Nota dell’editore: Questa è la seconda parte di una serie di due articoli su come il trattato sulle pandemie proposto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e gli emendamenti al Regolamento Sanitario Internazionale potrebbero privare le nazioni e i popoli della loro sovranità decisionale in materia di salute. Leggi qui la prima parte.
Mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) si prepara alla riunione dell’Assemblea Mondiale della Sanità dal 21 al 30 maggio, continuano le polemiche su due strumenti proposti all’ordine del giorno: il trattato sulle pandemie e gli emendamenti al Regolamento Sanitario Internazionale (RSI).
Gran parte delle critiche mosse a entrambi gli strumenti riguardano il modo in cui essi possono minacciare la sovranità nazionale.
Ma gli esperti hanno detto a The Defender che le proposte minacciano anche la sovranità medica personale, compreso il rapporto medico-paziente, la libertà terapeutica e l’autonomia corporea.
“Questi strumenti si inietterebbero nel rapporto medico-paziente, interrompendolo”, ha dichiarato l’avvocato Reggie Littlejohn. “L’OMS dirà quali sono i trattamenti “giusti” e quali quelli “sbagliati”, e questo… è un’abrogazione della sovranità”.
Littlejohn, che è co-fondatrice di Sovereignty Coalition (Coalizione per la sovranità), fondatrice e presidente di Women’s Rights Without Frontiers (Diritti delle donne senza frontiere) e co-presidente della Task Force Stop Vaccine Passports (Fermiamo i passaporti vaccinali), ha detto a The Defender: “Un gruppo di burocrati stranieri non eletti da nessuno non dovrebbe dire agli Stati Uniti o a qualsiasi altro Paese come gestire i nostri problemi di salute”.
Secondo il Dr. David Bell, medico di sanità pubblica e consulente biotecnologico, nonché ex direttore delle tecnologie sanitarie globali presso Intellectual Ventures Global Good Fund:
“È esattamente quello che abbiamo visto con la COVID, dove per la prima volta, che io sappia, i governi hanno vietato dei farmaci perfettamente sicuri.
“Non è la prima volta che abbiamo avuto obblighi per i vaccini, ma è la prima volta che abbiamo avuto un obbligo essenzialmente per tutta la popolazione, ed è la prima volta che abbiamo visto bandire dei farmaci sicuri, vietando ai medici di fare ciò che possono considerare nel migliore interesse del paziente”.
La dottoressa Meryl Nass, internista ed epidemiologa specializzata in guerre biologiche, membro del comitato scientifico di Children’s Health Defense, ha dichiarato che gli emendamenti proposti all’RSI includono una disposizione che consente al direttore generale dell’OMS di “convocare un comitato d’emergenza” che potrebbe ordinare ai Paesi di non somministrare determinati trattamenti.
Secondo il Dr. Francis Boyle, professore di diritto internazionale all’Università dell’Illinois ed esperto di armi biologiche, autore del Biological Weapons Anti-Terrorism Act [Legge anti-terrorismo con armi biologiche] del 1989, i funzionari statali e locali negli Stati Uniti sarebbero obbligati a seguire i diktat dell’OMS.
Aggirando il 10° emendamento della Costituzione degli Stati Uniti, “i funzionari statali e locali sarebbero obbligati a obbedire a qualsiasi decisione venga presa da questo nuovo organismo istituito dal trattato sulle pandemie. E questo potrebbe arrivare fino all’emissione di ordini per il vostro medico di base, che sarebbe obbligato a obbedire”, ha detto Boyle.
Bell ha detto che questo metterebbe i medici nella posizione di seguire le istruzioni del “governo e di entità più in alto” e di essere “loro strumenti, piuttosto che trattare con i pazienti su base individuale come dovrebbe essere il rapporto medico-paziente, in cui si guarda il paziente e si prendono decisioni basate sulla discussione con il paziente”.
“Questo rende i medici organi dello Stato e dell’OMS, invece di essere entità indipendenti che si occupano dell’assistenza sanitaria del paziente”, ha aggiunto Bell.
La dottoressa Katarina Lindley, presidente dell’Associazione texana dei medici e chirurghi americani e direttrice del Global COVID Summit, ha dichiarato a The Defender: “Una delle ragioni per cui sono contraria all’ agenda One Health (Una salute), o all’agenda per un solo mondo, è che non credo nell’approccio a ‘taglia unica’… neanche durante la COVID o il normale processo di una malattia… bisogna personalizzare l’approccio al trattamento in base al paziente”.
