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16-10-2023 News

COVID

‘Altamente improbabile’: Un nuovo studio espone i difetti dell’articolo del Lancet secondo il quale i vaccini anti COVID avrebbero salvato milioni di vite

Un nuovo studio condotto dagli studiosi della mortalità per tutte le cause Denis Rancourt e Joseph Hickey, ha riesaminato il modello matematico alla base di un articolo pubblicato su The Lancet in cui si afferma che i vaccini anti COVID-19 hanno salvato milioni di vite. L’articolo del Lancet, citato più di 700 volte, è stato parzialmente finanziato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla Fondazione Gates.

lancet covid vaccine flaws feature

Quando all’inizio di questo mese due scienziati dell’Università della Pennsylvania hanno vinto il Premio Nobel 2023 per la Fisiologia o la Medicina per il loro lavoro nello sviluppo di “vaccini a mRNA efficaci contro la COVID-19″, il Comitato per il Nobel e i media hanno celebrato i vaccini anti COVID-19 per aver salvato “milioni di vite“.

Ma un nuovo studio che ha riesaminato il modello matematico alla base delle affermazioni che il vaccino sarebbe un salvavita – un modello che è stato esposto in uno studio pubblicato nel 2022 su The Lancet Infectious Diseases – ha concluso che il modello era fondamentalmente errato e la conseguente caratterizzazione dei vaccini anti COVID-19 “non può che essere invalida”.

L’articolo del Lancet, finanziato, tra gli altri, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Gavi, the Vaccine Alliance e dalla Bill & Melinda Gates Foundation, è stato citato più di 700 volte.

Gli studiosi della mortalità per tutte le cause Denis Rancourt e Joseph Hickey hanno calcolato e rappresentato graficamente i tassi di mortalità che si sarebbero verificati senza i vaccini, come previsto da Watson et al. nello studio del Lancet, e hanno confrontato tali proiezioni con i tassi reali di mortalità per tutte le cause.

Rancourt e Hickey hanno messo alla prova le affermazioni contenute nell’articolo del Lancet, secondo cui i vaccini avrebbero evitato decine di milioni di morti in eccesso, definiti come il numero di decessi per tutte le cause che supera il numero di decessi previsto in condizioni normali.

Se il modello del Lancet fosse accurato, scrivono Rancourt e Hickey, senza i vaccini il tasso di mortalità globale sarebbe improvvisamente schizzato a livelli storicamente senza precedenti e inimmaginabili, a un anno dall’inizio della pandemia, proprio nel momento in cui i vaccini sono stati introdotti.

E i vaccini avrebbero ridotto quasi perfettamente quei livelli inimmaginabili di mortalità riportandoli ai tassi di mortalità di base.

I due studiosi hanno concluso che “i risultati di Watson et al. e le relative, fantastiche, affermazioni che si sarebbero salvate milioni di vite sono altamente improbabili” e che le loro affermazioni teoriche non hanno “alcun legame con la mortalità reale”, ma si basano invece su ipotesi “avventate”.

Secondo gli autori, che fanno entrambi parte dell’associazione canadese Correlation Research in the Public Interest (Ricerca di correlazioni nel pubblico interesse), i risultati sollevano interrogativi sulle gravi carenze del processo di revisione paritaria delle riviste più importanti, sul processo di assegnazione dei premi Nobel e sui processi di verifica applicati dai media.

“Coincidenza così improbabile da dover essere considerata impossibile”

Secondo Rancourt e Hickey, dato che non esiste alcuno studio clinico controllato e randomizzato che dimostri che i vaccini anti COVID-19 abbiano evitato dei decessi, la base principale di tali affermazioni è costituita da Watson et al, che hanno concluso:

“[Scoperte] Sulla base del numero di morti per COVID-19 segnalati ufficialmente, abbiamo stimato che le vaccinazioni hanno impedito 14-4 milioni (intervallo di credibilità [Crl] del 95% Crl 3-7-15-9) di decessi per COVID-19 in 185 Paesi e territori tra l’8 dicembre 2020 e l’8 dicembre 2021.

“Questa stima è salita a 19-8 milioni (95% Crl 19-1- 20-4) di decessi da COVID-19 evitati quando abbiamo utilizzato i decessi in eccesso come stima della reale portata della pandemia …

“[Interpretazione] La vaccinazione anti COVID-19 ha modificato sostanzialmente il corso della pandemia, salvando decine di milioni di vite a livello globale”.

