Un rapporto pubblicato martedì dal Sottocomitato ristretto della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti sulla pandemia da coronavirus presenta le prove di uno sforzo coordinato da parte di funzionari federali, tra cui il dottor Anthony Fauci, per sopprimere l’ipotesi della fuoriuscita dal laboratorio del virus della COVID-19 e promuovere invece la teoria dell'”origine naturale”.
Il rapporto intermedio di 55 pagine si basa su “un’indagine completa” del comitato “sulla soppressione dell’ipotesi della fuoriuscita dal laboratorio operata dai principali funzionari della sanità pubblica americana attraverso la stesura, la pubblicazione e la ricezione critica della famigerata pubblicazione ‘The Proximal Origin of SARS-CoV-2‘ (‘Proximal Origin’)” [L’origine prossimale del SARS-COV-2], su Nature Medicine.
Secondo il rapporto, “un’ampia influenza” da parte dei National Institutes of Health (NIH, Istituti nazionali della salute) e dei cosiddetti “Ragazzi di Bethesda” [dal nome del luogo in cui si trova il quartier generale dell’NIH, vd. sotto, NdT], tra cui Fauci e l’allora direttore dell’NIH Francis Collins, unita a un'”analisi difettosa” caratterizzata da “un’allarmante mancanza di prove”, ha portato alla pubblicazione dell’influente articolo sull'”origine prossimale”.
Il rapporto include messaggi Slack ed e-mail inediti tra i coautori, trascrizioni integrali di interviste con “ogni persona che ha collaborato all’articolo residente negli Stati Uniti” e un’analisi dettagliata dello “sforzo coordinato” per sopprimere la teoria della fuoriuscita dal laboratorio.
Le conclusioni si basano su un esame di 8.000 pagine di documenti, 25 ore di testimonianze e cinque interviste da parte del comitato.
Robert F. Kennedy Jr., fondatore e presidente in congedo di Children’s Health Defense, esplora accuse simili nel suo libro di prossima pubblicazione, “The Wuhan Cover-up: How US Health Officials Conspired with the Chinese Military to Hide the Origins of COVID-19″ (L’insabbiamento di Wuhan: Come i funzionari della salute statunitensi hanno cospirato con le forze armate cinesi per nascondere le origine della COVID-19).
La pubblicazione del rapporto segue la testimonianza fatta martedì davanti al comitato da alcuni dei coautori dell’articolo sull'”Origine prossimale”, tra cui il Dr. Kristian Andersen, professore di immunologia e microbiologia presso lo Scripps Research Institute in California, e il Dr. Robert F. Garry, professore di microbiologia e immunologia presso la Tulane School of Medicine.
Secondo il rapporto, l’articolo “Proximal Origin” è stato usato per “sminuire l’ipotesi della fuoriuscita dal laboratorio” e per etichettare come “complottista” chiunque suggerisse che il virus potesse essere uscito da un laboratorio. Il rapporto indicava che Fauci e Collins erano personalmente coinvolti nell’ideazione, nella stesura e nella pubblicazione dell’articolo.
In effetti, secondo il rapporto, Collins “espresse sgomento” quando l’articolo, nonostante fosse diventato rapidamente uno degli articoli scientifici più citati di tutti i tempi, “non riuscì a stroncare la teoria della fuoriuscita dal laboratorio” – spingendo Fauci a raddoppiare gli sforzi e a citare direttamente l’articolo durante un briefing sulla COVID-19 alla Casa Bianca.
Il rapporto afferma che l’articolo sull'”Origine prossimale” è stato “uno dei documenti scientifici di maggior impatto e influenza della storia”, e che è stato utilizzato per “escludere inequivocabilmente la possibilità che la COVID-19 fosse la conseguenza della fuoriuscita da un laboratorio”, ed è stato citato da altre riviste influenti come The Lancet, per rafforzare ulteriormente la teoria dell'”origine naturale” del virus della COVID-19.