La dottoressa Karladine Graves, medico di famiglia, ha affermato che l’autorità dell’OMS di dettare consigli medici è compromessa dai suoi legami con Big Pharma. Ha detto:
“L’OMS è fortemente finanziata dall’industria farmaceutica e da gruppi privati come la Bill & Melinda Gates Foundation. Se fossero approvati il trattato dell’OMS e gli emendamenti all’RSI, l’OMS non sarà più un organo consultivo per tutti i 194 Paesi appartenenti all’ONU, ma piuttosto un corpo governativo esente da responsabilità che imporrà tutti i protocolli sanitari e i farmaci disponibili solo attraverso la sua direzione.
“Questo significa che i medici privati non avranno la possibilità di usare alternative ai trattamenti ‘approvati’ direttamente dall’OMS… I pazienti non avranno voce in capitolo sulle proprie cure mediche e, eventualmente, sulla disponibilità alle cure”.
Lindley ha avvertito che gli strumenti proposti dall’OMS potrebbero portare a un’ampia gamma di obblighi, tra cui “la chiusura delle frontiere, l’approvazione solo di alcuni trattamenti, possibili nuove vaccinazioni, passaporti digitali e tutto questo”.
Allo stesso modo, Bell ha avvertito che gli strumenti potrebbero portare a vaccinazioni forzate o coercitive, dicendo a The Defender che la “conformità puramente forzata a una procedura medica” vista durante la pandemia di COVID-19 “è quanto ci aspettiamo che continuerà a verificarsi con il trattato sulle pandemie”.
Le proposte dell’OMS sono legate alla spinta per l’ID digitale globale
Secondo Boyle, mentre l’OMS sostiene che il trattato sulle pandemie non sarà votato dall’Assemblea Mondiale della Sanità prima del maggio 2024, “non sappiamo se ciò sia vero o meno. L’ultima versione del trattato che ho esaminato potrebbe essere pronta per la fine del mese. Semplicemente non lo sappiamo”.
Boyle ha detto che gli emendamenti all’RSI “saranno sicuramente pronti entro la fine di questo mese”.
Lo scrittore e conduttore di podcast Frank Gaffney, fondatore e presidente del Center for Security Policy e cofondatore della Sovereignty Coalition, ha dichiarato: “Ci sono una serie di cose che sono molto preoccupanti, soprattutto il fatto che non c’è stato un adeguato livello di trasparenza”.
“In generale, sono stati piuttosto determinati nel nasconderlo, il che solleva domande sulle loro motivazioni”, ha aggiunto Gaffney. “Quello con cui abbiamo a che fare è… uno sforzo concertato da parte di tutte le parti che ho citato… per sostituire realmente gli Stati Uniti come nazione sovrana con un nuovo ordine globale che stanno reclamizzando con l’eufemismo di ‘governance globale'”.
In questo nuovo ordine globale, ha detto Gaffney, “saremmo solo un altro tipo di componente… e la nostra sovranità, la nostra costituzione e le nostre libertà sarebbero tutte soggette ai permessi di altri. E questi permessi verrebbero sicuramente circoscritti, se non sostanzialmente negati, sulla base di cose come l’ID mondiale”.
Secondo Gaffney, un sistema di identificazione digitale globale “verrebbe portato avanti come veicolo per il monitoraggio della salute pubblica in tutto il mondo”, ma in realtà “realizzerebbe un’operazione di sorveglianza della nostra gente, tra le altre, in tutto il mondo”.
Il giornalista e ricercatore indipendente James Roguski ha dichiarato a The Defender che “la parte più subdola” degli emendamenti proposti all’RSI è una disposizione per una rete globale di certificazione della sicurezza sanitaria digitale che non solo creerebbe passaporti digitali per i vaccini, ma inoltre “la espanderebbe per includere certificati di test o certificati di guarigione o certificati di profilassi”.
Questo potrebbe servire come lockdown di fatto per coloro che non hanno tali documenti. “Se riescono a far sì che ogni nazione accetti di avere restrizioni di viaggio per gli stranieri, allora, di fatto, tutti sono in lockdown”, ha detto Roguski.
