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07-09-2023 News

COVID

Nuovi “Facebook Files” forniscono ulteriori prove del fatto che Biden ha fatto pressioni su Facebook perché censurasse la “Disinformation Dozen”

Dei documenti rilasciati martedì dal deputato repubblicano dell’Ohio Jim Jordan hanno rivelato ulteriori prove che la Casa Bianca ha esercitato pressioni su Facebook affinché censurasse o rimuovesse gli account della “dozzina della disinformazione”, spesso citando direttamente il rapporto del Center for Countering Digital Hate “Disinformation Dozen”, pubblicato nel marzo 2021.

facebook files disinformation dozen feature

I “Facebook Files” pubblicati martedì hanno rivelato ulteriori prove che l’amministrazione Biden ha fatto pressioni su Facebook affinché censurasse gli account individuali inclusi nella cosiddetta “Disinformation Dozen” (Dozzina della disinformazione), una lista di persone che si opponevano alla narrazione COVID-19 del governo e alle politiche vaccinali.

L’On. Jim Jordan (Rep.-Ohio) ha pubblicato i documenti su X, ex Twitter, nell’ambito di un’indagine in corso avviata a febbraio dalla Sottocommissione ristretta sulla weaponization (strumentalizzazione) del governo federale, della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, da lui presieduta.

I documenti pubblicati martedì hanno rivelato che la Casa Bianca ha esercitato pressioni su Facebook affinché censurasse o rimuovesse gli account della “dozzina della disinformazione”, spesso citando direttamente il rapporto del Center for Countering Digital Hate (CCDH, Centro per il contrasto dell’odio digitale) intitolato “Disinformation Dozen”, pubblicato nel marzo 2021.

Il CCDH è un’organizzazione senza scopo di lucro che sostiene di voler fermare “la diffusione dell’odio online e della disinformazione “.

Il rapporto del CCDH esorta le piattaforme di social media ad “agire sui dodici principali no-vax online”, sostenendo che essi sono responsabili del 65% dei “contenuti anti-vaccini che circolano sulle piattaforme di social media”.

Tra le figure elencate nella “dozzina della disinformazione” figurano Robert F. Kennedy Jr., presidente in congedo di Children’s Health Defense (CHD), il Dr. Joseph Mercola e Ty e Charlene Bollinger, fondatori dei siti web The Truth About Vaccines (La verità sui vaccini) e The Truth About Cancer (La verità sul cancro).

Jordan ha twittato che il CCDH ha fino al 29 settembre per rispondere a un mandato di comparizione del Congresso “per determinare il suo ruolo nel regime di censura”.

In precedenza, la sottocommissione “ha richiesto documenti a Facebook e alla Casa Bianca di Biden”.

Il CCDH, precedentemente oggetto di un rilascio di “Twitter Files”, è stato definito un gruppo di “dark money” [finanziamenti oscuri], un’affermazione ripetuta da Kennedy durante la controversa testimonianza davanti alla Sottocommissione per la weaponization [weaponization: letteralmente: trasformazione in arma, NdT] il 20 luglio.

Il giornalista investigativo Paul D. Thacker, che a luglio ha pubblicato i “Twitter Files” sul CCDH, ha dichiarato a The Defender: “Non mi sorprende che i file interni di Facebook scoprano che il Center for Countering Digital Hate di Imran Ahmed si stesse inventando tutto. È esattamente quello che Imran Ahmed ha sempre fatto, prima nel Regno Unito e ora negli Stati Uniti”.

Thacker ha anche detto:

“Ahmed sta conducendo una campagna gestita da progressisti delle grandi aziende. Prima ha attaccato la sinistra britannica per conto del ramo aziendale del Partito Laburista. Ora sta attaccando tutti i nemici percepiti del ramo aziendale del Partito Democratico negli Stati Uniti. Avrò modo di dire di più in una prossima inchiesta”.

Ahmed è amministratore delegato del CCDH e in precedenza era legato al partito laburista del Regno Unito.

La lista della “dozzina della disinformazione … era essa stessa disinformazione”

Jordan ha detto che gli ultimi “Facebook Files”, che provengono da documenti interni di Facebook ottenuti dalla Commissione giudiziaria della Camera e dalla Sottocommissione sulla weaponization, “mostrano che l’amministrazione Biden e degli attivisti stranieri volevano censurare gli americani”.

“Il Center for Countering Digital Hate (CCDH), con sede nel Regno Unito, ha affermato che @RobertKennedyJr e altri 11 sono responsabili del 65% dei contenuti anti-vaccini che circolano sui social media”, ha twittato Jordan. “Ma l’assurda affermazione del CCDH sulla cosiddetta ‘Dozzina della disinformazione’ era essa stessa disinformazione”.

