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05-10-2022 News

COVID

I dati V-safe mostrano che più donne che uomini hanno riportato lesioni dopo la vaccinazione anti COVID

I dati raccolti dall’applicazione V-safe dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie rivelano che le donne e chi ha ricevuto i vaccini anti COVID-19 Moderna e Johnson & Johnson sono stati colpiti in modo sproporzionato da eventi avversi dopo la vaccinazione.

women covid vaccine injuries reported feature

I dati raccolti dall’app V-safe dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC, Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie) rivelano che le donne e le persone che hanno ricevuto i vaccini anti COVID-19 Moderna e Johnson & Johnson (J&J) sono state colpite in modo sproporzionato da eventi avversi dopo la vaccinazione.

I dati sono stati resi pubblici il 3 ottobre dall’organizzazione no-profit Informed Consent Action Network (ICAN), con sede ad Austin, a seguito del successo della sua causa contro il CDC e di un’ordinanza del tribunale che obbliga il CDC a rilasciare i dati.

ICAN ha pubblicato i dati utilizzando uno schema grafico interattivo online e ha reso disponibili al pubblico i dati grezzi, contenenti oltre 144 milioni di righe di dati sanitari.

L’applicazione per smartphone V-safe ha raccolto valutazioni sulla salute post-vaccinazione da circa 10 milioni di persone tra il 14 dicembre 2020 e il 31 luglio 2022.

Del Bigtree, amministratore delegato di ICAN, ha descritto il file di dati come “enorme, gigantesco” e ha sottolineato l’incapacità del CDC di rendere disponibili queste informazioni.

“Il CDC aveva miliardi di dollari per costruire qualcosa di simile”, ha detto. “Loro non l’hanno fatto, così l’abbiamo fatto noi per loro”.

Eventi avversi per i vaccinati con Moderna e J&J sproporzionatamente elevati

Secondo i dati presentati da Statista, degli oltre 610 milioni di vaccini anti COVID-19 somministrati negli Stati Uniti al 7 settembre, il 59,2% (361,3 milioni) erano Pfizer, il 37,6% (229,8 milioni) Moderna e il 3,1% (18,9 milioni) J&J.

Tuttavia, i dati V-safe rivelano che dei 3,35 milioni di persone che hanno segnalato di essere state in qualche modo colpite dai vaccini, il 48,3% aveva ricevuto il vaccino Moderna e il 4,7% il vaccino J&J.

Entrambe le percentuali sono superiori a quelle della popolazione generale che ha ricevuto questi vaccini.

Secondo ICAN, “questi dati riflettono anche una quantità sproporzionata di impatti negativi sulla salute, compresi eventi medici, a seguito del vaccino Moderna rispetto al vaccino Pfizer”.

L’avvocato Aaron Siri, che ha rappresentato l’ICAN nella sua causa contro il CDC, ha sottolineato gli effetti sproporzionati riportati da chi ha ricevuto il vaccino Moderna, dichiarando a Fox News:

“È interessante notare che il vaccino Moderna, anche se sono state somministrate meno dosi, sembra avere un tasso più elevato di effetti avversi“.

Il dottor Madhava Setty, anestesista certificato e redattore scientifico senior di The Defender, ha suggerito che la percentuale sproporzionata di eventi avversi associati al vaccino Moderna potrebbe essere correlata al dosaggio maggiore di Moderna, rispetto a quello della Pfizer.

“La spiegazione più probabile del problema di Moderna è che c’è più mRNA in ogni dose della loro formulazione rispetto a quella della Pfizer”, ha affermato.

Il vaccino anti COVID ha avuto più effetti negativi sulle donne che sugli uomini

I dati V-safe rivelano anche che dei circa 3,35 milioni di utilizzatori di V-safe che hanno segnalato uno o più eventi avversi, un numero significativamente maggiore di donne ha segnalato tali eventi.

Questo include:

  • 1,9 milioni di donne bianche rispetto a circa 700.000 uomini bianchi.
  • Quasi 136.000 donne asiatiche rispetto a circa 81.000 uomini asiatici.
  • Più di 161.000 donne nere o afroamericane rispetto a quasi 47.000 uomini neri o afroamericani.

Secondo ICAN:

“C’è stato anche un numero sproporzionato di eventi negativi segnalati dalle donne rispetto agli uomini.

“Ciò è coerente con quanto emerso dal rapporto iniziale sulla sicurezza post-autorizzazione inviato dalla Pfizer alla Food and Drug Administration statunitense (l’agenzia federale per gli alimenti e i farmaci), un rapporto per ottenere il quale è stato necessario ricorrere alle vie legali, che mostrava in modo analogo un numero sproporzionato di eventi neurologici subiti da donne in seguito alla somministrazione del vaccino anti Covid-19 Pfizer”.

