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23-04-2024 News

COVID

Anti COVID a mRNA può causare miocardite – ma nient’altro, conclude rapporto finanziato dall’HHS

In quello che è stato definito un “attenuamento della terribile verità sui vaccini anti COVID-19”, un nuovo rapporto delle Accademie Nazionali delle Scienze, dell’Ingegneria e della Medicina ha confermato un legame causale tra i vaccini anti COVID-19 a mRNA e la miocardite, ma ha respinto un legame causale tra i vaccini e una serie di altri effetti avversi.

money with HHS logo and covid vaccine bottle

Un nuovo rapporto delle Accademie Nazionali delle Scienze, dell’Ingegneria e della Medicina (NASEM, acronimo di National Academies of Sciences, Engineering, and Medicine) ha confermato un legame causale tra i vaccini a mRNA anti COVID-19 e la miocardite – ma ha respinto un legame causale tra i vaccini e una serie di altri effetti avversi, tra cui infertilità femminile, sindrome di Guillain-Barré, paralisi di Bell, trombosi con sindrome di trombocitopenia e infarto.

Il Dr. Brian Hooker, responsabile scientifico di Children’s Health Defense, ha definito il rapporto NASEM un “attenuamento della terribile verità sui vaccini anti COVID-19 “.

Hooker ha dichiarato a The Defender:

“La propaganda è così fitta nel rapporto che è difficile sapere da dove cominciare. Sebbene abbiano riscontrato un legame tra i vaccini a mRNA e la miocardite, gli autori del rapporto NASEM hanno affermato che si trattava di un fenomeno lieve, il che non potrebbe essere più lontano dalla verità. È vergognoso che abbiano minimizzato un evento avverso così debilitante e in grado di cambiare la vita causato dai vaccini anti COVID-19”.

Il rapporto è stato sponsorizzato dalla Health Resources and Services Administration, un’agenzia del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS, acronimo di Health and Human Services). Secondo un comunicato stampa della NASEM, Health Resources ha chiesto alla NASEM di convocare un comitato per esaminare le prove di eventi avversi relativi ai vaccini anti COVID-19 utilizzati negli Stati Uniti.

La Health Resources and Services Administration sovrintende al Countermeasures Injury Compensation Program (Programma per il risarcimento delle lesioni causate dalla contromisure), il quale gestisce le richieste delle persone che cercano di ottenere un indennizzo per una lesione da vaccino anti COVID-19.

La commissione della NASEM, composta da 15 membri, ha esaminato le prove di 19 potenziali danni legati ai vaccini anti COVID-19 per i quali delle persone avevano presentato richieste di risarcimento. La commissione ha cercato di “trarre conclusioni sull’associazione causale tra vaccini ed eventi avversi specifici”, si legge nel rapporto.

L’elenco delle condizioni per le quali sono stati richiesti dei risarcimenti comprendeva Sindrome di Guillain-Barré, polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica, Paralisi di Bell, Mielite trasversa, cefalea cronica, sindrome da tachicardia ortostatica posturale (POTS, acronimo di postural orthostatic tachycardia syndrome), perdita uditiva neurosensoriale, acufene, trombosi con sindrome di trombocitopenia, Porpora trombocitopenica immune, sindrome da perdita capillare, infarto del miocardio (attacco di cuore), ischemia ictus, ictus emorragico, trombosi venosa profonda, embolia polmonare, tromboembolia venosa, miocardite, pericardite, morte improvvisa e infertilità femminile.

La nostra commissione ha riscontrato che in molti casi, se non nella maggior parte, le prove erano insufficienti per accettare o rifiutare la causalità di un particolare danno potenziale derivante da uno specifico vaccino anti COVID-19″, ha dichiarato la vicepresidente della Commissione Anne Bass, docente di medicina clinica presso la Weill Cornell Medicine e reumatologa presso l’Hospital for Special Surgery e il New York Presbyterian Hospital.

“In altri casi, abbiamo trovato prove sufficienti per favorire il rifiuto, l’accettazione o per stabilire la causalità”, ha aggiunto.

“Prove insufficienti” per trarre conclusioni su vaccini anti COVID e i bambini

Bass e gli altri membri della commissione hanno esaminato le prove relative ai vaccini a mRNA di Pfizer e Moderna (Comirnaty e Spikevax, rispettivamente), al vaccino Novavax senza mRNA e al vaccino Janssen (Johnson & Johnson) senza mRNA.

