Pfizer ha fatto affermazioni false e non supportate sull’efficacia del vaccino contro le varianti, in particolare la variante Delta, quando i suoi stessi dati dimostravano il contrario.

Nella denuncia si legge anche che alla fine del 2021 “una percentuale maggiore di persone vaccinate ha contratto, ed è addirittura morta, a causa della COVID-19 rispetto a quelle non vaccinate”.

Come risultato della condotta ingannevole della Pfizer, secondo la causa, il produttore di vaccini è stato in grado di vendere centinaia di milioni di dosi al governo degli Stati Uniti “e il suo vaccino è penetrato rapidamente nel mercato attraverso una diffusa adozione pubblica”.

La dott.ssa Naomi Wolf, la cui organizzazione Daily Clout ha effettuato analisi dettagliate dei documenti della Pfizer, ha detto a Steve Bannon che i documenti della Pfizer stessa mostrano che l’azienda sapeva, “entro due mesi dal lancio, che il vaccino non funzionava… e che il terzo effetto collaterale più comune era la COVID[-19]”.

La campagna di censura e intimidazione della Pfizer

Quando è emerso che il suo vaccino non funzionava, la Pfizer ha risposto “intimidendo coloro che diffondevano la verità e cospirando per censurare i critici del vaccino“, costringendo le piattaforme dei social media a metterli a tacere, si legge nella causa.

L’autorizzazione dell’FDA, secondo la petizione, “non dava alla Pfizer un assegno in bianco per diffondere seriamente false dichiarazioni… per arricchirsi a spese di un pubblico spaventato”.

Gottlieb, che dirigeva il comitato della Pfizer per la regolamentazione e la conformità, ha contattato più di una volta Twitter per “presunte violazioni della politica di Twitter”, si legge nella causa. In un caso, Gottlieb ha discusso i tweet di Alex Berenson, in cui il giornalista affermava che il vaccino non arrestava l’infezione o la trasmissione e aveva una finestra di efficacia limitata.

“Si trattava di affermazioni indiscutibilmente vere, basate sui dati scientifici dell’epoca, compresi i dati degli studi condotti dalla Pfizer e le conclusioni della FDA”, si legge nella causa.

In più occasioni la Pfizer ha impiegato metodi “con l’intento di provocare e infine causare la censura sulle piattaforme dei social media dei contenuti contrari alle vendite o al consumo del suo vaccino”, anche attraverso un gruppo di facciata chiamato “Public Good Projects“.

La petizione denuncia anche l’amministratore delegato della Pfizer Alfred Bourla, per aver dichiarato il 9 novembre 2021 che le persone che diffondevano la cosiddetta “disinformazione” sui vaccini erano “criminali” che sono “letteralmente costate milioni di vite” [sic].

Lo stesso giorno, la Pfizer ha pubblicato l’affermazione sulla “disinformazione” sul proprio account Twitter, secondo quanto riportato nella causa:

“Una considerazione artificiosa e sbagliata” dei benefici e dei rischi

La denuncia si sofferma in modo molto dettagliato sulla differenza tra la normale approvazione di farmaci e vaccini rispetto all’autorizzazione all’uso di emergenza (EUA, acronimo di Emergency Use Authorization) da parte dell’FDA.

Poiché i prodotti sotto EUA “avranno probabilmente garanzie inferiori di sicurezza ed efficacia”, si legge nella denuncia, il Congresso ha imposto alla FDA di informare gli operatori sanitari che somministrano i prodotti sotto EUA di tutti i “benefici e rischi significativi noti e potenziali”, per garantire che “le persone che ricevono il prodotto ottengano le stesse informazioni”.

Il parere della FDA afferma che i pazienti “sono indebitamente influenzati quando le informazioni sul rischio vengono presentate utilizzando un approccio di rischio relativo” e che tali informazioni portano a “decisioni non ottimali”, secondo la petizione.

Osservando che l’esame della FDA della richiesta formale della Pfizer ha concluso che “la FDA e il CDC [Centers for Disease Control and Prevention] hanno identificato gravi rischi di miocardite e pericardite in seguito alla somministrazione” del suo vaccino, la causa sostiene che le false dichiarazioni della Pfizer hanno fatto sì che “il pubblico facesse considerazioni e soppesamenti artificiali ed errati di… benefici e rischi”.

Senza le pratiche di marketing ingannevoli della Pfizer e i suoi tentativi coercitivi di mettere a tacere le informazioni veritiere sull’efficacia e i pericoli del vaccino, una “parte sostanziale avrebbe probabilmente optato per un’alternativa o rinunciato del tutto alla vaccinazione”, si legge nella causa.

“La denuncia chiede 10 milioni di dollari di danni, oltre ai costi delle indagini e alle spese legali”, ha dichiarato Flores, aggiungendo: “Purtroppo, questa è solo una goccia nel mare per la Pfizer. Tuttavia, è un enorme passo avanti verso la responsabilità”.

Seconda causa in Texas contro la Pfizer in meno di due settimane

Questa è la seconda volta in meno di due settimane che il Texas fa causa alla Pfizer. Il 20 novembre, Paxton ha presentato un’azione legale contro l’azienda produttrice di vaccini e il suo produttore di farmaci, Tris Pharma, sostenendo che le aziende hanno venduto farmaci ai bambini pur sapendo che il farmaco era inefficace e potenzialmente non sicuro.

Nella causa, depositata presso il tribunale distrettuale della contea di Harrison, si sostiene che la Pfizer abbia distribuito consapevolmente un farmaco utilizzato per il trattamento del disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD, acronimo di attention-deficit/hyperactivity disorder) ai bambini che usufruiscono di Medicaid, nonostante il farmaco non abbia superato i test di controllo della qualità.

Il farmaco, Quillivant XR, è uno stimolante che agisce sulle sostanze chimiche cerebrali e nervose coinvolte nell’iperattività e nel controllo degli impulsi.

Dal 2012 al 2018, “Pfizer e Tris hanno continuamente manipolato i test di Quillivant per nascondere le cattive pratiche di produzione e frodare il programma Medicaid del Texas”, si legge in un comunicato stampa.

In quegli anni, molte famiglie si sono lamentate perché il farmaco non funzionava. Secondo la denuncia:

“In nessun momento i convenuti hanno avvertito i fornitori di Medicaid del Texas o i responsabili delle decisioni che il Quillivant aveva noti problemi di produzione che ne compromettevano l’efficacia, privando così il programma Medicaid delle informazioni cruciali da cui dipende. … Di conseguenza, migliaia di bambini texani hanno ricevuto una ‘sostanza pericolosa controllata di cui al Programma II’ adulterata”.

Suggest A Correction

Share Options

Close menu

Republish Article

Please use the HTML above to republish this article. It is pre-formatted to follow our republication guidelines. Among other things, these require that the article not be edited; that the author’s byline is included; and that The Defender is clearly credited as the original source.

Please visit our full guidelines for more information. By republishing this article, you agree to these terms.