The Defender Children’s Health Defense News and Views
Close menu
Close menu

You must be a CHD Insider to save this article Sign Up

Already an Insider? Log in

29-03-2024 News

Censura/Sorveglianza

‘Terrificante’: critiche alle ordinanze della Corte che impongono a Google di rivelare gli spettatori di YouTube

Degli investigatori federali hanno ordinato a Google di fornire le informazioni personali degli spettatori di specifici video di YouTube, secondo i documenti del tribunale ottenuti da Forbes. Gli esperti di privacy hanno affermato che gli ordini violano i diritti costituzionali e trasformano gli spettatori innocenti in sospetti criminali.

man holding mask with cell phone with google and youtube apps

Degli investigatori federali hanno ordinato a Google di consegnare le informazioni personali di chi guarda specifici video di YouTube, suscitando domande tra gli esperti di privacy sulla costituzionalità di tali richieste.

Gli ordini, ottenuti da Forbes, richiedono a Google di rivelare i nomi, gli indirizzi, i numeri di telefono e le attività degli utenti titolari di account – e gli indirizzi IP, identificatori numerici della posizione su Internet, dei non titolari di account – che hanno guardato determinati video.

I critici hanno affermato che le richieste minacciano di trasformare degli spettatori innocenti di YouTube in sospetti criminali, violando i loro diritti di libertà di parola ai sensi del Primo Emendamento e i diritti relativi alla privacy ai sensi del Quarto Emendamento.

Non è chiaro se Google abbia eseguito gli ordini

In un caso del Kentucky esaminato da Forbes, la polizia sotto copertura ha cercato di identificare la persona che si cela dietro il moniker online “elonmuskwhm”, sospettata di acquistare bitcoin in cambio di contanti in potenziale violazione delle leggi sul riciclaggio di denaro e delle norme che regolano la trasmissione di denaro non autorizzato.

La polizia ha inviato i link ai tutorial di YouTube – che complessivamente hanno ottenuto oltre 30.000 visualizzazioni – sulla mappatura dei droni e sul software di realtà aumentata e ha poi chiesto a Google informazioni su chiunque abbia avuto accesso ai video dal 1° all’8 gennaio 2023.

Il tribunale ha concesso l’ordine, ma i registri del tribunale non rivelano se Google abbia obbedito.

In un altro caso nel New Hampshire, la polizia di Portsmouth ha ricevuto una minaccia relativa a un esplosivo collocato in un cestino pubblico, secondo quanto riportato da Forbes. Dopo aver perlustrato l’area, gli agenti hanno scoperto di essere osservati da un livestream di YouTube associato a un’azienda locale.

Gli investigatori federali ritengono che eventi simili a quello di Portsmouth si siano verificati in tutta la nazione e hanno chiesto a Google di fornire un elenco di account che hanno “visualizzato e/o interagito con” otto livestream di YouTube, tra cui uno pubblicato da Boston and Maine Live con 130.000 abbonati.

Non è chiaro se Google abbia fornito i dati in questo caso.

Matt Bryant, portavoce di Google, ha dichiarato che l’azienda ha “un processo rigoroso progettato in modo da proteggere la privacy e i diritti costituzionali dei nostri utenti, sostenendo al contempo l’importante lavoro delle forze dell’ordine”, secondo Forbes.

Bryant ha detto che Google esamina ogni richiesta per verificarne la validità legale, si oppone a richieste troppo ampie o inappropriate e talvolta si oppone completamente alle richieste.

Google ha recentemente annunciato un aggiornamento che renderà tecnicamente impossibile per l’azienda fornire informazioni in risposta agli ordini di geofence – ordini che richiedono i dati di tutti gli utenti entro una certa distanza da un crimine.

Questa mossa arriva dopo che un tribunale della California ha dichiarato incostituzionale un mandato di geofence che copriva diverse aree densamente popolate di Los Angeles, alimentando la speranza che i tribunali impediscano alla polizia di richiedere tali dati.

