Gli scienziati stanno sviluppando un “sistema di allerta precoce” proprietario – basato sulla tecnologia di editing genetico CRISPR – per “individuare e caratterizzare gli agenti patogeni mortali” in Africa “prima che si diffondano in tutto il mondo”, riporta STAT News.
Questo sistema di sorveglianza, denominato Sentinel, è stato lanciato con il finanziamento della Bill & Melinda Gates Foundation e di altri soggetti. Utilizza strumenti digitali per la salute “partecipativa” sviluppati con il finanziamento dell’Agenzia della Difesa per i progetti di ricerca avanza (DARPA, acronimo di Defense Advanced Research Projects Agency) del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.
Gli sviluppatori principali di Sentinel sono la Dott.ssa Pardis Sabeti e il Dr. Christian Happi, che stanno brevettando la tecnologia per metterla in commercio negli Stati Uniti.
Sabeti è una Young Global Leader del World Economic Forum, professoressa di Harvard e direttrice del Sabeti Lab del Broad Institute. Happi è professore di biologia molecolare e genomica presso la Redeemer’s University in Nigeria, professore aggiunto di immunologia e malattie infettive ad Harvard e direttore dell’African Centre of Excellence for Genomics of Infectious Diseases (ACEGID), un istituto di ricerca genomica focalizzato sull’Africa, da lui fondato insieme a Sabeti in Nigeria.
Sentinel mira a utilizzare i test rapidi nei “punti di cura“, ovunque sia possibile somministrare i test, anche in contesti non clinici, in tutta l’Africa rurale per identificare e sequenziare geneticamente gli agenti patogeni. I ricercatori utilizzeranno poi una tecnologia basata sul cloud per condividere queste informazioni nella sfera della sanità pubblica.
I ricercatori della sanità pubblica globale possono quindi tracciare e prevedere le “minacce” e utilizzare queste informazioni per sviluppare rapidamente nuovi strumenti diagnostici e nuovi vaccini – quello che i ricercatori chiamano un “ciclo virtuoso”, secondo un articolo del 2021 pubblicato su Viruses dagli sviluppatori.
Il progetto Sentinel è stato lanciato ufficialmente nel 2020 con il finanziamento dell’Audacious Project di TED, sostenuto dall’ ex moglie di Jeff Bezos, MacKenzie Scott, da Open Philanthropy, dalla Skoll Foundation e dalla Gates Foundation.
Ma la DARPA, i National Institutes of Health (NIH, Istituti nazionali della salute), il Wellcome Trust e altri hanno finanziato lo sviluppo della tecnologia CRISPR che sarà utilizzata dal progetto per individuare le minacce patogene.
In un’intervista con The Defender, il Dr. Francis Boyle, professore di diritto internazionale dell’Università dell’Illinois, esperto di armi biologiche, nonché autore della Legge anti-terrorismo sulle armi biologiche del 1989, ha dichiarato:
“Hanno tutta l’intenzione di usare la biologia sintetica per ricercare, sviluppare e testare armi di guerra biologica. Questa è la motivazione che spinge la DARPA a finanziarlo.
“Si inserisce nel contesto di Predict e del suo successore, anch’esso finanziato dall’USAID [Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale], che è un’organizzazione di facciata per la CIA, per andare in giro per il mondo a trovare ogni malattia esotica, fungo, tossina, virus possibile e riportarli qui per poi trasformarli in armi nei loro laboratori BSL3 [biosicurezza di livello 3] e BSL4″.
Secondo Boyle, il Broad Institute è uno dei principali centri di ricerca sulla biologia sintetica finanziati dalla DARPA.
Happi e Sabeti hanno lanciato ufficialmente Sentinel nell’Africa occidentale un mese prima che l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiarasse la COVID-19 una pandemia. All’inizio di febbraio 2020, lo utilizzavano per distribuire il test rapido COVID-19 e il sequenziamento genomico negli ospedali della Sierra Leone, del Senegal e della Nigeria, prima che fosse fatto negli Stati Uniti, secondo quanto riportato da STAT.
Nel marzo 2020, il laboratorio di Happi ha confermato il primo caso di COVID-19 in Nigeria ed è diventato il primo laboratorio africano a sequenziare il genoma del SARS-CoV-2.
Degli “esperti” hanno dichiarato a STAT che l’Africa è un “punto caldo per le malattie infettive emergenti” perché l’attuale sistema di sorveglianza delle malattie è troppo centralizzato e funziona dall’alto verso il basso.
Happi e Sabeti puntano a cambiare questo stato di cose, rendendo la sorveglianza delle malattie “dal basso verso l’alto”, facendo sì che “gli africani comuni” e gli operatori comunitari in prima linea lavorino come “sentinelle” per sorvegliare i loro amici e le loro comunità alla ricerca di malattie.
Hanno dichiarato che il loro progetto può cambiare il modo in cui funziona la sorveglianza delle malattie a livello globale. “Ognuno nel mondo dovrebbe essere una sentinella, una sentinella non solo per la propria comunità, per il proprio Paese, ma per il mondo intero”, ha detto Happi.
“Delle persone molto ricche hanno capito come diventare estremamente ricche grazie a questo”
Gli sviluppatori hanno dichiarato che il programma Sentinel è necessario perché i virus possono mutare in qualsiasi momento e diventare minacce pandemiche, e questo sistema è progettato per individuarli precocemente.
