Il dottor Emanuel Garcia, un medico neozelandese che ha dichiarato di ritenere di aver perso la licenza medica per aver messo in discussione e parlato apertamente contro la narrazione ufficiale della COVID-19, ritiene che anche la Federation of State Medical Boards (FSMB) abbia avuto un ruolo.
“Abbiamo un disperato bisogno di un’indagine reale e approfondita su questa entità privata che muove i fili in tutto il mondo”, ha dichiarato Garcia a The Defender.
Garcia – psicoanalista e psicoterapeuta che ha conseguito il dottorato di ricerca in medicina presso l’Università della Pennsylvania nel 1986 – è abilitato in psichiatria e neurologia dall’American Board of Psychiatry and Neurology. Vive in Nuova Zelanda dal 2006.
Garcia è stato consulente psichiatra per la sanità pubblica fino alla fine di ottobre 2021, quando si è dimesso dalla sua posizione presso l’Hutt Valley District Health Board (Consiglio della sanità del distretto di Hutt Valley) per non dover sottoporsi alla vaccinazione anti COVID-19, ha dichiarato.
In quello stesso periodo la sua licenza medica doveva essere rinnovata dal Consiglio Medico della Nuova Zelanda.
Garcia ha presentato domanda di rinnovo per mantenere la licenza, ma invece di ricevere un avviso di avvenuto rinnovo dal consiglio medico neozelandese, il 29 ottobre 2021 ha ricevuto una lettera in cui si affermava che il consiglio aveva “preso la risoluzione” di sospenderlo dall’esercizio della professione perché “la condotta del dottor Garcia solleva uno o più interrogativi sull’adeguatezza della sua condotta o sulla sicurezza della sua pratica medica”.
In un’intervista a The Defender, Garcia ha dichiarato:
“A quanto pare, il capo psichiatra del mio ospedale mi ha denunciato al consiglio medico perché ho fatto questi video in cui parlavo dell’immunità naturale, del trattamento precoce, di quanto fosse ridicolo cercare di eliminare un ambiente respiratorio”.
Il Consiglio ha trovato scorretto che Garcia non abbia “aderito” alla dichiarazione guida “Il vaccino anti COVID-19 e la tua responsabilità professionale“, emessa dal consiglio il 6 maggio 2021, e che non abbia “aderito” ad altre dichiarazioni del Consiglio.
Il presidente del Consiglio , Dr. Curtis Walker, ha affermato che non c’è posto per i “messaggi anti-vaccini” nella pratica medica o sui social media.
Nella sua lettera, il Consiglio elencava le lamentele sul comportamento di Garcia, tra cui il fatto che ha scritto una lettera aperta al primo ministro dal titolo: “Un altro disastroso lockdown nazionale,” ha pubblicato video sulla COVID-19 su Voci per la libertà, YouTube e Odysee, e ha espresso opinioni sui social media riguardo la gestione della COVID-19 che non erano in linea con le dichiarazioni del Consiglio.
Garcia ha definito la lettera “una farsa”. Ha detto che nessuna delle cose che ha fatto era “notevole” o “rivoluzionaria”: nella sua mente, stava sottolineando “cose basilari” al pubblico mentre assisteva allo svolgimento della pandemia da COVID-19 e alla risposta del governo neozelandese ad essa.
Garcia non si è opposto alla sospensione perché era “stufo della loro doppiezza” e “voleva uscirne”.
“I miei avvocati mi consigliavano di lottare e di firmare un cosiddetto ‘impegno volontario’ che mi avrebbe imbavagliato”, ha detto.
Se avesse firmato l’impegno volontario, Garcia avrebbe accettato di non dire nulla che fosse in contrasto con le dichiarazioni del Consiglio sulla COVID-19. L’idea era che i medici che firmavano un impegno volontario stavano segnalando al consiglio la loro volontà di “giocare secondo le loro regole” e che il consiglio, quindi, sarebbe stato “più indulgente nell’infliggere punizioni”, come multe o sospensione della licenza medica.