Hanno affermato che le prove hanno stabilito una relazione causale tra entrambi i vaccini a mRNA e la miocardite.

Tuttavia, hanno concluso che non ci sono prove sufficienti per accettare o rifiutare una relazione causale tra uno qualsiasi dei vaccini e la pericardite senza miocardite, e non ci sono prove sufficienti per accettare o rifiutare una relazione causale tra i vaccini Novavax o Janssen e la miocardite.

Gli autori hanno affermato che le prove sono abbastanza solide per poter rifiutare una relazione causale tra i due vaccini a mRNA e l’infertilità, la sindrome di Guillain-Barré, la paralisi di Bell, la trombosi con sindrome di trombocitopenia e l’infarto, pur notando che l’iniezione Janssen può causare la trombocitopenia e la sindrome di Guillain-Barré.

Hanno inoltre dichiarato che non ci sono prove sufficienti per accettare o rifiutare una relazione causale per l’ictus ischemico per tutti i tipi di vaccino, ad eccezione del vaccino Pfizer per il quale hanno considerato le prove abbastanza forti da giustificare il rifiuto di una relazione causale.

La commissione ha anche esaminato gli studi sugli eventi avversi correlati ai vaccini anti COVID-19 nei bambini di età inferiore ai 18 anni e ha dichiarato di non aver trovato prove sufficienti per trarre conclusioni specifiche per i bambini.

“Al momento dell’esame da parte della commissione”, si legge nel comunicato stampa, “i dati sui bambini erano disponibili solo per i vaccini Pfizer-BioNTech e Moderna, a causa della successiva autorizzazione del vaccino anti COVID-19 per l’uso d’emergenza nei bambini e della minore diffusione del vaccino anti COVID-19 nei bambini, in particolare in quelli di età inferiore agli 11 anni”.

Nel frattempo, uno studio del 2024, sottoposto a revisione paritaria, che ha analizzato i dati contenuti in VigiBase, il database dell’Organizzazione Mondiale della Sanità contenente le segnalazioni di sicurezza di casi individuali, ha riscontrato la prova di danni nei giovani di età compresa tra i 12 e i 17 anni in seguito alla vaccinazione anti COVID-19.

A luglio 2023, in VigiBase c’erano 80.018 segnalazioni di eventi avversi legati alle iniezioni anti COVID-19 – e 3.594 erano segnalati come eventi avversi di particolare interesse, come miocardite/pericardite, sindrome infiammatoria multisistemica/malattia di Kawasaki, anafilassi, sindrome di Guillain-Barré e trombocitopenia immunitaria, hanno detto gli autori dello studio.

Inoltre, molti bambini hanno reso pubbliche le loro esperienze di danni causati dai vaccini anti COVID-19, secondo Real Not Rare, un “movimento indipendente e di base composto da migliaia di persone che si sono unite in nome della comune sofferenza umana”.

Hooker ha sottolineato che il rapporto NASEM è stato diretto dalla Dott.ssa Kathleen Stratton, “che nel 2004 si era occupata di insabbiare la relazione tra vaccini e autismo per l’Institute of Medicine”.

“Si era ritirata dalla NASEM dopo quel rapporto fraudolento per poi essere ripescata per la frode del ‘vaccino’ anti COVID-19”, ha detto Hooker. “La sua condanna è meritata”.

Secondo il loro sito web, le Accademie Nazionali delle Scienze, dell’Ingegneria e della Medicina sono istituzioni private senza scopo di lucro che “forniscono consulenze indipendenti e obiettive per informare la politica con prove”.

Le istituzioni operano in base a uno statuto congressuale del 1863 e ricevono finanziamenti dal governo degli Stati Uniti e da “altri sponsor“.

Lorri Wilkening Jennings, un’attivista che difende la causa delle persone danneggiate dai vaccini anti COVID-19, ha fatto notare che, sebbene la NASEM sia indicata come “no-profit indipendente“, i suoi bilanci del 2022 – che elencano 18 milioni di dollari di entrate dall’HHS – suggeriscono il contrario.

Jennings – che ha iniziato a sostenere la causa dopo che sua madre ha sviluppato una malattia autoimmune in seguito alla vaccinazione anti COVID-19 – ha dichiarato a The Defender: “Abbiamo bisogno di organismi veramente indipendenti che valutino la sicurezza e informino i medici dei rischi in modo che possano dare [sic] un consenso informato”.