Se un Paese come gli Stati Uniti non volesse aderire a questa rete di certificazione globale, Roguski ha detto che i suoi cittadini potrebbero essere “intrappolati”, perché altri Paesi continuerebbero a imporre i certificati come requisito d’ingresso.
Gaffney ha detto che un certificato digitale globale “diventa il veicolo perfetto per mettere essenzialmente tutti i vostri dati su quell’ID che verrà usata come fa il Partito Comunista Cinese nel suo sistema di credito sociale“.
Ciò consentirebbe alle autorità governative e globali “non solo di sorvegliare o monitorare, ma di controllare chi possiede questi documenti d’identità, e di usarli per imporre non solo i loro obblighi in materia di salute, ma qualsiasi altra cosa vogliano fare… incluso l’accesso al denaro, o ai viaggi o alle opportunità lavorative”, secondo Gaffney.
Gaffney ha avvertito che l’OMS ha già mostrato i denti durante la pandemia di COVID-19, sebbene le sue raccomandazioni ai Paesi non fossero vincolanti.
“Credo che la maggior parte di noi non pensi che sia andata bene”, ha detto Gaffney. “Le menzogne che l’OMS ci ha raccontato sulle origini del virus, sulla sua natura, sulla sua trasmissibilità e sulla risposta appropriata hanno arrecato un danno incalcolabile al nostro Paese”.
“Ciò che ha imposto [è stato] il modello cinese”, ha detto Gaffney, “che è stato mascherine, quarantene e lockdown, e vaccinazioni con terapie genetiche non adeguatamente testate, e il mezzo digitale per costringere ad obbedire a questi obblighi [tramite] i passaporti vaccinali”.
Ha poi aggiunto:
“Abbiamo visto come ha funzionato, anche se l’OMS aveva solo autorità consultive. Era un avvertimento… di ciò che potrebbe accaderci se questa organizzazione avesse l’autorità che ora sta cercando di ottenere, per imporci una cosa come la PHEIC (acronimo di public health emergency of international concern), un’emergenza sanitaria pubblica di interesse internazionale, o il modo in cui dobbiamo rispondere”.
Littlejohn ha osservato che nelle proposte di modifica all’RSI sono previste disposizioni per un “comitato di attuazione” e un “comitato di conformità” e che, come potenziale sanzione per la disobbedienza, l’OMS e i governi nazionali potrebbero avvalersi del meccanismo di sorveglianza che intendono sviluppare.
“Sorveglieranno i tuoi account sui social media e se dirai cose contrarie all’editto dell’OMS… potrebbero cancellarti dai social media [o] impedirti di usare le carte di credito e il conto in banca“, ha detto.
“Questi globalisti, insieme al WEF [World Economic Forum] e alla Banca Mondiale… potrebbero imporre una sorta di severe sanzioni economiche ai Paesi che non si adeguano”, ha detto Littlejohn. “Soprattutto se avremo una moneta digitale della banca centrale mondiale … se avessimo un presidente che si oppone davvero a questo, allora potrebbero cercare di tagliarci fuori finanziariamente”.
Esperti: Gli Stati Uniti e altri Paesi devono uscire dall’OMS
Secondo gli esperti, il modo più semplice per bloccare l’attuazione di un potenziale trattato sulle pandemie e/o gli emendamenti proposti all’RSI è che gli Stati nazionali, compresi gli Stati Uniti, lascino l’OMS.
Gaffney, descrivendo i negoziati per i due strumenti proposti come un “gioco truccato” che è “improbabile venga fermato”, ha detto che questo ha spinto la Sovereignty Coalition “ad adottare la posizione che ciò che dobbiamo fare è uscire dall’OMS”.
Roguski, che ha lanciato ExitTheWHO.com, ha affermato che l’OMS potrebbe anche non attendere l’approvazione formale dei due strumenti. Roguski ha fatto riferimento a un documento dell’OMS intitolato “Report O“, che “usa un linguaggio che fa capire che stanno rendendo operative le cose che sono in fase di negoziazione… stanno solo costruendo i sistemi, lo stanno facendo”.
Per esempio, Roguski ha detto:
“Stanno costruendo una rete globale di certificazione della salute digitale, al diavolo i trattati e gli emendamenti. Lo stanno facendo e basta. Chi li ferma?