Tuttavia, secondo il rapporto, le “conclusioni espresse nell’articolo sull'”Origine prossimale” non erano basate né su solide conoscenze scientifiche né sui fatti, ma piuttosto su ipotesi”.
“La domanda è perché”, si legge nel rapporto.
In una dichiarazione, il presidente della commissione Brad Wenstrup (Rep.-Ohio) ha affermato:
“I principali funzionari sanitari americani hanno diffamato e soppresso la teoria della fuoriuscita da un laboratorio per perseguire una narrazione preferita e coordinata che non si basava sulla verità o sulla scienza. Il rapporto del Sottocomitato ristretto dimostra che le conclusioni sostenute dai coautori di Proximal Origin non solo sono inaccurate, ma sono state elaborate per soddisfare un dichiarato motivo politico. …
“Sopprimere il discorso scientifico ed etichettare coloro che credono nella possibilità della fuoriuscita da un laboratorio come “complottisti” ha causato un danno irrefutabile alla fiducia del pubblico nei nostri funzionari sanitari. Gli americani meritano di sapere perché l’onestà, la trasparenza e i fatti sono stati abbandonati. Il nostro rapporto è dedicato al raggiungimento di questo obiettivo”.
Nelle osservazioni condivise con The Defender, il Dr. Francis Boyle, esperto di armi biologiche e professore di diritto internazionale presso l’Università dell’Illinois, che ha redatto la Legge anti-terrorismo sulle armi biologiche del 1989, ha dichiarato di aver avvertito i governi e le autorità sanitarie pubbliche nel gennaio 2020 che il virus della COVID-19 era un’arma biologica ingegnerizzata.
“La mia intenzione era quella di allertare tutti i governi del mondo e le autorità sanitarie pubbliche che l’umanità aveva a che fare con un’arma di guerra biologica esistenzialmente pericolosa che doveva essere trattata come tale, e non con un virus animale che in qualche modo era miracolosamente saltato fuori dal mercato di Wuhan.
“Questa propaganda dell’origine dal mercato ha sminuito materialmente i pericoli esistenziali dell’arma di guerra biologica del Coronavirus di Wuhan e ha sostanzialmente interferito con il corretto contenimento, la bonifica e il trattamento di quella [malattia] che è stata poi chiamata COVID-19”.
Boyle ha inoltre affermato che il governo federale ha riconosciuto, nelle comunicazioni con lui, che il virus della COVID-19 era un’arma biologica pericolosa, ma non ha preso provvedimenti. Ha detto:
“Poco dopo aver pubblicato il mio allarme, sono stato informato da uno dei massimi esperti del Pentagono in materia di armi da guerra chimiche e biologiche che la struttura per le armi biologiche di Fort Detrick disponeva di manuali sul contenimento e la bonifica di armi da guerra biologiche che avrebbero dovuto essere applicati al virus della COVID-19.
“I manuali di Fort Detrick sulle armi biologiche avrebbero dovuto essere applicati immediatamente. Non lo sono stati. Di conseguenza, circa 1,5 milioni di americani sono morti come conseguenza diretta della COVID-19”.
‘Fauci aveva molto da perdere’
Secondo il rapporto, lo stesso Fauci era dietro l’articolo sull'”Origine prossimale”, perché voleva confutare la teoria della fuoriuscita dal laboratorio, “per evitare di incolpare la Cina della pandemia di COVID-19″.
Il rapporto cita due possibili motivazioni alla base della stesura dell’articolo sull'”Origine prossimale”. Il primo era di “sminuire la teoria della fuoriuscita dal laboratorio [in quanto] era di interesse delle persone coinvolte nel difendere la Cina e giocare a fare i diplomatici”, mentre il secondo era quello di “diminuire la probabilità che venissero inasprite le regole sui requisiti di biosicurezza dei laboratori”.
“Questa è l’anatomia di un insabbiamento”, si legge nel rapporto.
Secondo il rapporto, il 31 gennaio 2020 Fauci “suggerì” ad Andersen di redigere un articolo su una possibile fuoriuscita da un laboratorio.