Secondo Jordan, “Facebook sapeva che il numero reale era più vicino allo 0,05%” che al 65%. Facebook sapeva anche che “nonostante stesse attaccando @RobertKennedyJr e gli altri in quanto membri della cosiddetta ‘dozzina della disinformazione’, molti dei loro account erano ‘del tutto benigni'”.

Facebook era apparentemente consapevole del fatto che la maggior parte degli account della “dozzina della disinformazione” in questione “erano solo americani che esprimevano ‘esitazione vaccinale‘, che spesso non è ‘disinformazione’, anche secondo le politiche di Facebook”.

Secondo un estratto di un’e-mail interna di Facebook twittata da Jordan, datata 7 aprile 2021, “C’è un’ipotesi di fondo che tutte queste entità siano cattive… ma anche alcune delle 38 entità della Disinfo Dozen erano completamente benigne”.

Tuttavia, “questo non ha impedito alla Casa Bianca di Biden di ripetere la falsa statistica ogni volta che ne ha avuto l’occasione. Jen Psaki ha ripetuto al Paese la disinformazione del CCDH quasi alla lettera”, ha scritto Jordan, corredando il testo con un link a un video di una conferenza stampa del 15 luglio 2021 in cui erano presenti l’allora addetta stampa della Casa Bianca Jen Psaki e il chirurgo generale Vivek Murthy.

Durante la conferenza, Psaki ha dichiarato che la Casa Bianca era “in contatto regolare con queste piattaforme di social media”, “segnala a Facebook i post problematici che diffondono disinformazione” e “aiuta a diffondere contenuti affidabili”.

“Abbiamo raccomandato/proposto che [Facebook] crei una solida strategia di applicazione”, aggiunse Psaki all’epoca. “Ci sono circa 12 persone che producono il 65% della disinformazione anti-vaccini sulle piattaforme dei social media. Tutti loro rimangono attivi su Facebook, nonostante alcuni siano stati cacciati anche da altre piattaforme”.

Jordan ha scritto che a poche settimane dalla pubblicazione del rapporto “Disinformation Dozen”, “i dipendenti di Facebook stavano preparando una bozza di promemoria per Mark Zuckerberg sulle ‘pressioni della… Casa Bianca‘ per rimuovere la Disinformation Dozen”.

Questo è successo anche se i dipendenti non credevano “di avere attualmente un percorso chiaro per la rimozione”.

Un’altra e-mail interna di Facebook, datata 16 luglio 2021, sembrava esprimere dubbi sull’accuratezza della cifra del “65%” del CCDH, osservando che “se sono fuorvianti o errati, ciò può essere dannoso per i nostri sforzi (e per quelli condivisi)”.

Tuttavia, nello stesso documento si legge: “Sembra che questi dati vengano ora utilizzati per guidare le principali decisioni politiche governative“.

“Per essere chiari, la Casa Bianca di Biden non voleva solo che Facebook censurasse i post della Disinformation Dozen su Facebook. Voleva che fosse censurato TUTTO, su tutte le piattaforme di social media”, ha scritto Jordan.

Questa dichiarazione è stata accompagnata da un video di una dichiarazione di Psaki del 2021, in cui diceva: “Non si dovrebbe essere rimossi da una piattaforma e non da altre”.

Queste richieste contraddicevano la politica di Facebook che, secondo Jordan, “si limitava a ‘disabilitare le piattaforme per la sicurezza dei bambini e per le violazioni di organizzazioni pericolose'”.

‘Facebook ha ricevuto il messaggio in modo forte e chiaro’

Jordan ha dichiarato: “Facebook ha recepito il messaggio in modo forte e chiaro. Subito dopo che Jen Psaki ha ripetuto le false statistiche del CCDH dal podio della Casa Bianca, la leadership di Facebook ha chiesto un aggiornamento al più presto su quanto Facebook stesse censurando la Disinformation Dozen”.

In un’e-mail interna di Facebook del 15 luglio 2021 si legge: “La Casa Bianca ha rilasciato una dichiarazione su questi account e ora la leadership è interessata a conoscerne lo stato”.

Sebbene Facebook stesse censurando la “dozzina della disinformazione” già nel marzo 2021, compresa la rimozione dell”account Instagram di Kennedy, a luglio ha iniziato a “intraprendere azioni aggressive” contro 11 dei 12″, ha scritto Jordan.

Il portavoce di Facebook Kevin McAlister lo ha confermato in una dichiarazione del maggio 2021.

