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16-05-2024 News

Legale

300 pagine di e-mail non lasciano dubbi: Fauci e l’NIH sapevano da subito delle lesioni e dei decessi in seguito ai vaccini anti COVID

Secondo i documenti ottenuti da Children’s Health Defense, le segnalazioni di lesioni e decessi in seguito a vaccinazioni anti COVID-19 – tra cui una bambina danneggiata dal vaccino Pfizer durante una sperimentazione clinica e un caso fatale di miocardite indotta dal vaccino – sono arrivate ai ricercatori dell’NIH, il Dr. Anthony Fauci e altri nel 2021 e nel 2022.

anthony fauci and covid vaccines

Diverse segnalazioni di eventi avversi da parte di persone danneggiate dai vaccini anti COVID-19 sono arrivate ai ricercatori dei National Institutes of Health (NIH, Istituti nazionali di salute) nel 2021 e nel 2022 – compresa una segnalazione riguardante una bambina lesa dal vaccino Pfizer-BioNTech durante una sperimentazione clinica, secondo i documenti ottenuti da Children’s Health Defense (CHD).

I documenti includono anche rapporti di danneggiati da vaccino con tendenze suicide ed e-mail inviate a funzionari governativi – tra cui il Dr. Anthony Fauci – da un danneggiato da vaccino anti COVID-19 frustrato dalla lentezza con cui il Countermeasures Injury Compensation Board (CICP, Consiglio per il risarcimento delle lesioni dovute a contromisure) rispondeva alle sue richieste di risarcimento per lesioni da vaccino.

All’arrivo delle segnalazioni di lesioni da vaccino, l’agenzia ha consigliato a una persona ferita che non era “prudente” fare una seconda dose.

Alcuni ricercatori citavano una mancanza di conoscenza sulle lesioni da vaccino dovuta alla rapidità con cui erano stati sviluppati [i vaccini].

Le 300 pagine di documenti rilasciati a CHD il 21 aprile contengono email tra l’NIH e le persone che hanno segnalato lesioni da vaccino anti COVID-19. CHD ha richiesto i documenti tramite una richiesta FOIA (acronimo di Freedom of Information Act, Legge sulla libertà di informazione) nel novembre 2022.

Il 12 aprile 2023, CHD ha citato in giudizio l’NIH per ottenere i documenti dopo che l’NIH non aveva risposto alla richiesta.

In un accordo dell’ottobre 2023, l’NIH ha accettato di produrre fino a 7.500 pagine di documenti al ritmo di 300 pagine al mese. I documenti rilasciati questo mese hanno anche rivelato che Fauci e i funzionari della FDA (acronimo di Food and Drug Administration, Agenzia federale per gli alimenti e i farmaci) statunitense erano a conoscenza di gravi eventi avversi al vaccino anti COVID-19 già nel dicembre 2020.

“Non ho alcun dubbio sul fatto che il vaccino abbia causato” le lesioni della bambina

Nelle e-mail inviate ai ricercatori dell’NIH il Dr. Farinaz Safavi, il Dr. Avindra Nath e Amanda Wiebold a partire dal 24 maggio 2021 (pagg. 237-243), i genitori di una bambina danneggiata durante la sperimentazione del vaccino anti COVID-19 Pfizer-BioNTech descrivono nel dettaglio le condizioni della figlia.

I sintomi iniziali comprendevano “forti dolori muscolari e nervosi, sensazioni di scosse elettriche dolorose lungo il collo e la colonna vertebrale che la facevano camminare raggobbita, forti dolori al petto come se le strappassero il cuore”, dolori alle dita dei piedi, febbre e “forti dolori addominali”.

Secondo l’e-mail, i sintomi “persistevano” e se ne sviluppavano di nuovi, tra cui “l’incapacità di deglutire cibo o liquidi”, “cisti dolorose inspiegabili sulla vagina e poi sulla testa”, “pressione sanguigna e frequenza cardiaca irregolari, perdita di memoria, nebbia cerebrale, tic verbali e motori, svenimenti/ crisi epilettiche (più di 10 al giorno), perdita di sensibilità dalla vita in giù, paralisi delle gambe, incapacità di camminare”, acufeni, problemi alla vista e altro.