Il giorno successivo seguì una teleconferenza a cui parteciparono 11 scienziati, tra cui Fauci, Collins e il Dr. Lawrence Tabak, ora direttore ad interim dell’NIH, dopo la quale “la bozza di ciò che sarebbe diventato “Proximal Origin” fu completata in poche ore”.
Secondo il rapporto, ciò è avvenuto anche se Fauci “era a conoscenza del rapporto monetario tra il National Institute of Allergy and Infectious Disease (NIAID [Istituto nazionale delle allergie e malattie infettive]), i National Institutes of Health (NIH), EcoHealth Alliance, Inc. (EcoHealth) e il Wuhan Institute of Virology (WIV [Istituto di virologia di Wuhan]), nonostante egli abbia affermato il contrario in numerose occasioni”.
Fauci è stato a capo del NIAID fino al suo pensionamento nel dicembre 2022.
Il rapporto afferma che “il NIAID ha collaborato con la EcoHealth per elaborare una politica di sovvenzioni che eludesse la moratoria sulla ricerca sul guadagno di funzione (gain-of-fuction) in vigore all’epoca”, consentendo loro di “condurre e completare esperimenti pericolosi, con pochissima supervisione, presso il WIV che altrimenti sarebbero stati bloccati dalla moratoria”.
Questo è avvenuto anche se “EcoHealth non era in regola con la sovvenzione che forniva i fondi al WIV”, presumibilmente per nascondere un esperimento di guadagno di funzione condotto su un nuovo coronavirus potenzialmente infettivo e letale” presso il WIV, che operava “con tecnici poco addestrati e a un livello di biosicurezza inferiore agli standard” – tutti elementi di cui Fauci era a conoscenza, si legge nel rapporto.
Un messaggio Slack del 2 febbraio 2020 del Dr. Andrew Rambaut, professore di biologia evolutiva presso l’Università di Edimburgo, nel Regno Unito, e uno dei coautori di “Proximal Origin”, è indicativo dei tentativi di “fare i diplomatici”. Rambaut ha scritto:
“Dato il casino che ne seguirebbe se qualcuno accusasse seriamente i cinesi di un rilascio anche solo accidentale, la mia sensazione è che dovremmo dire che, dato che non ci sono prove di un virus specificamente ingegnerizzato, non possiamo distinguere tra evoluzione naturale e fuoriuscita, quindi ci accontentiamo di attribuirlo a un processo naturale”.
Infatti, secondo il rapporto, Fauci non solo era a conoscenza delle carenze del laboratorio di Wuhan, ma anche delle caratteristiche insolite del nuovo virus, “alcune delle quali potrebbero derivare dalla ricerca”.
“Tutti questi fatti dimostrano che, se questo virus è il risultato di un incidente di laboratorio o legato alla ricerca, il dottor Fauci aveva molto da perdere”, si legge nel rapporto.
Fauci “ha esercitato un’influenza indebita” nella stesura del documento sull’origine prossimale
Secondo il rapporto, Fauci, Collins e l’NIH – l’agenzia madre del NIAID – hanno esercitato “un’influenza indebita” sulla stesura e sulla pubblicazione dell’articolo “Proximal Origin”, il quale traeva due conclusioni: 1) il virus della COVID-19 non era “un costrutto di laboratorio o un virus manipolato di proposito”; e 2) nessuno “scenario di laboratorio è plausibile”.
Nel gennaio 2020, il Dr. Jeremy Farrar, allora capo del Wellcome Trust, aveva notato che la sequenza del virus della COVID-19 conteneva “aspetti insoliti” e che all’epoca c’erano “voci” che suggerivano che “il virus sembrava quasi progettato per infettare le cellule umane”.
Tuttavia, secondo il rapporto, “la prima preoccupazione del dottor Farrar non era il benessere del pianeta”, ma piuttosto se il nuovo coronavirus potesse essere collegato alla ricerca sul guadagno di funzione, che Farrar riteneva “in definitiva utile”.