Il Dr. Ronald N. Kostoff, ex ricercatore di politiche pubbliche presso il Georgia Institute of Technology, è dello stesso parere.

Dalle biografie dei membri della commissione è emerso che la maggior parte di essi ha ricevuto in precedenza sovvenzioni o contratti dall’HHS, dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti e/o dall’industria farmaceutica, ha dichiarato Kostoff.

“La maggior parte dei dati utilizzati per lo studio sembra provenire dalla letteratura che, come sappiamo, è stata pesantemente censurata 1) a favore di articoli che promuovevano le iniezioni e 2) contro gli articoli che rivelavano i danni … in modo che [so] l’esito poteva essere previsto prima che venisse speso il primo dollaro”, secondo Kostoff.

Il Dr. Peter McCullough, cardiologo, ha definito la NASEM una “organizzazione corrotta”.

“Il loro Comitato Permanente sulle Malattie Infettive Emergenti e le Minacce Sanitarie del 21° Secolo”, ha dichiarato McCullough a The Defender, “include due dei co-cospiratori e creatori del SARS-CoV-2, i dottori Ralph Baric e Peter Daszak. Daszak è stato richiamato dal Congresso e dovrà comparire il 1° maggio 2024 per rispondere ad ulteriori domande sul suo ruolo nell’insabbiamento del laboratorio di Wuhan“.

La NASEM “non può essere attendibile su nessun aspetto della pandemia e certamente non sui vaccini”, ha aggiunto.

Il rapporto non corrisponde ai dati VAERS

Gli autori del rapporto NASEM non hanno incluso i dati del Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS) come prova nella loro revisione.

Il VAERS è il principale sistema finanziato dal governo per la segnalazione delle reazioni avverse ai vaccini negli Stati Uniti. Storicamente, è stato dimostrato che il VAERS riporta solo l’1% degli eventi avversi ai vaccini.

I dati VAERS mostrano che tra il 14 dicembre 2020 e il 29 marzo 2024 sono state inoltrate 1.635.048 segnalazioni di eventi avversi in seguito alla vaccinazione anti COVID-19.

Molte delle segnalazioni di eventi avversi citavano le condizioni che il rapporto NASEM ha concluso non essere collegate alla vaccinazione anti COVID-19, tra cui:

La vaccinazione è collegata a lesioni alla spalla

La Health Resources and Services Administration ha inoltre chiesto alla commissione NASEM di rivedere le prove relative alla somministrazione di qualsiasi vaccino – non specificamente il vaccino anti COVID-19 – e le lesioni alla spalla, per aiutare il suo National Vaccine Injury Compensation Program a capire meglio se le vaccinazioni possano causare tipi molto specifici di lesioni alla spalla, o una sindrome più generale nota come “lesione alla spalla legata alla vaccinazione“.

Gli autori del rapporto hanno concluso che la vaccinazione può causare quattro lesioni specifiche alla spalla:

  • borsite acuta subacromiale/sottodeltoidea causata dall’iniezione diretta di un vaccino nella borsa;
  • tendinopatia acuta della cuffia dei rotatori causata da un’iniezione diretta in un tendine o nelle sue adiacenze;
  • lesioni ossee causate dall’iniezione diretta nell’osso o nelle sue adiacenze;
  • e lesioni al nervo assiale o radiale dovute all’iniezione diretta nel nervo o nelle sue vicinanze.

Hanno inoltre affermato che le prove suggeriscono che la somministrazione intramuscolare del vaccino non causa la malattia cronica della cuffia dei rotatori.

Il rapporto sui danni dell’anti COVID è “chiaramente di parte”

Per quanto riguarda i risultati del rapporto sui danni da vaccino anti COVID-19, Hooker e altri critici affermano che il rapporto non ha incluso molti studi nella sua revisione e non ha preso in considerazione l’intera portata delle lesioni riportate in associazione alla vaccinazione anti COVID-19.

M. Nathaniel Mead, epidemiologo e ricercatore nel campo della salute pubblica, ha dichiarato a The Defender che la revisione degli studi da parte degli autori è stata “altamente selettiva” e “chiaramente di parte” a sostegno della “narrazione del vaccino ‘sicuro ed efficace‘”.