“Ho rifiutato”, ha detto Garcia. “Ho tenuto molti discorsi in parlamento durante le proteste qui in Nuova Zelanda, e ho parlato liberamente – senza vincoli”.
Garcia ha detto di aver scelto di mantenere la sua libertà di parola e di essere riuscito a “sganciarsi completamente” dal Consiglio attraverso l’uso della legge neozelandese (Common Law), o del diritto patrimoniale, per recidere legalmente i suoi legami professionali con il Consiglio.
“In base alle regole e ai principi di equità, ho esercitato il mio diritto di annullare, abrogare e cancellare la mia registrazione presso il Consiglio medico della Nuova Zelanda”, ha dichiarato Garcia.
Subito dopo, Garcia è venuto a conoscenza del collegamento del Consiglio con l’International Association of Medical Regulatory Authorities (IAMRA, Associazione Internazionale delle Autorità di Regolamentazione Medica), che è il braccio internazionale dell’FSMB.
“Il presidente eletto dell’IAMRA, Joan Simeon, è l’amministratore delegato del Consiglio medico della Nuova Zelanda e il segretario dell’IAMRA, il dottor Humayun Chaudhry, è il presidente e amministratore delegato dell’FSMB”, ha dichiarato Garcia.
I medici di tutto il mondo che hanno “fatto delle domande” sono stati attaccati dai rispettivi ordini professionali, e questi ordini professionali “sono tutti sotto l’egida dell’FSMB”, ha detto Garcia.
Garcia ha dichiarato a The Defender:
“Dobbiamo fare qualcosa di diverso. Dobbiamo creare un sistema medico completamente nuovo, fuori dalla morsa di queste matrici gestite dagli ordini dei medici, un sistema che onori i precetti e le pratiche mediche di base piuttosto che seguire procedure algoritmiche create da burocrati.
“C’è l’opportunità di una magnifica rinascita della sanità e NON avverrà all’interno del sistema totalitario esistente, deve venire da noi”.
Il rapporto dell’FSMB prende di mira chi pratica la medicina alternativa
Secondo Garcia, la maggior parte dei medici non ha mai sentito parlare dell’FSMB e non è consapevole della sua influenza. Lui stesso non ne era a conoscenza fino a quando il suo collega, il dottor Bruce Dooley, medico di formazione statunitense che vive anch’egli in Nuova Zelanda, non gliene ha parlato.
Dooley ha recentemente parlato pubblicamente della sua conoscenza dell’FSMB.
In un’intervista “esplosiva” rilasciata il 24 settembre a Liz Gunn di FreeNZ, Dooley ha spiegato che l’FSMB e l’IAMRA sono “enti di beneficenza privati registrati con donatori ‘nascosti e anonimi’ che supervisionano le azioni disciplinari dei medici autorizzati”.
Dooley – che ha studiato al Jefferson Medical College (ora chiamato Sidney Kimmel Medical College) di Filadelfia, ha conseguito un master in immunologia e ricerca sui virus presso la Villanova University ed è abilitato per esericitare la professione medica alle Hawaii, in Florida e in Nuova Zelanda – ha dichiarato che l’FSMB e l’IAMRA prendono di mira in particolare i clinici che lavorano al di fuori del paradigma di Big Pharma, da loro etichettati come “marginali” o “ciarlatani“.
“Non si può permettere che i grandi capitali abbiano la meglio su integrità ed esperienza”, ha dichiarato un portavoce di New Zealand Doctors Speaking Out With Science (Medici della Nuova Zelanda che si esprimono apertamente con la scienza) in un comunicato stampa del 28 settembre riguardo all’intervista concessa da Dooley a Liz Gunn.
Tra la fine degli anni Novanta e l’inizio degli anni Duemila, quando era presidente della sezione della Florida dell’American College for Advancement in Medicine (ACAM), Dooley ha assistito in prima persona all’attacco dell’FSMB ai medici che praticano la medicina complementare e alternativa (CAM).
L’ACAM è un’organizzazione senza fine di lucro dedita alla formazione di medici e altri operatori sanitari sull’applicazione sicura ed efficace della medicina integrativa.