Farrar è ora scienziato capo presso l’Organizzazione Mondiale della Sanità.
Il rapporto afferma che in quel periodo Andersen espresse le proprie preoccupazioni “riguardo alla possibilità che la pandemia di COVID-19 fosse il risultato di una fuoriuscita da un laboratorio e che [il virus] avesse proprietà che potevano essere state geneticamente modificate o ingegnerizzate”.
Andersen “aveva anche trovato un documento scritto dal Dr. Ralph Baric e dalla dott.ssa Zhengli Shi… che sostenevano di aver inserito i siti di scissione della furina nel SARS”. Secondo il rapporto, Farrar ha descritto il documento di Baric/Shi come un “manuale di istruzioni per costruire in laboratorio il coronavirus di Wuhan”.
Baric è epidemiologo, microbiologo e immunologo presso l’Università della Carolina del Nord a Chapel Hill. Shi è direttrice del Centro per le malattie infettive emergenti del WIV.
Per tutto il gennaio 2020 si sono susseguite delle interazioni tra Fauci e Andersen, tra cui diverse telefonate ed e-mail, fino alla teleconferenza del 1° febbraio 2020 per “discutere un percorso da seguire”.
Andersen ha testimoniato al comitato che durante la teleconferenza del 1° febbraio 2020 espresse le sue preoccupazioni sul fatto che il virus della COVID-19 potesse essere stato sviluppato in un laboratorio, aggiungendo che durante la telefonata Fauci “non disse molto di sostanziale”, mentre “Farrar stava chiaramente introducendo e concludendo la riunione. Era una sua decisione”.
“Attraverso le sue indagini, il Sottocomitato ristretto ha appreso che il dottor Fauci e l’NIH esercitarono un’influenza maggiore sulla teleconferenza rispetto a quanto precedentemente rivelato”, si legge nel rapporto, e che alla fine della teleconferenza Fauci “suggerì due volte al dottor Andersen la stesura di un articolo riguardante la possibilità di una fuoriuscita dal laboratorio”.
“Questo suggerimento è stato quello che ‘spinse’ il dottor Andersen a redigere l’Origine prossimale”, con la prima bozza completata “solo poche ore dopo la teleconferenza”.
Tuttavia, il rapporto afferma che, in base alla testimonianza di Andersen, l’obiettivo di questo articolo “non era quello di scoprire l’origine del virus della COVID-19 né di proteggere da future pandemie, ma piuttosto di confutare la teoria della fuoriuscita dal laboratorio” – con l’affermazione di Farrar secondo cui l’intento dell’articolo era quello di servire come “dichiarazione scientifica di riferimento”.
Tali sforzi proseguirono nonostante la mancanza di prove.
Ad esempio, in un’e-mail dell’8 febbraio 2020, Andersen scrisse:
“Il nostro lavoro principale nelle ultime due settimane si è concentrato sul tentativo di confutare qualsiasi tipo di teoria sul laboratorio, ma siamo a un bivio in cui le prove scientifiche non sono abbastanza conclusive da poter dire che abbiamo un’alta fiducia in nessuna delle tre principali teorie considerate”.
E in un’e-mail del 20 febbraio 2020, Andersen scrisse:
“Purtroppo nulla di tutto ciò aiuta a confutare un’origine di laboratorio e la possibilità deve essere considerata come una seria teoria scientifica (che è ciò che facciamo) e non liquidata a priori come un’altra teoria ‘complottista’. Tutti noi vorremmo davvero, davvero tanto poterlo fare (è così che è iniziato tutto), ma sfortunatamente non è possibile visti i dati”.
Durante l’intero processo, si legge nel rapporto, “gli autori di Proximal Origin erano fortemente consapevoli dell’influenza del Dr. Fauci, del Dr. Collins e del Dr. Farrar”, e le bozze dell’articolo furono condivise con i tre funzionari – talvolta indicati nelle e-mail come i “Ragazzi di Bethesda” – in diverse occasioni all’inizio di febbraio 2020.