Per verificare la validità delle proiezioni del modello, Rancourt e Hickey hanno utilizzato i dati di Watson et al. per calcolare quale sarebbe stata la mortalità per tutte le cause nel corso del tempo per 95 Paesi se le affermazioni dei ricercatori fossero vere e se non fossero stati somministrati i vaccini anti COVID-19.

Per confrontare le implicazioni di queste affermazioni con l’effettiva mortalità per tutte le cause, hanno distribuito la stima più conservativa del’articolo, “14,4 milioni di morti evitate” a livello globale, calcolando il numero di morti evitate per paese come combinazione matematica nel tempo dei vaccini somministrati e dell’efficacia del vaccino.

Hanno creato dei grafici per confrontare i tassi teorici di mortalità per tutte le cause di Watson et al. senza il vaccino con i tassi reali di mortalità per tutte le cause.

I grafici mostrano anche i tassi di mortalità per tutte le cause prima della pandemia e riportano la data in cui l’OMS ha dichiarato la pandemia globale e la data di lancio dei vaccini per ciascun Paese.

Negli Stati Uniti, ad esempio (Figura 1), si sono registrati picchi senza precedenti di mortalità per tutte le cause nel 2020, 2021 e 2022 che i ricercatori hanno collegato, in altri articoli, a misure pandemiche come l’uso diffuso di ventilatori e alla mortalità associata al vaccino stesso.

Questi picchi sono visibili nella linea blu del grafico, che mostra l’effettiva mortalità per tutte le cause. Lo scenario previsto dall’articolo di Watson et al. è tracciato in rosso.

Figura 1. Stati Uniti (USA): (pannello superiore) Mortalità per tutte le cause per settimana, 2018-2022, misurata (blu), calcolata secondo Watson et al. (2022) (rosso-solido), continuata (rosso-sfumato); (pannello inferiore) lo stesso, espresso come eccesso di mortalità per tutte le cause e con incertezza di 1σ (blu ombreggiato). In entrambi i pannelli, la somministrazione cumulativa del vaccino anti COVID-19 (tutte le dosi) (grigio scuro), alla data dell’11 marzo 2020 (linea grigia verticale). Credito: Dr. Denis Rancourt e Dr. Joseph Hickey

Se i loro numeri sono corretti, il grafico mostra che si sarebbe verificato un eccesso di mortalità nazionale “massiccio e quanto mai inedito” se non si fossero introdotti i vaccini anti COVID-19, e che il picco si sarebbe verificato per coincidenza proprio nel momento in cui si è introdotto il vaccino, ma non prima.

“Si tratterebbe di una coincidenza notevole”, scrivono Rancourt e Hickey, soprattutto se si considera che questo picco si è verificato improvvisamente dopo diverse ondate di infezione e un anno dopo la dichiarazione della pandemia.

È inoltre degno di nota, secondo loro, il fatto che i vaccini abbiano presumibilmente abbassato i tassi di mortalità per tutte le cause esattamente ai numeri precedenti alla pandemia, piuttosto che a qualche numero intermedio.

Secondo i calcoli di Watson et al., un fenomeno simile si sarebbe verificato anche in Canada. A differenza degli Stati Uniti, il Canada ha registrato variazioni minime nella mortalità per tutte le cause durante l’intero periodo della pandemia.

Tuttavia, i calcoli di Watson et al. prevedono che il Canada avrebbe visto triplicare la mortalità per tutte le cause per circa un anno se non ci fossero stati i vaccini, scrivono gli autori.

Figura 2. Canada (CAN): (pannello superiore) mortalità per tutte le cause per settimana, 2018-2022, misurata (blu), calcolata secondo Watson et al. (2022) (rosso-solido), continuata (rosso-sfumato); (pannello inferiore) lo stesso, espresso come eccesso di mortalità per tutte le cause e con incertezza di 1σ (blu ombreggiato). In entrambi i pannelli, somministrazione cumulativa del vaccino anti COVID-19 (tutte le dosi) (grigio scuro), alla data dell’11 marzo 2020 (linea grigia verticale). Credito: Dr. Denis Rancourt, e Dr. Joseph Hickey

In Canada, inoltre, non vi è “alcuna diminuzione visibile della mortalità effettiva per tutte le cause” associata temporalmente ala vaccinazione, cosa che ci si potrebbe aspettare se la vaccinazione avesse influenzato la mortalità. Piuttosto, scrivono, “è evidente il contrario, con un eccesso di mortalità che si accompagna proporzionalmente alle campagne di vaccinazione”.