Al ritmo con cui l’ACAM cresceva alla fine degli anni ’90, la “scena medica mondiale” sarebbe diventata una “cosa completamente diversa” se l’FSMB non avesse attaccato i medici integrativi 25 anni fa, ha dichiarato Dooley a The Defender.
“Avevamo 1.200 membri”, ha detto Dooley, e a quel tempo i medici della Nuova Zelanda, dell’Australia e dell’Europa che stavano esplorando la medicina integrativa si univano ad ACAM in gran numero e portavano con sé le loro risorse finanziarie.
“Avevamo un milione di dollari in banca”, ha aggiunto.
In qualità di professionista di spicco della CAM, Dooley ha testimoniato il valore della CAM durante l’amministrazione Clinton per la Commissione della Casa Bianca sulla politica delle medicine complementari e alternative.
In quel periodo, Dooley ha anche indagato sull’FSMB partecipando alle sue riunioni annuali come partecipante pagante alle conferenze. Ha notato come durante le sessioni della conferenza, i leader dell’FSMB incoraggiasero i medici ad attaccare i colleghi che offrivano trattamenti sanitari naturali.
Inoltre, Dooley ottenne un rapporto prodotto dal Comitato speciale sulle frodi sanitarie (in seguito rinominato Comitato speciale sulle pratiche sanitarie discutibili e ingannevoli) che dimostrava che l’FSMB percepiva la CAM e i medici che la praticavano come un “rischio per la salute pubblica”.
Nell’aprile 1997, l’organo direttivo dell’FSMB accettò il rapporto della commissione come politica da implementare.
Il rapporto – che non è più disponibile sul sito web dell’FSMB ma che Dooley ha condiviso con The Defender – bollava le pratiche mediche CAM come pratiche “discutibili” che potevano costituire “frode sanitaria”.
Il rapporto affermava:
“Nell’aprile 1995, il Presidente della Federazione, Dottor Robert E. Porter, MD, ha istituito un comitato speciale sulle frodi sanitarie. La necessità di tale comitato è nata dalla proliferazione negli Stati Uniti di pratiche e promozioni mediche non convenzionali e non basate su prove, alcune delle quali possono essere discutibili e quindi potrebbero rappresentare un rischio per la salute, la sicurezza e il benessere pubblico”.
Ma secondo Dooley, la motivazione della commissione non era di garantire il benessere pubblico, ma di assicurare che Big Pharma continuasse a ricevere denaro. I trattamenti di medicina naturale e integrativa, come la CAM, stavano intaccando i profitti delle aziende farmaceutiche.
Secondo il rapporto della commissione, “si stima che ogni anno negli Stati Uniti si perdano fino a 100 miliardi di dollari a causa di frodi sanitarie”.
I membri del comitato aggiungevano:
“Gli interventi medici che non sono conformi agli standard scientifici prevalenti stanno diventando sempre più popolari.
“Si stima che nel 1990 gli americani abbiano effettuato 425 milioni di visite a fornitori di medicina ‘non convenzionale’, superando il numero di visite a tutti i medici di base degli Stati Uniti, con un costo di circa 13,7 miliardi di dollari”.
Secondo Dooley, le dichiarazioni della commissione sono essenzialmente anticoncorrenziali. “È un’opera talmente anticoncorrenziale”, ha dichiarato a The Defender, aggiungendo:
“Fondamentalmente, la fine dice agli ordini dei medici: “Sentite, dobbiamo fermare questa cosa. Questa roba di medicina discutibile cresce troppo velocemente. Dovete unirvi a noi per combattere questi medici'”.
Ora, 25 anni dopo, Dooley ha detto che l’FSMB sta impiegando una tattica simile contro i medici che condividono ciò che l’FSMB chiama “disinformazione” sulla COVID-19.
Alcuni medici, come Garcia, che hanno messo in discussione la risposta globale alla pandemia da COVID-19 guidata dall’industria farmaceutica, si sono visti sospendere la licenza.