Brian Hooker, responsabile scientifico di Children’s Health Defense, ha dichiarato a The Defender che è probabile che assisteremo a un cambiamento in alcune di queste discrepanze: “Penso che, col tempo, potremmo assistere a un cambiamento… soprattutto negli individui più giovani”.

Ha poi aggiunto:

“Immagino che gli eventi cardiaci negli adolescenti e nei giovani adulti maschi supereranno tutti gli schemi di previsione, visto quanto è stato riportato altrimenti”.

I dati V-safe mostrano anche un numero significativo di segnalazioni di lesioni tra i bambini e gli anziani.

Per esempio, i dati mostrano che sono stati segnalati più di 33.000 sintomi per circa 13.000 bambini di età pari o inferiore ai 2 anni. I sintomi più comunemente riferiti includono irritabilità, perdita di appetito, dolore e insonnia.

“Questi dati sono molto preoccupanti perché i bambini non possono parlare e quindi questi sintomi sono spesso il modo in cui i bambini comunicano che qualcosa non va”, ha dichiarato l’ICAN.

Sebbene i dati, al momento, non forniscano una ripartizione più specifica per età degli utilizzatori di V-safe, a parte il fatto che fossero di età superiore o inferiore ai 3 anni, uno degli eventi avversi più comunemente segnalati era il dolore articolare, che ha colpito 4 milioni dei 10 milioni di utilizzatori di V-safe.

In risposta a questa constatazione, ICAN ha osservato:

“Poiché V-safe ha incluso solo meno del 4% delle persone che hanno ricevuto un vaccino anti COVID-19, è probabile che decine di milioni di americani abbiano avuto una reazione immunitaria al vaccino anti COVID-19 alle articolazioni che ha provocato loro dolore debilitante e potenziali danni a lungo termine”.

Nella sua apparizione su Fox News, Siri ha osservato che “non si tratta solo di 4 milioni. Sono 4 milioni su un gruppo di 10 milioni di persone. Questo rende il numero estremamente alto”.

Commentando il potenziale impatto sugli anziani che hanno ricevuto il vaccino, Siri ha dichiarato:

“Dei 4 milioni di persone che hanno riferito dolori articolari – i dolori articolari sono una reazione immunitaria, qualcosa di cui preoccuparsi dopo la vaccinazione – circa 2 milioni erano moderati – non lievi, ma moderati – e 400.000 [avevano] dolori articolari gravi.

“Si tratta di un’iniezione pensata per aiutare le persone anziane. Sono queste le persone suscettibili alla COVID. Far gonfiare le loro articolazioni, causando potenzialmente problemi a lungo termine, non è una buona idea”.

I dati V-safe mostrano anche:

  • Quasi 71,3 milioni di sintomi sono stati segnalati dai circa 10,2 milioni di utenti di V-safe tra il 14 dicembre 2020 e il 31 luglio 2022.
  • Quasi 4,2 milioni di sintomi sono stati classificati di intensità grave.
  • Più di 3,35 milioni di persone hanno avuto eventi avversi dopo aver la somministrazione del vaccino anti COVID-19.
  • Più di 782.000 persone hanno sofferto di un problema di salute che ha richiesto assistenza medica, un intervento al pronto soccorso e/o un ricovero ospedaliero.
  • Oltre il 25% degli utenti di V-safe ha vissuto un evento che li ha costretti a perdere dei giorni di lavoro o di scuola, o che ha impedito loro di partecipare alle normali attività.

Commentando i dati, Bigtree ha dichiarato all’Epoch Times che essi “rivelano informazioni scioccanti che avrebbero dovuto indurre il CDC a chiudere immediatamente il programma di vaccinazione anti COVID-19”.

Setty ha dichiarato a The Defender che il numero di eventi avversi che hanno richiesto l’intervento di un medico si discosta nettamente dai dati pubblicati dalla sperimentazione del vaccino anti COVID-19 Pfizer e getta dei dubbi sulla sperimentazione.

Ha dichiarato:

“Il 7% è ricorso all’assistenza medica? Si tratta di un’incidenza di SAE [serious adverse events] (eventi avversi gravi) più che decuplicata rispetto alla sperimentazione della Pfizer. Anche se non possiamo confermare che tutti coloro che si sono rivolti a un medico abbiano subito un SAE, ciò indica certamente che i risultati della sperimentazione non sono rappresentativi di ciò che accade nella popolazione generale.

“Ciò è indicativo della mancanza di integrità dei dati e della possibile rimozione del doppio cieco da parte degli investigatori, che conferisce credibilità alle accuse mosse da informatori come Brook Jackson“.

Il CDC ha cercato di nascondere i dati?

Commentando il numero di persone che hanno avuto eventi avversi, Bigtree ha osservato: “Quel numero mi sembra enorme”.