Queste lesioni hanno portato a nove visite al pronto soccorso e tre ricoveri in ospedale. Secondo l’e-mail, la bambina ha sviluppato una “PTSD medica” a causa di “questa esperienza con i medici, in particolare al Pronto Soccorso e al Pfizer Vaccine Trial, che mettevano in dubbio quello che diceva e la trattavano come una malata di mente”.

“Non ho alcun dubbio sul fatto che il vaccino abbia causato tutto questo”, si legge nell’e-mail.

In una risposta del 25 maggio 2021, Nath dichiarava: “È difficile fare una diagnosi per e-mail”, ma “Abbiamo certamente sentito parlare di molti casi di complicazioni neurologiche in seguito al [sic] vaccino”, offrendosi di parlare con il neurologo della bambina.

Il 26 maggio 2021, i genitori della bambina hanno dichiarato che gli specialisti che avevano consultato avevano “un pregiudizio inconscio” e che “fin dall’inizio” nell’ospedale che ospitava la sperimentazione, “nessuno era disposto a parlare del vaccino come causa scatenante”.

In un’e-mail del 27 maggio 2021, i genitori della bambina hanno aggiunto che i medici della riabilitazione ospedaliera “non erano disposti” a parlare con Nath. “Non sono disposti ad approfondire la questione perché dovrebbero ammettere che il vaccino ha causato la sua reazione”. Ma i documenti non riportano altre risposte da parte di Nath o di altri funzionari dell’NIH.

“Non sarebbe prudente ricevere la seconda dose”

In un’e-mail del 22 gennaio 2021 (pagg. 162-163), un danneggiato da vaccino ha contattato il Dr. Alkis Togias, capo del dipartimento di Allergia, asma e biologia delle vie aeree presso il National Institute of Allergy and Infectious Diseases (Istituto nazionale delle allergie e malattie infettive), dopo essere “finito al pronto soccorso” in seguito a una reazione anafilattica dopo la prima dose del vaccino anti COVID-19 di Pfizer-BioNTech.

“Non ho mai avuto reazioni gravi a nulla, fino all’ultimo anno, quando ne ho avute tre”, ha scritto la persona, chiedendo a Togias se fosse sicuro ricevere la seconda dose.

Nella sua risposta del 23 gennaio 2021, Togias affermava: “Sarebbe molto difficile … offrire un’opinione sul fatto che lei abbia avuto una vera reazione allergica o meno”. “Se quella che ha avuto è stata una vera reazione allergica, non sarebbe prudente ricevere la seconda dose”.

In un’e-mail di follow-up del 24 marzo 2021 (pag. 175), Togias ha ammesso che “non ci sono studi, che io sappia, sappia che abbiano seguito attentamente le persone che hanno avuto una reazione alla prima dose e hanno ricevuto la seconda dose. A causa di questa mancanza di conoscenze, non credo che nessuno possa consigliarLe con grande certezza se procedere con la seconda dose”.

“Se soddisfa i criteri per una reazione allergica grave, come definito nelle linee guida del CDC… non dovrebbe fare la seconda dose”, aggiungeva Togias. Osservava inoltre che “la mancanza di risposte chiare alle Sue domande riflette la nostra mancanza di conoscenza”, che secondo lui “non è sorprendente data la velocità con cui sono usciti questi vaccini”.

In un altro caso, qualcuno contattò Togias il 24 febbraio 2021 (pagg. 289-290), informandolo di “una reazione piuttosto spaventosa” alla prima dose del vaccino anti COVID-19 Moderna “a un’ora dalla somministrazione”.

“È stato un evento spaventoso e sospetto che si sia trattato di un lieve shock anafilattico”, scriveva l’individuo, sottolineando di non aver “mai provato nulla di simile”. La persona chiedeva “consiglio sull’opportunità di fare la seconda dose tra un mese”.