In effetti, il rapporto afferma che Farrar avrebbe “spinto” per la pubblicazione di “Proximal Origin” su Nature Medicine nel febbraio 2020, mentre Andersen ha testimoniato che Farrar era la “figura paterna” dell’articolo.
Bethesda, nel Maryland, ospita il quartier generale dell’NIH.
L’articolo sull’origine prossimale faceva affidamento a prove “fatalmente errate”
Secondo un comunicato stampa sul rapporto, i coautori dell’articolo “Origine prossimale”, “nell’eseguire la visione del dottor Fauci di un’unica narrazione, distorsero le prove disponibili “, e “i fatti e la scienza su cui si basano le conclusioni di ‘Origine prossimale’ non sono mai stati provati o verificati”.
“Molte delle argomentazioni sostenute dalla pubblicazione soffrono di presupposti imprecisi e di evidenti incongruenze” e sono “fatalmente errate”, si legge nel rapporto.
Il rapporto afferma inoltre che le conclusioni dell’articolo “Proximal Origins” si basavano su tre argomentazioni principali, ma “errate”: “(1) la presenza di una RBD non ottimale e la presenza di tale RBD in altre sequenze virali, in particolare nei pangolini, (2) la presenza di siti di clivaggio della furina in altri coronavirus e (3) il concetto che qualsiasi manipolazione di laboratorio avrebbe utilizzato un backbone virale già pubblicato”.
Le e-mail rivelate nel rapporto mostrano che i coautori sono stati consigliati, forse da Fauci, di “riformulare” l’articolo in modo che “tendesse maggiormente in favore dell’origine naturale”, dati i tre argomenti che l’articolo utilizzava come base di analisi.
Questo nonostante una serie di dichiarazioni di più di un coautore dell’articolo, citate direttamente nel rapporto, che indicavano la loro convinzione e conoscenza all’epoca che “è possibile manipolare un nuovo coronavirus in laboratorio” al fine di sviluppare attributi che lo rendano più infettivo per gli esseri umani.
In una serie di conversazioni Slack tra questi scienziati, rivelate nel rapporto, sono state presentate affermazioni come “è possibile sintetizzare pezzi di geni de novo con perfetta precisione e poi aggiungerli di nuovo senza lasciare traccia” e “i biologi molecolari come me possono generare copie perfette di questi virus senza lasciare traccia”.
Tali caratteristiche, come il sito di clivaggio della furina, sono uniche del virus della COVID-19 tra i coronavirus legati al SARS, afferma il rapporto, dando ulteriore credito alla teoria che il virus sia stato manipolato per essere più infettivo per gli esseri umani.
Ulteriori conversazioni su Slack tra i coautori dell’articolo hanno anche rivelato discussioni che indicavano che avrebbero potuto “creare dal nulla un clone di genetica inversa del CoV” entro una settimana e che gli scienziati avevano “creato un sistema di genetica inversa per il loro virus dei pipistrelli tanto per farlo”.
Tuttavia, altri messaggi su Slack denunciavano l’influenza politica coinvolta nel processo di stesura di “Proximal Origin”. In un messaggio, Andersen diceva: “Anche se odio quando la politica viene iniettata nella scienza – ma è impossibile non farlo, soprattutto date le circostanze”.
‘Origine prossimale’ inizialmente rifiutato – perché non minimizzava abbastanza la fuoriuscita dal laboratorio
Secondo il rapporto, “Proximal Origin” è stato proposto a Nature Medicine il 12 febbraio 2020 e un manoscritto dell’articolo è stato presentato cinque giorni dopo.
Il rapporto afferma che “Proximal Origin” è stato rifiutato da Nature Medicine il 20 febbraio 2020, non per carenze nelle prove su cui si basava, ma “perché non minimizzava a sufficienza la teoria della fuoriuscita dal laboratorio” e perché durante la revisione erano state sollevate preoccupazioni “sul fatto che un pezzo del genere potesse alimentare o smorzare le teorie complottiste”.