“Sono impegnati a costruire il sistema di benefici per l’accesso ai patogeni. Vogliono costruire la rete logistica. Qualsiasi cosa possiate immaginare, la stanno rendendo operativa in modo che, quando arriveranno a firmare un trattato, saranno in grado di dire ‘oh, guardate, abbiamo già questa rete in funzione in tutto il mondo'”.
Roguski ha anche detto a The Defender che i negoziati in corso sugli emendamenti all’RSI includono una proposta che potrebbe consentire all’OMS di affermare che sono gli stessi Stati nazionali ad attuare gli obblighi dell’OMS, piuttosto che l’OMS a farlo direttamente.
Secondo gli emendamenti proposti per l’articolo 4 dell’RSI, presentati dalla Russia:
“Gli Stati parti emanano o adattano la legislazione per fornire ai punti focali nazionali dell’RSI l’autorità e le risorse per svolgere le loro funzioni, definendo chiaramente i compiti e la funzione dell’entità con un ruolo di punto focale nazionale dell’RSI nell’attuazione degli obblighi previsti dal presente Regolamento.”
Di conseguenza, “l’Organizzazione Mondiale della Sanità non dovrà applicare direttamente i regolamenti. Il ‘Punto focale nazionale dell’RSI’ sarà autorizzato ad attuare gli obblighi previsti dalla normativa”, ha detto Roguski. Ha poi aggiunto:
“Questo riguarda direttamente la questione di come gli emendamenti verrebbero applicati… attraverso leggi, regolamenti o ordini esecutivi in ogni nazione”.
“È probabile che le nostre burocrazie tenteranno di far rispettare i futuri dettami dell’OMS più o meno nello stesso modo in cui hanno tentato di far rispettare le “raccomandazioni” dell’OMS negli ultimi tre e più anni, salvo poi poter far valere gli obblighi internazionali e la nuova “autorità” legislativa”.
Negli Stati Uniti, ad esempio, “il Centro operativo del Segretario della Sanità e dei Servizi Umani è il ‘punto focale nazionale’ responsabile della segnalazione di eventi all’OMS” e presumibilmente svolgerà questo ruolo nell’attuazione dell’RSI modificato, ha osservato Roguski.
Boyle: la legge sul ritiro dall’OMS ci proteggerebbe
Boyle ha dichiarato a The Defender che l’uscita degli Stati Uniti dall’OMS potrebbe avvenire attraverso una proposta di legge, la WHO Withdrawal Act, (Legge sul ritiro dall’OMS) attualmente all’esame del Congresso. Sponsorizzato dal deputato Andy Biggs (Rep.-Arizona), il testo fa uscire gli Stati Uniti dall’OMS, pone fine a tutti i finanziamenti americani per l’OMS e “revoca la risoluzione congiunta del Congresso”.
“Penso che se ottenessimo quella legislazione, il gioco sarebbe fatto, e saremmo protetti”, ha detto Boyle, aggiungendo che c’è anche una crescente opposizione statale e locale agli strumenti proposti dall’OMS. Ha citato, ad esempio, la Contea di Collier, in Florida, che “ha adottato un’ordinanza e una risoluzione” in tal senso.
Littlejohn ha detto che il Senatore Ron Johnson (Rep.-Wisconsin) ha sponsorizzato il No WHO Pandemic Preparedness Treaty Without Senate Approval Act, (Legge contro il trattato per la preparazione alle pandemie dell’OMS in assenza dell’approvazione del Senato) che richiede che qualsiasi trattato approvato dall’OMS sia attuato solo “con il consiglio e il consenso del Senato”.
Tuttavia, secondo Littlejohn, “il Senato stesso l’ha bocciato”, secondo le linee di partito.
Ma questa proposta di legge “non basterebbe comunque”, ha detto Boyle, a causa della serie di documenti e disposizioni legali esistenti. “Ciò che farà la differenza”, ha detto Boyle, “è la recente legislazione introdotta dal deputato Biggs per porre immediatamente fine all’adesione degli Stati Uniti all’OMS”.
Boyle ha detto che i repubblicani della Camera hanno il potere di farlo perché “controllano la Camera, il che significa che controllano il bilancio e gli stanziamenti”. Di conseguenza, “possono usare questo controllo per fare pressione sull’OMS su questa questione”.
Gaffney ha detto che la Sovereignty Coalition ha raccomandato “che il governo degli Stati Uniti cessi di finanziare l’OMS [e] comunichi formalmente che ne sta uscendo”.