YouTube non deve identificare gli utenti “senza un mandato valido”

Secondo l’avvocato ed esperto di privacy digitale Greg Glaser, le piattaforme di social media come YouTube sono spesso considerate parte della sfera pubblica e le forze dell’ordine di solito fanno un buon lavoro nel gestire queste prove.

Tuttavia, Glaser ha sottolineato che le informazioni personali non pubblicate di un utente, come il nome e l’indirizzo associati al suo account YouTube, devono rimanere private.

“Senza un mandato valido, YouTube non dovrebbe rivelare alle autorità i dati personali non pubblicati dei suoi utenti”, ha dichiarato Glaser a The Defender.

Glaser ha suggerito che quando i video ritraggono attività criminali, i mandati saranno prontamente emessi contro i diretti interessati.

Ha inoltre osservato che per reati specifici, come lo sfruttamento pornografico dei bambini, il semplice possesso o la visione di tali video è giustamente considerato un atto criminale.

“Il diritto alla privacy non crea il diritto di svolgere attività criminali o di cospirare con i criminali”, ha affermato.

Nonostante ciò, Glaser ha riconosciuto la necessità di salvaguardarsi da una sorveglianza eccessiva o da uno “spionaggio a tappeto”.

“Alcuni stati hanno implementato delle versioni di un ‘Fourth Amendment Protection Act‘ [Legge di protezione del quarto emendamento]” per affrontare questa problematica, ha detto Glaser. “Queste leggi rispettano il buon lavoro della polizia e la necessità di un mandato anche nell’era della sorveglianza elettronica“, ha dichiarato.

‘Incostituzionale’ e ‘terrificante’

Gli esperti di privacy che hanno parlato con Forbes hanno espresso gravi preoccupazioni sulla costituzionalità degli ordini del tribunale, sostenendo che essi minacciano di annullare le protezioni costituzionali.

Albert Fox Cahn, direttore esecutivo del Surveillance Technology Oversight Project, ha definito gli ordini “incostituzionali” e “terrificanti”, paragonandoli ai controversi mandati di geofence.

“Nessuno dovrebbe temere che la polizia gli bussi alla porta solo per qualcosa proposto dall’algoritmo di YouTube”, ha dichiarato Fox Cahn a Forbes. “Sono inorridito dal fatto che i tribunali lo permettano”.

John Davisson, consulente senior dell’ Electronic Privacy Information Center, ha fatto eco alle preoccupazioni di Fox Cahn, sottolineando che le abitudini di visione online possono rivelare “informazioni profondamente sensibili” sugli individui, come le loro convinzioni politiche, le passioni e le opinioni religiose.

“È giusto aspettarsi che le forze dell’ordine non abbiano accesso a queste informazioni senza una causa probabile”, ha dichiarato Davisson a Forbes. “Questo ordine ribalta questa ipotesi”.

Numerose testate tecnologiche hanno pubblicato l’articolo di Forbes e hanno commentato la controversia.

Engadget ha fatto notare che non è necessario che gli individui si dedichino ad attività illegali perché i loro dati vengano richiesti dalle forze dell’ordine. Queste violazioni della privacy spesso non vengono contestate, a meno che la vittima non intraprenda lunghe battaglie legali, a volte fino alla Corte Suprema degli Stati Uniti, scrive PCWorld.

Reclaim the Net ha definito “estremi” gli sforzi di sorveglianza del governo, sottolineando che smascherare tutti coloro che hanno guardato un determinato video “rende tutti sospetti” senza una causa probabile.

Suggest A Correction

Share Options

Close menu

Republish Article

Please use the HTML above to republish this article. It is pre-formatted to follow our republication guidelines. Among other things, these require that the article not be edited; that the author’s byline is included; and that The Defender is clearly credited as the original source.

Please visit our full guidelines for more information. By republishing this article, you agree to these terms.