Il Rotavac, il vaccino contro il rotavirus utilizzato in India, aumenta il rischio di intussuscezione nei neonati, secondo uno studio a revisione paritaria pubblicato martedì sull’ International Journal of Risk & Safety in Medicine.
L’intussuscezione è una grave patologia che si verifica quando l’intestino scivola o si ritrae su se stesso, ostruendo l’intestino stesso e portando potenzialmente alla cancrena o alla morte se non trattata.
Lo studio, di cui sono coautori il Dr. Jacob Puliyel dell’Indian Institute of Health Management Research (Istituto indiano della ricerca sulla gestione sanitaria) e il responsabile scientifico di Children’s Health Defense Brian Hooker, mette in discussione la sicurezza del vaccino e i metodi statistici utilizzati nelle precedenti analisi del prodotto.
Puliyel ha dichiarato a The Defender che, sebbene i vaccini contro il rotavirus utilizzati negli Stati Uniti – RotaTeq della Merck e Rotarix della GSK – siano più sicuri del vaccino Rotavac, utilizzato in India, una revisione delle schede informative dei vaccini statunitensi indica che le preoccupazioni sono ancora giustificate.
L’intussuscezione può essere letale
Puliyel e Hooker hanno sottolineato la necessità che genitori e assistenti sanitari siano consapevoli del potenziale rischio di intussuscezione associato al vaccino Rotavac e che sappiano riconoscere i sintomi di questa grave condizione.
Lo scivolamento o la ritrazione dell’intestino su se stesso può bloccare il passaggio del cibo o dei liquidi e può anche interrompere l’apporto di sangue alla parte interessata.
I sintomi più comuni nei neonati e nei bambini piccoli sono dolore addominale, vomito, sangue e muco nelle feci, massa addominale, letargia e irritabilità.
In un comunicato stampa di mercoledì, Hooker ha sottolineato che “il primo sintomo dell’intussuscezione è tipicamente il passaggio di sangue e muco nelle feci”, a volte chiamato “feci di ribes”, che “i genitori possono facilmente confondere… con la dissenteria infettiva”, una condizione più comune.
Quando la condizione peggiora, i bambini possono diventare sempre più letargici, irritabili e difficili da consolare. Se non trattata, l’intussuscezione può portare a necrosi intestinale, perforazione e complicazioni potenzialmente letali come la sepsi.
L’intussuscezione spesso richiede un intervento chirurgico piuttosto piccolo per evitare la morte, per cui è fondamentale che i genitori siano informati e vigili.
Questo è particolarmente importante quando il vaccino viene somministrato in aree rurali remote a neonati di genitori poveri e analfabeti nell’ambito di un programma di immunizzazione nazionale come quello indiano.
Uno studio evidenzia i rischi del vaccino Rotavac
Il vaccino Rotavac della Bharat Biotech utilizzato in India è una formulazione orale monovalente, viva, attenuata del ceppo 116E preparata in cellule Vero (rene di scimmia). La somministrazione di tre dosi avviene a 6, 10 e 14 settimane di età.
Nel 2013, Bharat Biotech e un consorzio di organizzazioni, tra cui la Bill & Melinda Gates Foundation, hanno completato lo studio clinico del Rotavac, che prevedeva un follow-up di due anni. Il vaccino è stato autorizzato in India nel 2014.
Lo studio di Puliyel e Hooker ha rilevato un aumento di 1,6 volte del rischio di intussuscezione nei neonati vaccinati. Un’analisi precedente, pubblicata nel 2020 sul New England Journal of Medicine (NEJM), non aveva riscontrato l’aumento. Lo studio del NEJM ha utilizzato il metodo della serie di casi autocontrollati (SCCS, acronimo di self-controlled case series).
Secondo il nuovo studio, l’aumento del rischio saliva a quasi 2,5 volte nei 21 giorni successivi alla terza dose. Lo studio ha anche rivelato che l’età media di sviluppo dell’intussuscezione era più bassa nei bambini vaccinati: 205 giorni contro i 223 giorni dei non vaccinati.
Il metodo SCCS, utilizzato nello studio del NEJM, confronta l’incidenza di un evento avverso durante un periodo ad alto rischio dopo la vaccinazione (i 21 giorni immediatamente successivi) con l’incidenza di intussuscezione nello stesso neonato (28-365 giorni di età) durante un periodo di controllo.
Confrontando il numero di casi di intussuscezione durante il periodo ad alto rischio con il numero di casi durante il periodo di controllo, i ricercatori possono vedere se c’è un aumento del rischio di intussuscezione subito dopo la vaccinazione.