Nella sua risposta del 24 febbraio 2021, Togias scriveva che era difficile dire “se si trattasse di una reazione allergica o meno”, ma ha notato che “sia il vaccino Moderna che quello Pfizer hanno indotto reazioni allergiche” e suggeriva che fare una seconda dose poteva non essere una buona idea.

“La decisione più importante è, ovviamente, se ricevere o meno la seconda dose”, scriveva Togias, raccomandando al paziente di consultare un allergologo e di segnalare la reazione al Vaccine Adverse Event Reporting System (VAERS).

I funzionari dell’NIH hanno dato messaggi contrastanti sul VAERS in altre e-mail. In particolare, in un’e-mail del 24 marzo 2021 (pag. 175), Togias affermava che “il VAERS si basa sull’auto-segnalazione e manca un’enorme quantità di informazioni che sarebbero state molto utili per tutti”.

Tuttavia, in un’e-mail del 13 giugno 2021 (pag. 257), Nath scriveva, in risposta alla domanda se 110 segnalazioni VAERS di mielite trasversa dopo la vaccinazione anti COVID-19 costituissero un segnale di sicurezza, che “l’affidabilità del database VAERS è scarsa, poiché chiunque può inserire le informazioni e potrebbero anche esserci duplicazioni di voci”.

“La mia vita come la conoscevo è finita”

I documenti mostrano anche che dei danneggiati da vaccino avevano contattato i ricercatori dell’NIH prima del gennaio 2021.

In un’e-mail del 25 dicembre 2020 (pagina 167), una persona danneggiata dopo aver ricevuto il vaccino Pfizer-BioNTech ha dichiarato di aver avvertito, nel giro di 30 minuti, “bruciore e formicolio al viso, tensione alla base della lingua, respiro affannoso, battito cardiaco, oppressione toracica e qualcosa di simile a un evento sincopale“. I sintomi, tra cui gonfiore al viso e orticaria, si sono ripresentati il giorno successivo.

“Credo di avere una reazione allergica significativa al vaccino”, scriveva la persona, aggiungendo di essere “molto nervoso per la seconda dose di vaccino”.

Nella sua risposta del 27 dicembre 2020 (pagina 166), Togias affermava di “comprendere l’esitazione della persona [the person’s] nel ricevere la seconda dose” e di essere a conoscenza di tali reazioni ai vaccini Pfizer e Moderna.

L’individuo ha inviato e-mail di follow-up il 29 dicembre 2020 e il 2 gennaio 2021 (pag. 165), riferendo di essere ancora malato, “molto spaventato” e “impaurito”, riportando “tachicardia… oppressione toracica, anoressia” e un parere da parte di un reumatologo e di un immunologo, che ritenevano che stesse avendo “qualche tipo [sic] di reazione immunologica/neurologica”.

In una risposta del 3 gennaio 2021, Togias ha suggerito al paziente di presentare una segnalazione al VAERS, ma nelle risposte del 3 gennaio, l’individuo danneggiato scriveva di aver presentato segnalazioni “al VAERS, a v safe [sic], alla Pfizer più volte ma di non aver avuto risposta da nessuno”.

Senza alcuna risposta da parte di Togias, l’individuo inviò un’e-mail il 10 febbraio 2021 (pag. 164), dicendo di essere “disperato”, “ancora molto malato con sintomi neurologici” e “reso completamente incapace … con gravi parestesie al viso, alla lingua, alla parete toracica, agli arti”, chiedendo a Togias di indicare “chiunque … possa essere in grado di aiutarmi in qualche modo a recuperare”.

Nella sua risposta dell’11 febbraio 2021 (pagina 164), Togias affermava che lesioni simili “sono state segnalate da altre persone; quindi le varie agenzie e le aziende ne sono a conoscenza”, ma che non era “a conoscenza di eventuali ricerche condotte per comprenderne la natura”. Nei documenti rilasciati non compaiono altre risposte.

