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01-05-2024 News

Condizioni di Salute

Nuovo studio collega vaccino anti RSV Pfizer per donne incinte a nascite pretermine

La prima analisi di sicurezza post-autorizzazione del vaccino anti RSV Abrysvo della Pfizer ha rilevato che il tempo medio tra la vaccinazione e la nascita pretermine è di tre giorni. Due terzi dei casi segnalati si sono verificati entro una settimana.

rsv vaccine bottle and preterm baby in nicu

Un nuovo studio preprint mostra un segnale di sicurezza statisticamente significativo per la nascita pretermine associata ad Abrysvo, il vaccino contro il virus respiratorio sinciziale (RSV) della Pfizer.

La prima analisi di sicurezza post-autorizzazione del vaccino anti RSV Pfizer – la proteina RSV di prefusione F (RSVPreF) – ha rilevato che il tempo medio tra la vaccinazione e la nascita pretermine era di tre giorni.

Due terzi dei casi segnalati si sono verificati entro una settimana.

“Questo studio mette in evidenza il problema della nascita pretermine tra le donne in gravidanza dopo la vaccinazione RSVPreF”, hanno scritto gli autori.

I ricercatori canadesi della University of Ottawa School of Epidemiology and Public Health hanno valutato tutti gli eventi avversi segnalati al database Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS) in seguito all’immunizzazione anti RSV tra il 1° settembre 2023 e il 23 febbraio 2024.

Tra le 77 segnalazioni inviate al database – il 55% delle quali sono state classificate come gravi – il parto pretermine è stato l’evento avverso specifico della gravidanza più comune, seguito dalla rottura prematura delle membrane, dal parto cesareo, dalla dilatazione cervicale e dall’emorragia in gravidanza.

Altri eventi avversi non specifici della gravidanza erano cefalea, eritema nel sito di iniezione e dolore nel sito di iniezione.

60 anni di problemi legati al vaccino anti RSV

Il Dr. David Healy, esperto di sicurezza dei farmaci, ha detto a The Defender che i vaccini anti RSV sviluppati finora hanno una storia di problemi lunga 60 anni.

“Sembra che i nostri ultimi sforzi per superare questi problemi non siano serviti a nulla e stiano portando a nascite pretermine che hanno effetti a catena per tutta la vita, oltre a infezioni più gravi da RSV in bambini per i quali tali infezioni dovrebbero essere innocue”, ha detto Healy, autore di “Pharmageddon“.

“Sessant’anni fa avevamo riconosciuto i problemi e ci eravamo fermati. Ma ora sembriamo decisi ad andare avanti comunque”, ha detto Healy. “L’intensa spinta su questi vaccini significa che tutti noi avremo dei familiari colpiti: non si tratta di una preoccupazione teorica”, ha aggiunto.

La Food and Drug Administration (FDA) statunitense (l’agenzia federale per gli alimenti e i farmaci) ha approvato Abrysvo di Pfizer per le donne in gravidanza nell’agosto 2023. Nel settembre 2023, il CDC ha raccomandato di somministrarlo alle donne incinte tra la trentaduesima e la trentaseiesima settimana di gravidanza per proteggere i bambini dalle malattie del tratto respiratorio inferiore associate all’RSV dopo la nascita.

L’American College of Obstetricians and Gynecologists raccomanda anche una singola dose di vaccino anti RSV Pfizer per le donne in gravidanza.

In una lettera al direttore del BMJ lunedì scorso, il dottor Peter Selley, medico generico britannico in pensione, ha dichiarato che i risultati preliminari dei ricercatori dell’Università di Ottawa forniscono “una buona ragione” per cui il comitato consultivo sui vaccini del Regno Unito “non dovrebbe correre… a formulare raccomandazioni su una politica di immunizzazione fino a quando non saranno disponibili ulteriori studi sulla sicurezza”.

Selley ha dichiarato a The Defender che, sebbene lo studio non sia ancora stato sottoposto a peer-review, è stato pubblicato su un server di preprint molto prestigioso, medRxiv. “È un ulteriore indizio del fatto che le nascite pretermine sono un problema”, ha dichiarato.

Il vaccino contro l’RSV viene introdotto nonostante il rischio noto di parto pretermine

I dati degli studi clinici condotti dalla Pfizer per Abrysvo hanno mostrato tassi elevati di nascite pretermine tra le donne vaccinate, ma i tassi più elevati non erano statisticamente significativi, ha dichiarato la Pfizer.

Tuttavia, la FDA ha limitato l’approvazione del vaccino alle donne nella 32-36a settimana di gravidanza per ridurre il rischio e ha imposto studi di follow-up post-vendita sia per il parto pretermine che per l’eclampsia.

L’agenzia ha anche indicato la nascita pretermine come un rischio potenziale associato al vaccino.

La Pfizer ha inoltre osservato un maggior numero di disturbi ipertensivi in gravidanza tra i soggetti che hanno ricevuto il vaccino RSVpreF rispetto a quelli che hanno ricevuto il placebo negli studi su Abrysvo. La casa farmaceutica ha stabilito che il tasso di disturbi non era statisticamente significativo.

Alcuni membri del comitato consultivo sui vaccini dell’FDA hanno dichiarato di nutrire seri dubbi sulla sicurezza in base ai dati degli studi clinici e quattro membri hanno votato contro l’approvazione del farmaco.

GSK ha interrotto lo sviluppo del suo vaccino anti RSV per le donne in gravidanza quando ha riscontrato un segnale di sicurezza per le nascite pretermine tra le donne vaccinate. In quello studio si è verificato un ulteriore parto pretermine per ogni 54 neonati nati da donne che hanno ricevuto il vaccino.