Lo studio del NEJM ha stabilito che il rischio di intussuscezione nella finestra ad alto rischio, definita come 21 giorni dopo qualsiasi dose di vaccino, era paragonabile al rischio di fondo.
Puliyel e Hooker hanno utilizzato diversi approcci statistici alternativi, tra cui uno chiamato intervallo di rischio autocontrollato (SCRI, acronimo di self-controlled risk interval), per rivalutare i dati dello studio NEJM del 2020.
Per minimizzare il fattore di confusione in base all’età, il metodo SCRI confronta l’incidenza di un evento avverso durante un periodo ad alto rischio con l’incidenza durante un periodo di controllo più vicino nel tempo alla vaccinazione.
Lo studio di Puliyel e Hooker ha limitato il periodo di osservazione a 180 giorni di età. L’intussuscezione è rara durante questo periodo, di solito il picco si raggiunge intorno ai 7 mesi di età.
Hanno inoltre condotto un’analisi innovativa del tempo di intussuscezione dall’ultima vaccinazione. Hanno scoperto che il numero di bambini che sviluppano l’intussuscezione è più alto entro un mese dalla vaccinazione, mentre il rischio diminuisce con il passare del tempo.
In particolare, ci sono stati 92 casi di intussuscezione nei primi 30 giorni rispetto ai 63 dei 30 giorni successivi, una differenza statisticamente significativa che suggerisce un rischio legato al vaccino.
Puliyel e Hooker suggeriscono che il metodo SCCS potrebbe essere inefficace nel rilevare il rischio di intussuscezione quando la vaccinazione fa sì che la condizione si manifesti prima.
Riguardo ai risultati dello studio del NEJM, Puliyel ha dichiarato a The Defender: “Non riteniamo che ci sia stato un tentativo deliberato di fuorviare il pubblico. … Una volta compreso l’errore e una rivalutazione aperta dei dati, ciò contribuirà a rafforzare la fiducia del pubblico nella valutazione della sicurezza dei vaccini”.
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Anche i vaccini statunitensi contro il rotavirus possono causare intussuscezione
Il rotavirus provoca una grave diarrea nei bambini e nei neonati. Si diffonde dai rifiuti fecali di una persona infetta alla bocca, spesso attraverso la contaminazione delle mani o di oggetti come i giocattoli.
Secondo la Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health, circa 444.000 bambini sotto i 5 anni muoiono ogni anno a causa del rotavirus. Quasi tutti i decessi avvengono in paesi a basso e medio reddito.
Secondo Puliyel, il rischio che la diarrea da rotavirus causi gravi danni è molto minore negli Stati Uniti rispetto all’India. Per la maggior parte dei casi si tratta di una malattia lieve e la maggior parte dei casi può essere gestita con la reidratazione orale utilizzando una soluzione di sale e zucchero, oltre al riposo e alla riduzione della febbre.
Prima che il primo vaccino contro il rotavirus – RotaShield della Wyeth Pharmaceuticals – fosse introdotto negli Stati Uniti nel 1998, l’infezione causava 200.000 visite al pronto soccorso e ben 60 decessi all’anno nei bambini sotto i 5 anni.
RotaShield è stato ritirato nel 1999 a causa della sua associazione con l’intussuscezione. Questo ha portato a un vuoto nella vaccinazione contro il rotavirus fino all’introduzione dei vaccini Merck e GSK.
Entrambi i vaccini anti rotavirus Merck e GSK sono raccomandati per l’immunizzazione infantile di routine negli Stati Uniti e vengono somministrati tramite gocce orali in una serie di due dosi (Rotarix a 2 e 4 mesi) o in una serie di tre dosi (RotaTeq a 2, 4 e 6 mesi).
Secondo Immunize.org, solo nove stati – Idaho, Louisiana, North Dakota, Ohio, Pennsylvania, Rhode Island, Virginia, West Virginia e Wyoming – richiedono il vaccino contro il rotavirus per poter accedere ai servizi di assistenza all’infanzia.
Gli studi sulla vaccinazione contro il rotavirus negli Stati Uniti indicano una diminuzione del 74-90% dei test positivi al rotavirus e una sostanziale riduzione delle ospedalizzazioni e delle visite al pronto soccorso dovute a infezioni da rotavirus.