Sebbene si tratti di un processo che richiede un preavviso di un anno, Gaffney ha sostenuto che “se stanno cambiando, fondamentalmente, la natura dell’organizzazione e le modalità con cui opera, penso che dobbiamo uscirne immediatamente… e questo è ciò che stiamo raccomandando al Congresso”.
Gaffney ha tuttavia dichiarato: “È sbalorditivo che il Senato degli Stati Uniti sia stato così indifferente alla possibilità di avere questi cambiamenti radicali che sarebbero fatti senza il suo consiglio e consenso”.
Littlejohn, che ha anche lei chiesto l’uscita degli Stati Uniti dall’OMS, ha osservato che l’ex presidente Donald Trump aveva avviato tale processo, ma che Joe Biden, divenuto presidente prima del completamento della posizione di ritiro di un anno, ha ripristinato gli Stati Uniti nell’OMS.
Allo stesso modo, Boyle ha dichiarato: “Non sto dicendo che sostengo Trump… Trump ci ha giustamente tirato fuori dall’OMS, ma c’erano sei mesi di preavviso. Biden è stato eletto, ha annullato il ritiro e poi ci ha rimesso nell’OMS [e] farà in modo che restiamo ancora nell’OMS”.
Littlejohn ha aggiunto:
“Potremmo sostenere che l’assistenza sanitaria non è tra i poteri enumerati che vanno al governo federale; rimane allo Stato, e quindi, se il ramo esecutivo del governo federale non ha il potere di governare l’assistenza sanitaria, allora non ha la possibilità di darlo all’OMS”.
Tuttavia, Littlejohn ha affermato che tali argomentazioni legali sono “un territorio inesplorato”, mentre Gaffney ha notato che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite presto “intende fare più o meno la stessa cosa [dell’OMS] per quanto riguarda le sue autorità… che essenzialmente darebbero al Segretario Generale il diritto di rispondere a… crisi sanitarie non pubbliche”.
Boyle ha sostenuto che “tutti i funzionari governativi, gli scienziati e i media dicono che sta arrivando un’altra pandemia. Proprio così. Sanno che sta arrivando un’altra pandemia. Viene fuori dai loro laboratori BSL3 [biosecurity level 3] e BSL4. E così, stanno già preparando la strada per la prossima pandemia”.
Riferendosi a One Health, ampiamente citata nel trattato sulle pandemie e con la quale i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie sono attivamente coinvolti, Boyle ha affermato che essa viola il diritto internazionale esistente. Ha fatto riferimento all’articolo 12, paragrafo 1, del Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, che recita:
“Gli Stati parti del presente Patto riconoscono il diritto di ogni individuo a godere del più alto livello raggiungibile di salute fisica e mentale”.
“Ci sono 171 Stati parte” del patto, ha detto Boyle, aggiungendo che “si tratta dello standard pertinente del diritto internazionale e di quella parte del diritto internazionale che riguarda i diritti umani che concerne il ripudio di One Health”.
“Noterete che questo linguaggio è inequivocabile e perentorio”, ha detto Boyle. “Non dice assolutamente nulla sulla salute degli animali o sull’ambiente”, ha detto Boyle, sostenendo che “la promulgazione di One Health violerebbe l’articolo 12, paragrafo 1, del Patto… e vanificherebbe l’oggetto e lo scopo di questo Patto”.
Con l’avvicinarsi della riunione dell’Assemblea Mondiale della Sanità, la Sovereignty Coalition ha dichiarato maggio “Mese dell’uscita dall’OMS”, lanciando una campagna di lettere ai membri del Congresso e alle agenzie federali e una “Dichiarazione di sovranità americana” e una raccolta di firme che ha ricevuto il sostegno di importanti politici ed esperti medici.
Abbiamo bisogno di un’azione da parte del Congresso entro la fine del mese”, ha detto Littlejohn, aggiungendo:
“La Costituzione non è un documento autoesecutivo. Non può difendere se stessa. Dobbiamo difenderla noi. Non possiamo affidarci a un pezzo di carta per salvarci.
“La Costituzione è uno strumento per proteggere la nostra libertà, e noi dobbiamo usare questo strumento per proteggere la nostra libertà, perché non lo farà da sola. La gente non può essere passiva in questa situazione. Dobbiamo essere attivi”.