Abbiamo reagito in modo tempestivo e aggressivo alla pandemia di COVID-19, collaborando con gli esperti sanitari per aggiornare la nostra politica sulla disinformazione per colpire le affermazioni dannose sulla COVID-19 e sui vaccini, anche prendendo provvedimenti contro alcuni degli account del rapporto del CCDH”, ha dichiarato McAlister alla NPR [National Public Radio].

Tuttavia, lo stesso rapporto della NPR ammetteva che “Facebook ha anche contestato la metodologia del rapporto del centro, affermando che non era chiaro quali criteri fossero stati applicati dal gruppo nello scegliere l’insieme di post dei social media da esaminare”.

Entro agosto 2021, “Facebook aveva respinto i risultati del rapporto ‘Disinformation Dozen’ e le preoccupazioni della Casa Bianca”, secondo Jordan, perché “non c’è alcuna prova” a sostegno delle sue affermazioni e anche a causa del “piccolo campione utilizzato nell’analisi del CCDH”, che non era “in alcun modo rappresentativo delle centinaia di milioni di messaggi che le persone hanno condiviso sui vaccini anti COVID-19”.

Eppure, “Facebook ha continuato a ‘monitorare’ tutti gli account della cosiddetta Disinformation Dozen, cercando di trovare un modo per censurarne altri”, ha scritto Jordan, anche se “la ‘maggioranza’ degli account in questione non diffondeva disinformazione”.

Secondo un documento interno di Facebook datato 23 luglio 2021, la piattaforma “ha anche segretamente retrocesso gli account affiliati di vari gradi per farli scadere in tempi diversi”, compresi gli account Twitter di Kennedy e CHD.

Nel luglio 2021, Nick Clegg, presidente degli affari globali di Facebook ed ex vice primo ministro del Regno Unito, ha incontrato l’Ufficio del Surgeon General (Chirurgo Generale). Secondo Jordan, “Clegg doveva rispondere all’ufficio del Surgeon General – Facebook ha censurato la Disinformation Dozen per cercare di far fare marcia indietro all’amministrazione Biden?”

“La risposta: Sì, ma ‘nulla sarà persuasivo per quell’equipaggio'”, ha twittato Jordan, facendo riferimento a un documento interno di Facebook del 23 luglio 2021.

La censura di Facebook nei confronti della “Disinformation Dozen” non si è fermata qui, ha detto Jordan.

“Non si può mai soddisfare il regime di censura di Biden. Lo stesso presidente Biden ha contribuito a far sì che la disinformazione del CCDH avesse una ‘forza implacabile permanente'”, ha scritto Jordan, facendo riferimento a un’e-mail interna a Facebook del 26 luglio 2021 di “Policy Comms”.

Jordan ha notato che nell’agosto 2021, “la falsa statistica sulla Disinformation Dozen del CCDH veniva ‘regolarmente citata dalla stampa‘”, come dichiarato in un documento interno di Facebook datato 3 agosto 2021.

Nel rapporto di maggio 2021 della NPR sulla “Dozzina della disinformazione”, per esempio, si dichiarava: “Ora che la campagna di vaccinazione sta raggiungendo una fase critica in cui la maggior parte degli adulti che lo desiderano lo hanno già ricevuto, ma molti altri stanno resistendo, questi 12 influenti utenti dei social media possono avere un impatto notevole sul risultato”.

Secondo la NPR, questo “provoca la domanda: perché le piattaforme di social media hanno iniziato solo di recente a dare un giro di vite alle loro falsità?”

Lo stesso rapporto affermava che “gli attivisti no-vax parlano di censura”, ma “nulla di tutto ciò è vero” e conteneva le osservazioni di John Gregory, vice redattore per la salute della società di “fact-checking” NewsGuard, che collabora con il CCDH per colpire la “disinformazione medica“.

Una nota del redattore che accompagnava il servizio della NPR informava che “Facebook è tra i sostenitori finanziari della NPR”.

Altrove, un articolo di Forbes del 2021 chiedeva a Facebook di “Rimuovere dalla piattaforma la Dozzina della disinformazione“. L’articolo era scritto dal Dr. Steven Salzberg, Bloomberg distinguished professor di ingegneria biomedica, informatica e biostatistica alla Johns Hopkins University.

A luglio, Forbes ha pubblicato un articolo che “verificava la veridicità” delle “affermazioni di Jim Jordan secondo cui Biden avrebbe fatto pressioni su Facebook”.

“Ecco come funziona il regime di censura: gli attivisti stranieri del CCDH forniscono informazioni false alla Casa Bianca di Biden. L’amministrazione Biden usa poi tutto il peso del [governo] federale per costringere Facebook a censurare gli americani, i critici e gli oppositori politici di Biden e la verità”, ha scritto Jordan.