Inoltre, l’FSMB cerca attivamente di influenzare le politiche legali federali e statali, il che suggerisce che l’FSMB possa aver avuto un ruolo diretto nella creazione della nuova legge californiana, firmata la scorsa settimana, che punisce i medici che condividono la “disinformazione” sulla COVID-19 con i loro pazienti.
Il rapporto dell’FSMB, ottenuto da Dooley, dichiara apertamente:
“Attraverso il suo Dipartimento di servizi legislativi e la sua società di relazioni governative, la Federazione monitora le iniziative legislative federali per identificare le proposte che potrebbero avere un impatto sulle commissioni mediche statali.
“Una volta individuate tali misure, la Federazione sviluppa strategie per intervenire e opporsi a misure che potrebbero influire negativamente sugli ordini dei medici statali. Il comitato sostiene e incoraggia la Federazione nei suoi sforzi legislativi per proteggere l’autorità degli ordini dei medici statali di regolamentare la pratica della medicina, sia convenzionale che non convenzionale”.
In effetti, l’attuale sito web dell’FSMB afferma di svolgere un “ruolo cruciale” nel patrocinare politiche federali e statali che “hanno un impatto positivo sulla salute e sulla sicurezza dei pazienti e sul sistema di regolamentazione medica”.
La legge Anti-Trust Sherman potrebbe essere la chiave per smascherare l’FSMB?
Dooley è d’accordo con Garcia sulla necessità di un’indagine completa e trasparente su chi finanzia esattamente l’FSMB.
Un modo efficace per raggiungere questo obiettivo, ha detto, sarebbe se un gruppo di medici che praticano la CAM o che hanno perso la licenza per aver condiviso della “disinformazione” sulla COVID-19 formassero un’azione legale collettiva contro l’FSMB per violazione della Legge Anti-Trust Sherman.
Dooley ha detto di aver comunicato questa idea alla fine degli anni ’90, a uno studio legale che si occupa di class action. “Dopo aver partecipato a due dei loro [dell’FSMB] incontri, ho preso i nastri e tutto ciò che avevano distribuito”.
“Sono piuttosto arroganti e registrano tutto. La gente parla di ‘questo ciarlatano’ e di ‘come arrivare al ciarlatano’ nella tua zona”, ha detto.
Dooley ha dichiarato di aver detto allo studio legale:
“Guardate qui. Questo è anticoncorrenziale. Posso riunire 100 medici che sono stati tutti “malmenati” dai loro ordini dei medici, tutti allo stesso modo. Poi potremo scoprire chi sostiene questo “mostro”.
“Perché è l’unico modo per avere i loro libri”.
Garcia e Dooley partecipano a New Zealand Doctors Speaking Out With Science, un gruppo che ha scritto lettere al governo neozelandese in cui si esprimeva preoccupazione per l’iniezione anti COVID-19 della Pfizer, “nonché per l’implicazione da parte dei nostri organismi di regolamentazione che saremmo stati considerati incompetenti nei nostri compiti se avessimo fornito un consenso pienamente informato su questa procedura”.
Garcia ha dichiarato a The Defender che il dottor Matt Shelton, membro del comitato direttivo di New Zealand Doctors Speaking Out With Science, – medico di base dal 1985 e docente ed esaminatore di medicina integrativa – ha subito due sospensioni della licenza.
The Defender ha contattato Shelton, ma Shelton non è stato in grado di rilasciare un’intervista in tempi utili.
In un comunicato stampa del 28 settembre per l’intervista rilasciata da Dooley a Liz Gunn di FreeNZ, il gruppo New Zealand Doctors Speaking Out With Science ha dichiarato di “essere d’accordo con il giudice Pazaratz della Corte Suprema dell’Ontario”, il quale ha chiesto se “la parola disinformazione sia una parola vera e propria… o se non sia diventata un grossolano strumento di difesa per prevenire di essere esaminati e screditare l’avversario?”
Guarda l’intervista di Dooley con Liz Gunn su FreeNZ qui:
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