Siri, a sua volta, ha suggerito che i dati di V-safe contraddicono la tesi secondo cui i vaccini anti COVID-19 sarebbero sicuri ed efficaci. Ha dichiarato a Fox News:

“La motivazione principale con cui hanno spinto il vaccino anti COVID è che hanno detto ‘guardate, non tutti saranno gravemente colpiti dalla COVID, ma per molti [il vaccino] eviterà di avere sintomi gravi, di essere ricoverati in ospedale, di perdere giornate di lavoro'”.

“Ora che abbiamo i dati, possiamo vedere che il vaccino ha causato al 25% delle persone che si sono sottoposte all’iniezione, all’interno di questo set di dati di 10 milioni di persone, la perdita di giornate di lavoro ed eventi più o meno gravi che hanno influenzato le loro normali funzioni di vita”.

Siri ha suggerito che l’alta percentuale di eventi avversi per cui è stato necessario l’intervento di un medico è all’origine dei 463 giorni necessari al CDC – e di un’ingiunzione del tribunale – per rilasciare i dati V-safe.

Ha detto:

“Perché ci sono volute numerose richieste legali, molteplici appelli, addirittura due cause legali, prima che il CDC consegnasse finalmente i dati V-safe… che si sarebbero potuti fornire in pochi minuti in qualsiasi momento?

“Forse la risposta è che ora che abbiamo quei dati e li abbiamo esaminati, dei 10 milioni di utenti di V-safe, il 7,7% ha dovuto ricorrere a cure mediche dopo la vaccinazione. Mi sembra una percentuale incredibilmente alta”.

Hooker ha espresso un parere simile:

“Si può capire perché il CDC non abbia voluto rilasciare le informazioni dell’app V-Safe, dato l’alto tasso di eventi avversi gravi.

“Penso che tutto questo debba essere interpretato sottolineando che il CDC ha scelto di nasconderlo fino a quando un giudice federale non gli ha ordinato di fare altrimenti. È chiaro che non si preoccupano della salute delle persone che dovrebbero servire”.

Per Setty, l’ampio ritardo del CDC solleva delle domande. Ha dichiarato:

“Perché c’è bisogno di un’ordinanza del tribunale? Perché ci sono voluti più di 400 giorni? C’era un segnale di sicurezza fin dall’inizio? Se non c’era un segnale, perché non hanno rilasciato i dati un anno fa, mettendoci tutti a tacere?”

I gruppi progettano ulteriori azioni legali per ottenere altri dati V-safe

Secondo l’ICAN, i dati V-safe recentemente rilasciati sono costituiti dalle risposte fornite dagli utenti dell’app a “campi precompilati” e “non includono i dati dei campi che consentivano risposte a testo libero” da parte degli utenti.

Il team legale dell’ICAN “procede nella causa per ottenere quei dati”, esprimendo la convinzione che “senza dubbio in questi campi a testo libero si trovano molte informazioni dettagliate e interessanti”.

Lo studio legale che rappresenta l’ICAN, Siri & Glimstad, ha dichiarato in un comunicato stampa che “procederà nella causa per ottenere i dati inviati dagli utenti di V-safe nei campi a testo libero“.

Secondo Hooker, altri dati non ancora resi noti includono dati più specifici relativi agli eventi avversi ai vaccini. Ha dichiarato a The Defender:

“Sono anche ansioso di vedere la prossima iterazione di dati in cui il CDC rilascia AEs [adverse events](eventi avversi) da vaccino ‘non specificati’.

“V-safe è stato impostato per NON trovare alcun AE specifico (neurologico, cardiaco, ecc.), e invece gli AE specificati sono generici come febbre, debolezza muscolare, affaticamento”.

Per Setty, i dati resi noti finora evidenziano la necessità di una maggiore sorveglianza. “In ogni caso, i risultati di V-safe evidenziano la necessità di una sorveglianza attiva, soprattutto quando si impiega una terapia priva di un profilo di sicurezza a lungo termine”, ha aggiunto.

Secondo l’Epoch Times, il giudice federale che supervisiona il caso, il giudice distrettuale Robert Pitman, ha ordinato alle due parti “di incontrarsi e conferire riguardo a quali altri dati [ICAN] cercherà di ottenere dopo la produzione da parte del CDC”, aggiungendo che “le parti depositeranno poi una relazione congiunta sullo stato di avanzamento” con le loro proposte “per la risoluzione della questione”.

ICAN ha descritto la pubblicazione del primo gruppo di dati V-safe come “una grande vittoria nella lotta, durata quasi due anni, per la trasparenza da parte delle agenzie federali sui reali dati di sicurezza dei vaccini anti COVID-19″.

ICAN ha inoltre annunciato che presenterà una sintesi dei dati V-safe nel suo notiziario settimanale, il 6 ottobre alle 14.00 ora di New York.

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