In risposta al thread di Jordan “Facebook Files” su X, Elon Musk, proprietario della piattaforma, ha twittato “Interessante“. A luglio, X Corp. ha citato in giudizio il CCDH, sostenendo che “ha intrapreso una campagna di paura” per dissuadere gli inserzionisti dalla piattaforma, “impegnandosi in una serie di atti illegali progettati per ottenere impropriamente l’accesso a dati protetti di X Corp.”.

In risposta, la MSNBC ha pubblicato un articolo di Ahmed del 1° agosto, sostenendo che il CCDH “era in prima linea nel catalogare e denunciare l’odio che prolifera sulla piattaforma di proprietà di Elon Musk”.

Quali interessi sostengono il CCDH?

A luglio, i “Twitter Files” pubblicati da Thacker hanno mostrato che il CCDH ha collaborato con Twitter per censurare CHD, Kennedy e altri individui inclusi nella lista “Disinformation Dozen”.

Thacker ha dichiarato a The Defender a luglio che il CCDH è “spuntato dal nulla alla fine del 2017 o all’inizio del 2018”, poco dopo l’abbandono di Ahmed del suo precedente ruolo presso il Partito Laburista del Regno Unito. Thacker ha aggiunto di non essere in grado di accertare chi finanzia l’organizzazione, definendo il CCDH come un “gruppo di denaro oscuro”.

Un rapporto pubblicato da GreenMedInfo nel mese di luglio ha fatto luce sui finanziatori del CCDH, tra cui [figurano] la Open Society Foundations e la Ford Foundation. E nonostante Ahmed affermi che il CCDH non ha mai preso soldi governativi, il rapporto ha anche scoperto che almeno due dei suoi finanziatori hanno ricevuto fondi governativi britannici.

Il sito web del CCDH non elenca i membri del suo consiglio di amministrazione. Tuttavia, una versione archiviata del sito web del febbraio 2022 riporta Kirsty McNeill come membro del consiglio di amministrazione. È anche membro del Consiglio britannico del Consiglio europeo delle relazioni estere, finanziato da enti come la Open Society Foundations, le Nazioni Unite e la Bill & Melinda Gates Foundation.

Un altro membro del consiglio di amministrazione del CCDH, Simon Clark, era affiliato al Center for American Progress, che proponeva un “piano completo per i vaccinI anti COVID-19“, comprendente “una massiccia campagna di vaccinazione” che coinvolgeva “esperti di medicina, campioni sportivi, VIP e leader della comunità”, con l’obiettivo di cambiare le opinioni della gente.

Thacker ha dichiarato a The Defender: “Il Congresso deve scoprire quali interessi del Partito Democratico sostengono finanziariamente Ahmed. Si tratta di donatori delle multinazionali o di ricchi finanziatori politici allineati con il partito?”

“Dobbiamo anche vedere se ha legami diretti con Nick Clegg di Facebook. Ahmed era un consulente senior dei parlamentari britannici quando Clegg era vice primo ministro”, ha aggiunto Thacker.

Nel marzo 2022, Murthy, Psaki e altri membri dell’amministrazione Biden hanno minacciato le piattaforme di social media di intraprendere azioni di regolamentazione, tra cui potenziali procedimenti antitrust e la perdita della protezione della responsabilità della Sezione 230 del Communications Decency Act, se non avessero consegnato alla Casa Bianca i dati sulla “disinformazione” COVID-19.

Diverse cause sono attualmente in corso presso i tribunali federali in cui si sostiene che la Casa Bianca e i membri dell’amministrazione Biden abbiano esercitato pressioni sulle piattaforme di social media affinché sopprimessero i discorsi non allineati con le politiche istituzionali COVID-19 e relative ai vaccini, nonché gli utenti che pubblicavano tali contenuti.

Queste cause includono Missouri e altri contro Biden e altri e le cause sulla censura Kennedy e altri contro Biden e altri , che sono state consolidate a luglio e sono pendenti davanti alla Corte d’Appello degli Stati Uniti per il 5° Circuito, e Kennedy contro Google e altri, in cui si sostiene che YouTube abbia censurato i contenuti relativi ai vaccini anti COVID-19 pubblicati da Kennedy.

The Defender pubblica occasionalmente contenuti relativi alla missione no-profit di Children’s Health Defense che riportano il punto di vista del signor Kennedy sulle questioni che CHD e The Defender trattano regolarmente. In conformità con le regole della Commissione elettorale federale, questo contenuto non rappresenta un sostegno al signor Kennedy che è in congedo da CHD e sta cercando di ottenere la candidatura democratica alla presidenza degli Stati Uniti.

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