Hanno inoltre presentato i dati di 31 paesi europei, la cui situazione era analoga a quella degli Stati Uniti. “Questa straordinaria coincidenza”, hanno scritto, “si verifica essenzialmente nella maggior parte dei 95 paesi [analizzati]”.

“In effetti, la suddetta coincidenza è palesemente così improbabile che dovrebbe, senza esitazione, essere qualificata come impossibile”, hanno scritto Rancourt e Hickey. “Un singolo esempio di questo tipo in un singolo Paese è sufficiente per invalidare l’esercizio di Watson et al. (2022), e l’esempio si ripete per 95 Paesi”.

Il contrario della buona scienza

Rancourt, ex professore di fisica e scienziato capo per 23 anni all’Università di Ottawa, in un recente episodio del programma in livestream di Couey, Gigaohm Biological, ha detto allo scienziato J. Jay Couey di Children’s Health Defense che il Premio Nobel è un potente strumento politico.

Anche se ci sono alcune eccezioni in cui il Nobel ha riconosciuto risultati scientifici autenticamente importanti, ha detto: “In generale il Premio Nobel è uno strumento di propaganda dell’establishment, per convincere le persone di ciò che devono considerare assolutamente vero, come progressi assoluti della conoscenza umana”.

“Ha un impatto non solo sul pubblico in generale, ma anche sugli scienziati stessi”, in termini di ciò che credono e delle ricerche che fanno, ha detto Rancourt.

Quando sono stati annunciati i premi Nobel per il 2023 e i media tradizionali hanno dichiarato che si sono salvate decine di milioni di vite, Rancourt e Hickey hanno deciso di indagare sulla pubblicazione alla base di tali affermazioni: l’articolo di Watson del 2022.

Rancourt ha detto che l’articolo era “l’opposto della buona scienza”.

Questo non perché i calcoli matematici fossero sbagliati, ha notato Rancourt, ma perché gli autori non hanno cercato di esaminare se le ipotesi alla base dei loro modelli fossero logiche o se le loro previsioni fossero “ragionevoli e realistiche”, cioè se avrebbero potuto verificarsi nel mondo reale.

Rancourt ha dichiarato a Couey che, dopo aver effettuato l’analisi, lui e i suoi colleghi hanno scoperto che le affermazioni contenute nell’articolo erano così “sbalorditive” da indurli a dubitare:

“Come ha fatto questo articolo a superare il processo di revisione paritaria? … Chi erano questi revisori? Come possono essere così ciechi, incompetenti e privi di senso critico nei confronti di ciò che fanno alcuni autori, che è completamente nuovo e completamente inventato? … Non sono in grado di vederlo?

“E d’altra parte, che dire dei redattori? In che modo i redattori scelgono i revisori? Forse i redattori hanno scelto solo i revisori che ritenevano valido l’articolo e hanno ignorato quelli che lo criticavano? Sono essi stessi così scientificamente analfabeti [da non saper] fare un calcolo teorico?”

Gli scienziati, ha detto Rancourt, soprattutto quando si fanno proiezioni teoriche, devono costantemente interrogare criticamente i propri risultati.

“Devono essere critici nei confronti delle loro stesse idee, non devono solo sfregarsi le mani perché hanno ottenuto qualcosa che piace a Gates”, ha detto.

Peggio ancora, ha detto, “il Comitato per il Premio Nobel stesso deve essere stato sprovveduto, non scientifico, privo di senso critico, doveva essere alla ricerca di qualcosa, di un premio che volevano dare, senza preoccuparsi di pensare in modo indipendente se questo avesse senso o meno”. E poi hanno ripetuto questa cosa dei ‘milioni di vite salvate’, che non ha senso”.

Di conseguenza, un “prodotto orrendo che non avrebbe mai dovuto essere iniettato nel corpo delle persone, è ora qualcosa da celebrare. Sarà considerato una conquista della scienza umana, della scienza creata dagli esseri umani”.

“Non c’è alcuna base scientifica per affermare questo”, ha detto Rancourt. “Nessuno studio clinico lo ha mai dimostrato. E si basa su una simulazione spazzatura finanziata dall’industria, in cui gli autori non hanno nemmeno controllato che i loro risultati avessero un qualche senso”.

“Questa è l’assurdità che stiamo vivendo”, ha detto.

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