L’autopsia “conferma” che la morte è stata causata da un richiamo Pfizer

Una persona che ha perso il fratello a causa di una lesione da vaccino ha inviato un’e-mail a Togias il 24 gennaio 2022 (pagine 139 e 184), affermando che l’autopsia “ha confermato che la sua morte è stata causata direttamente dal vaccino di richiamo Pfizer” come risultato di una “grave miocardite“.

“Per favore, dateci delle risposte e indagate per capire perché è successo questo”, scriveva la persona. Ma nella sua risposta del 30 gennaio 2022 (pagina 184), Togias affermava che la miocardite causata dai vaccini anti COVID-19 era “rara” e “più comunemente riscontrata nei giovani maschi”, aggiungendo che la vittima “rientrava nel gruppo molto, molto ristretto di persone che hanno perso la vita” e suggerendo la presentazione di un rapporto al VAERS.

In uno scambio di e-mail con Nath e Safavi (pagg. 9-12) iniziato il 9 gennaio 2022, un individuo danneggiato dichiarava di aver inviato un’e-mail a Safavi nell’aprile 2021 senza ottenere risposta e descriveva lesioni “gravi” subito dopo la somministrazione del vaccino Moderna, tra cui “problemi cardiaci” e “gravi problemi neurologici”.

“Al dodicesimo minuto la mia vita come la conoscevo era finita”, scriveva il paziente (pagina 11). In una risposta dello stesso giorno, Nath scriveva: “Siamo confusi come tutti per queste complicazioni”, mentre in un’e-mail del 10 gennaio 2022 (pagina 9), affermava di non avere “assolutamente alcuna idea di cosa possa causare i Suoi sintomi”.

Ma in una risposta del 10 gennaio 2022, il danneggiato scriveva di trovarsi “nei migliori ospedali di ricerca”, ma che i medici erano “in attesa di indicazioni da parte della FDA e dell’NIH su cosa stia succedendo, dato che non c’è stato alcuno studio di cui siano a conoscenza sul perché questo stia accadendo”.

“Tantissime persone stanno soffrendo e settimanalmente convinco qualcuno a non suicidarsi, persone che hanno le stesse reazioni e non riescono a sopportarlo”, scriveva l’individuo.

Fauci ha ignorato una denuncia della lentezza con cui il CICP trattava le richieste di risarcimento per lesioni da vaccino

Nei documenti di questo mese (pagine 292-300) sono incluse le e-mail di una persona che ha avuto una miocardite dopo aver ricevuto il vaccino anti COVID-19 di Pfizer-BioNTech e che si sentiva frustrata per la lentezza con cui il CICP stava elaborando la sua segnalazione di danno da vaccino.

Secondo le e-mail, il CICP aveva ricevuto la segnalazione di questa persona il 7 settembre 2021 e aveva confermato la ricezione il 20 settembre 2021 (pagina 299), ma affermava: “Il CICP non è in grado di stimare quando potrebbe essere presa una decisione in merito alla sua [sic] richiesta”. Dopo aver ricevuto due e-mail di richiesta di aggiornamento, il CICP ha risposto il 28 settembre 2021 (pagina 297): “Non ci sono nuovi aggiornamenti per la Sua richiesta”.

Il 5 ottobre 2021, però, l’individuo danneggiato ha scritto al CICP: “Sono stanco di aspettare! Il tempo è scaduto!” e ha minacciato di contattare i legislatori. L’individuo ha infine contattato l’On. James McGovern (Dem.-Mass.) – e Fauci, in un’e-mail del 20 ottobre 2021 (pagina 292).

“Mi è venuta una miocardite a causa del vaccino Pfizer [parte resa illeggibile] [redacted] e ho passato 3 giorni in ospedale. Non è stato divertente. È stata un’esperienza terribile. Ora ho delle fatture da pagare”. Questa persona notava che il CICP aveva solo otto persone ad esaminare le richieste di risarcimento, definendolo “semplicemente inaccettabile”.

“Ho contattato il CICP, le organizzazioni giornalistiche e i miei senatori e deputati locali. Non ho ancora sentito nulla”. “Mi piacerebbe avere una risposta dal Dr. Fauci o da chiunque altro dell’NIH”. Ma non è arrivata nessuna risposta.

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