Una ricerca nel Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS) di qualsiasi tipo di vaccino anti rotavirus associato a intussuscezione dal 1999 a oggi ha trovato 2.212 casi segnalati in neonati di età inferiore agli 11 mesi. Tuttavia, dato che spesso vengono somministrati contemporaneamente altri vaccini, è impossibile determinare con certezza il nesso di causalità.
Malattia di Kawasaki, diminuzione delle piastrine nel sangue tra i rischi del vaccino anti rotavirus negli Stati Uniti
Il documento informativo per i pazienti di RotaTeq (Merck) contiene un’avvertenza sullo sviluppo di intussuscezione nel bambino: “Uno studio condotto dopo l’approvazione di RotaTeq ha evidenziato un aumento del rischio di intussuscezione nei 21 giorni successivi alla prima dose di RotaTeq, ma soprattutto nei primi 7 giorni”.
Altri effetti collaterali elencati sono vomito, diarrea, forti dolori allo stomaco, sangue nelle feci – tutti sintomi di intussuscezione – oltre a reazioni allergiche come gonfiore del viso e della bocca, difficoltà respiratorie ed eruzioni cutanee.
L’ultimo effetto collaterale elencato è la malattia di Kawasaki, che secondo il documento è “una condizione grave che può colpire il cuore; i sintomi possono includere febbre, eruzione cutanea, occhi rossi, bocca rossa, ghiandole gonfie, mani e piedi gonfi e, se non viene trattata, può portare alla morte”.
Il documento informativo di Rotarix (GSK) avverte che uno degli effetti collaterali del vaccino è l’intussuscezione.
I partecipanti allo studio clinico hanno riportato reazioni avverse fino all’ottavo giorno, tra cui capricci/irritabilità, tosse/naso che cola, febbre, perdita di appetito, vomito e diarrea. Le reazioni indesiderate fino al 31° giorno includevano molti degli stessi sintomi.
Le reazioni avverse gravi hanno incluso 68 decessi (0,19%) nel gruppo sperimentale (su 36.755) entro 31 giorni dalla vaccinazione, rispetto a 50 decessi (0,15%) nel gruppo placebo (su 34.454), più comunemente per polmonite.
Un follow-up di un anno dei vaccinati dello studio clinico non ha rilevato un aumento del rischio di intussuscezione, ma la malattia di Kawasaki è stata segnalata in 18 (0,035%) riceventi di Rotarix rispetto a 9 (0,021%) riceventi del placebo.
Tuttavia, in uno studio post-marketing sul vaccino Rotarix in Messico, i ricercatori hanno scoperto che il rischio di intussuscezione era circa 6 volte superiore nei primi 7 giorni e quasi 2 volte superiore nei 31 giorni successivi alla prima dose.
Tra gli “eventi avversi gravi”, il documento elenca anche la porpora trombocitopenica idiopatica (diminuzione delle piastrine nel sangue che potrebbe portare al sanguinamento delle gengive e a emorragie interne), ma non offre ulteriori dati.
Il documento del Rotarix mette in guardia anche dallo shedding [diffusione involontaria] del vaccino, affermando: “Uno studio clinico ha dimostrato che i vaccinati trasmettono il virus del vaccino ai contatti sani sieronegativi”.
Un nuovo studio evidenzia la necessità di rivalutare gli studi precedenti
I risultati dello studio di Puliyel e Hooker evidenziano l’importanza di utilizzare metodi statistici appropriati e un monitoraggio continuo negli studi sulla sicurezza dei vaccini.
“L’analisi originale del vaccino Rotavec in India [of India’s Rotavec vaccine] fatta con il metodo SCCS non ha tenuto conto del rischio e tutti gli studi precedenti SCCS potrebbero dover essere rivalutati”, hanno dichiarato gli autori nel comunicato stampa.
Puliyel ha dichiarato a The Defender che lui e Hooker stanno ancora cercando i dati specifici dei centri dello studio multicentrico del NEJM del 2020 per poter effettuare ulteriori analisi. Uno dei centri, Vellore, ha mostrato un rischio 20 volte maggiore rispetto al centro di Delhi.
Puliyel ha detto:
“Una volta ricalcolato il rischio di IS [intussescezione] [intussusception], i responsabili politici potranno valutare i benefici della vaccinazione contro il rotavirus rispetto a questi rischi e decidere quali sono i vantaggi per i neonati”.
“Bisogna sottolineare che le implicazioni per i responsabili politici in India sono diverse. La sorveglianza post-marketing può solo indicare se c’è un aumento del rischio subito dopo la vaccinazione. Sono necessari studi di controllo randomizzati per valutare l’entità di questo rischio”.