Il rapporto “ha completamente trascurato i risultati essenziali della rianalisi di Fraiman dei dati degli studi Pfizer e Moderna, che hanno rivelato tassi allarmanti di eventi avversi gravi (SAE, acronimo di serious adverse events), con circa un SAE ogni 800 vaccinati”, ha affermato Mead.

Il rapporto non ha inoltre citato “praticamente tutte le recensioni e gli studi più rilevanti che riguardano i gravi eventi cardiovascolari, neurologici, ematologici, riproduttivi e autoimmuni che sono stati collegati ai prodotti a mRNA anti COVID-19”.

Ad esempio, il rapporto non menziona una relazione Pfizer del 2022 di quasi 400 pagine richiesta dall’Agenzia Europea dei Medicinali. “A quel punto”, ha detto Mead, “Pfizer aveva documentato circa 1,6 milioni di eventi avversi che riguardavano quasi tutti gli organi… compresi molti tipi diversi di tumori, disturbi cardiaci e vascolari, disturbi del sangue e linfatici, disturbi psichiatrici e disturbi neurologici”.

Kostoff ha anche criticato la portata limitata del rapporto. “Perché non è stato chiesto alla commissione di esaminare tutti gli effetti avversi delle iniezioni anti COVID-19, o almeno tutti gli effetti avversi principali?”, ha chiesto.

Kostoff ha dichiarato a The Defender di aver scritto di recente un articolo sulla letteratura pubblicata sulle lesioni da COVID-19 in cui ha identificato l’intera portata delle lesioni. “Il mio database era composto da oltre 12.000 articoli Pubmed e mostrava danni in circa 25 aree tematiche”.

Ha detto che la maggior parte di queste aree patologiche, come i disturbi endocrini, i disturbi metabolici, i disturbi renali e il cancro, non sono stati inclusi nel rapporto NASEM.

“Da un punto di vista cautelativo, è bene che il pubblico lo sappia”

Secondo Mead, le analisi epidemiologiche sulla sicurezza del vaccino anti COVID-19 che si concentrano sulla dimostrazione che il vaccino ha causato un particolare risultato sono problematiche.

“Poiché la maggior parte delle ricerche pubblicate è di tipo osservazionale e non randomizzato”, ha detto, “stabilire la causalità basandosi solo su questi studi è un esercizio inutile”.

Ma “la causalità può essere certamente dedotta… applicando una logica basata sul meccanismo ai molti studi e alle rianalisi delle sperimentazioni che mostrano forti associazioni”, ha detto Mead.

In altre parole, per i ricercatori può essere difficile dimostrare il nesso di causalità, ma possono evidenziare le prove che suggeriscono un rischio in modo che le persone ne siano consapevoli. “Da un punto di vista cautelativo, è bene che il pubblico lo sappia”.

Gli autori nel loro rapporto hanno usato il linguaggio della causalità in modo ingannevole, ha detto Mead. Ad esempio, il rapporto cita prove che suggeriscono che l’iniezione Pfizer non causa ictus ischemici. “Tuttavia, questa enfasi sulla causalità è un piccolo sotterfugio linguistico”.

Mead ha detto: “L’ictus ischemico è chiaramente uno dei segnali più forti prodotti da entrambi i prodotti a mRNA, Pfizer e Moderna, come evidenziato nell’ampia analisi di sproporzionalità di Ming-Ming Yan e colleghi, che la NASEM ancora una volta omette opportunamente di menzionare”.

La Dott.ssa Jessica Rose ha dichiarato a The Defender di aver trovato le conclusioni sulla causalità degli autori “passive in modo allarmante” e di voler sapere come sono arrivati alle loro conclusioni. “Ad esempio, sono stati utilizzati i criteri di Bradford Hill e quanti criteri dovevano essere soddisfatti per indicare il nesso di causalità?”

I criteri di Bradford Hill sono un insieme di principi comunemente utilizzati in epidemiologia per stabilire una relazione causale.

La NASEM non ha risposto alla domanda del Defender su quali criteri siano stati utilizzati per stabilire o negare la causalità.

La NASEM non ha inoltre risposto alla richiesta del Defender di chiarire l’arco temporale di revisione della letteratura da parte della commissione, ovvero se la commissione abbia preso in considerazione studi pubblicati di recente o se abbia esaminato solo quelli pubblicati dal 2020 al 2023.

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