Anche i decessi neonatali, ossia la morte di un neonato nei primi 28 giorni di vita, sono stati più elevati nel gruppo del vaccino GSK: si sono verificati nello 0,4% dei neonati nel gruppo del vaccino (13 su 3.494) e nello 0,2% nel gruppo del placebo (3 su 1.739); anche questo dato non è statisticamente significativo.

Al contrario, non ci sono stati decessi legati all’RSV nello studio GSK, che ha arruolato oltre 10.000 madri e neonati prima di essere interrotto.

Sebbene il vaccino materno anti RSV Pfizer approvato dalla FDA sia bivalente e RSVPreF3-Mat di GSK sia monovalente, “i vaccini sono per il resto simili”, secondo un editoriale del New England Journal of Medicine scritto dalle dottoresse Sonja A. Rasmussen e Denise J. Jamieson.

Le autrici dell’articolo hanno affermato che sarebbero necessari ulteriori dati per sapere se il vaccino è responsabile del segnale di sicurezza. “Non si sa se il segnale di sicurezza nello studio RSVPreF3-Mat sia reale o se si sia verificato per caso”, hanno scritto. E anche se il segnale fosse reale, sostengono le ricercatrici, “è essenziale soppesare questo piccolo rischio rispetto ai comprovati benefici della vaccinazione materna contro l’RSV”.

A marzo, poco prima della pubblicazione dell’editoriale, Jamieson era stata nominata membro del comitato consultivo sui vaccini del CDC.

“Urgono” ulteriori ricerche

Lo studio si aggiunge all’insieme di prove che indicano la presenza di un reale segnale di sicurezza per le nascite pretermine associate ad Abrysvo.

Per realizzare lo studio, i ricercatori hanno estratto tutte le segnalazioni di eventi avversi relativi al vaccino anti RSV dal database VAERS. Hanno ristretto l’ambito dei rapporti estratti alle donne in gravidanza.

Hanno analizzato l’età materna, l’età gestazionale al momento della vaccinazione, l’intervallo di tempo fino alla comparsa dell’evento e gli esiti riportati.

Utilizzando una tecnica statistica di data mining comunemente usata per rilevare i segnali di sicurezza – la rete neurale bayesiana di propagazione della fiducia – hanno calcolato il segnale di sicurezza per gli eventi avversi legati al vaccino RSV.

Gli autori hanno affermato che il punto di forza del loro studio è stato l’analisi del VAERS, che è “un sistema di farmacovigilanza completo, con ampia portata nazionale, capacità di sorveglianza quasi in tempo reale e abilità nel rilevare rari AEFI “, ovvero eventi avversi a seguito di vaccinazione.

Le limitazioni, secondo i ricercatori, derivano da limitazioni intrinseche al database stesso, ovvero il fatto che si basa su dati riferiti dai partecipanti con informazioni sanitarie meno complete e che può avere pregiudizi sia di over-reporting che di underreporting.

Inoltre, in VAERS è più probabile che vengano segnalati eventi temporalmente vicini alla vaccinazione. Selley ha detto che questo potrebbe spiegare perché le nascite pretermine siano avvenute molto vicino alla vaccinazione e perché altri problemi, come le nascite pretermine più tardive o la preeclampsia, non siano apparsi nell’analisi.

Di conseguenza, gli autori dello studio hanno dichiarato di non poter stabilire la causalità e che “urgono ulteriori ricerche”.

Un vaccino contro l’RSV per i bambini?

L’RSV è un virus respiratorio comune che di solito provoca sintomi lievi simili al raffreddore, ma in alcuni casi può portare all’ospedalizzazione e alla morte nei neonati e negli anziani.

Entro i due anni età, il 97% dei bambini è stato infettato dal virus RSV, che conferisce un’immunità parziale, rendendo gli episodi successivi meno gravi.

Ma l’onere della malattia per i neonati può essere grave. Negli Stati Uniti, l’infezione da RSV è la principale causa di ricovero in ospedale per i bambini di età inferiore ai 6 mesi, anche se muore una piccolissima percentuale di bambini affetti dal virus.

Secondo uno studio del CDC che ha analizzato i decessi dovuti all’RSV nei neonati tra il 2009 e il 2021, ci sono stati solo 300 decessi in totale nei bambini di età inferiore a 1 anno, ovvero 25 in media all’anno, ha riferito la dottoressa Meryl Nass.

Il vaccino contro l’RSV non è stato approvato per i neonati, ma l’anno scorso la FDA ha approvato e il CDC ha raccomandato un anticorpo monoclonale prodotto dai giganti farmaceutici Sanofi e AstraZeneca, Beyfortus, per i neonati.

Durante la sperimentazione clinica sono stati segnalati diversi decessi di neonati – 12 in tutto – che l’FDA ha dichiarato essere “non correlati” all’anticorpo.

Il farmaco è stato fortemente promosso per i neonati in tutto il mondo, nonostante la mancanza di prove per molte delle affermazioni di sicurezza ed efficacia fatte dai produttori del farmaco, dalle agenzie di salute pubblica e dalle organizzazioni professionali come il Royal College of Paediatrics and Child Health e l’Association of American Pediatricians.

Inoltre, non sono stati condotti studi a lungo termine su Beyfortus e neonati.

Il mese scorso Pfizer ha annunciato in un comunicato stampa di aver avviato una sperimentazione per valutare il suo vaccino contro l’RSV nei bambini di età compresa tra i 2 e i 18 anni che sono a maggior rischio di malattia da RSV.

Un’analisi del Defender del database VAERS ha evidenziato diversi casi di gravi eventi avversi nei neonati, tra cui la morte di un bambino di 27 giorni a cui era stato somministrato il vaccino per sbaglio.

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