Di conseguenza, “i coautori hanno modificato il loro articolo per includere un linguaggio più forte che escludesse inequivocabilmente l’ipotesi della fuoriuscita dal laboratorio per garantire l’approvazione da parte di Nature Medicine”. Il manoscritto rivisto fu presentato il 27 febbraio 2020.
Il rapporto ha rivelato che Garry, uno dei coautori dell’articolo, sembra addirittura aver suggerito i revisori ai redattori della rivista, affermando che “ci sono alcune scelte naturali” per la revisione del manoscritto.
“Questi commenti sollevano serie preoccupazioni di parzialità sia per la revisione di Proximal Origin che per il processo di revisione paritaria in generale”, si legge nel rapporto.
L’indagine proseguirà con la richiesta di interviste a Fauci e Collins
Secondo il rapporto, “indagare su qualsiasi grave insabbiamento della COVID-19 è essenziale per preservare la futura integrità scientifica”.
Data la “portata colossale” e le “conclusioni dubbie” dell’articolo, “è necessario analizzare il processo e la pubblicazione di questo articolo per prevenire la soppressione del discorso scientifico in future pandemie”, si legge ancora nel rapporto.
Il comunicato stampa aggiunge che l’indagine del comitato continuerà, poiché “ci sono ancora richieste in sospeso di interviste trascritte e di documenti del dottor Fauci e del dottor Collins. Il Sottocomitato ristretto darà seguito a queste richieste”.
Per Boyle, tuttavia, è necessaria un’azione più ampia. Ha dichiarato a The Defender:
“Tutti gli scienziati coinvolti in questo insabbiamento delle ‘Origini prossimali’ devono assumersi la loro responsabilità legale per questa tragedia nazionale. Se non fosse stato per il loro insabbiamento, la tragedia delle morti e delle disabilità americane a causa della COVID-19 avrebbe potuto essere sostanzialmente meno grave.
“Tutti gli scienziati coinvolti in questo insabbiamento devono essere incriminati e perseguiti. Il Congresso deve porre fine a tutte le “ricerche” sul guadagno di funzione e imporre sanzioni penali draconiane a tutti gli scienziati che vi si dedicano, fino all’ergastolo”.
“Tutti i laboratori BSL3 e BSL4 [biosafety level 3 and 4 labs] del mondo devono essere immediatamente chiusi per prevenire un’altra pandemia globale che potrebbe essere ancora più letale e più infettiva della COVID-19″, ha detto Boyle, aggiungendo la sua opinione che il virus “è stato prodotto come arma di guerra biologica offensiva con proprietà di guadagno di funzione” a Wuhan e all’Università del North Carolina.
Oltre alla testimonianza di martedì, il comitato ha ascoltato testimonianze di figure come l’ex direttrice dei Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC), dott.ssa Rochelle Walensky, il mese scorso, l’ex direttore del CDC Robert Redfield a marzo, che affermavano che il virus della COVID-19 era ingegnerizzato, ed altri esperti di salute pubblica critici nei confronti della ricerca sul guadagno di funzione nello stesso mese.
A febbraio, il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti ha dichiarato di ritenere che il virus della COVID-19 sia molto probabilmente emerso dal laboratorio di Wuhan, una posizione successivamente adottata pubblicamente dal direttore dell’FBI Christopher Wray. Il mese successivo, il Congresso ha approvato una legge che richiede alle agenzie federali di declassificare i documenti riguardanti le origini del virus della COVID-19.
Il rapporto del comitato giunge mentre un giudice federale della Louisiana si è pronunciato contro l’amministrazione Biden in una causa in corso la scorsa settimana, ordinando ad alcuni funzionari governativi e alle agenzie federali di non comunicare con le piattaforme dei social media dopo aver trovato prove della loro collusione per censurare le narrazioni contrarie a quelle ufficiali riguardo alla COVID-19, compresa la teoria della fuoriuscita dal laboratorio.