Sabeti ha descritto il lavoro in un video twittato l’anno scorso da Bill Gates.
.@PardisSabeti sta lavorando per individuare gli agenti patogeni prima e fermare le pandemie sul nascere. pic.twitter.com/g9ejMe3O2B
– Bill Gates (@BillGates) 23 maggio 2022
Sentinel è stato progettato per identificare gli agenti patogeni al livello più localizzato possibile e quindi diffondere le informazioni diagnostiche e genomiche il più rapidamente possibile ai funzionari della sanità pubblica e ai ricercatori che progettano trattamenti, vaccini e nuovi test.
I medici o altri soggetti sono destinati a somministrare test da “punti di cura” che utilizzano la tecnologia di editing genico CRISPR, la quale trasforma gli editor di geni in rilevatori di agenti patogeni attraverso diverse tecniche, alcune delle quali sono ancora in fase di sviluppo.
La prima linea di intervento di Sentinel è lo strumento diagnostico SHINE (acronimo di SHERLOCK and HUDSON Integration to Navigate Epidemics), facilmente somministrabile in qualsiasi luogo. SHINE analizza campioni di sangue o di urina e rivela i risultati su un pezzo di carta senza alcuna apparecchiatura ad alta tecnologia.
Happi ha detto a STAT che somministrare il test è come “fare un test PCR su un foglio di carta” e che è così semplice che sua nonna potrebbe farlo nel suo villaggio.
Ma SHINE – un miglioramento del precedente test Specific High-sensitivity Enzymatic Reporter UnLOCKing, o SHERLOCK, di Sabeti – può analizzare un solo agente patogeno alla volta.
Se questo test non riesce a rilevare nulla, i ricercatori di Sentinel lanciano il loro test di livello successivo, CARMEN (acronimo di Combinatorial Arrayed Reactions for Multiplexed Evaluation of Nucleic acids), che può analizzare fino a 16 agenti patogeni alla volta e deve essere implementato in un ospedale rurale vicino.
La ricerca sulla tecnica CARMEN è stata finanziata da DARPA, NIH e Wellcome e pubblicata su Nature nel 2020.
Se CARMEN fallisce, il campione viene “scalato” a un hub genomico regionale, dove ogni virus presente nel campione, “noto o sconosciuto”, viene sequenziato.
I ricercatori possono utilizzare queste sequenze per realizzare rapidamente nuovi test diagnostici per gli agenti patogeni appena identificati, riporta STAT.
I dati raccolti attraverso Sentinel vengono condivisi tra le cliniche sanitarie e i funzionari della sanità pubblica attraverso applicazioni mobili proprietarie e sistemi di reporting basati su cloud sviluppati da Dimagi, un’azienda tecnologica a scopo di lucro finanziata dalla Fondazione Gates che si rivolge alle comunità a basso reddito, e Fathom, uno sviluppatore di software a scopo di lucro finanziato dai laboratori Sabeti.
Sabeti ha depositato i brevetti per questa tecnologia e ha co-fondato una startup biotecnologica, Sherlock Biosciences, per commercializzare questi test negli Stati Uniti.
Sherlock ha anche ottenuto finanziamenti per l’avvio dalla Fondazione Gates, da Open Philanthropy e da una serie di altre società di venture capital biotech.
Con il finanziamento della DARPA, del Battelle National Biodefense Institute, del Dipartimento di Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, dell’NIH e di altri, i ricercatori del Broad Institute e dell’Università di Princeton hanno anche utilizzato SHINE per creare un test rapido per la COVID-19.
Sabeti è membro del consiglio di amministrazione e azionista della Danaher Corporation, che sviluppa strumenti di ricerca per determinare le cause delle malattie e identifica nuove terapie e test per farmaci e vaccini.
Happi collabora anche con il Pandemic Prevention Institute (Istituto per la prevenzione delle pandemie) della Rockefeller Foundation e con la società di bioingegneria Ginkgo Bioworks per implementare le tecnologie di automazione di Ginko nel suo laboratorio per il sequenziamento dei genomi.
Ma Sabeti ha dichiarato a STAT che la sua vera priorità è fornire alle persone l’accesso ai test. Inoltre, Sabeti fa parte del consiglio di amministrazione di un’organizzazione no-profit che si occuperà di inviare i test prodotti dalla sua nuova azienda a Paesi a basso e medio reddito “a costo zero”.
Il vero contributo di Sentinel, ha detto Sabeti, è la sua attenzione all'”empowerment” [dare forza a chi non ne ha].
Sabeti e Happi stanno attualmente testando sul campo SHINE e CARMEN. Nel frattempo, stanno addestrando scienziati per la sorveglianza genomica e stanno raccogliendo centinaia di migliaia di genomi.
STAT non ha specificato se si tratta di genomi di virus o di persone, ma Boyle ha detto che il test permetterebbe di raccogliere anche i genomi delle popolazioni africane, il che, secondo lui, è una forma di biopirateria.
Tra gli altri collaboratori di rilievo dell’articolo del 2021 di Viruses, che ha contribuito a lanciare pubblicamente Sentinel, c’è il virologo Kristian Andersen dello Scripps Research Institute, coautore dell’ormai famigerato articolo di Nature “Proximal Origins”, utilizzato per promuovere la teoria secondo cui il virus della COVID-19 si sarebbe evoluto in natura. Le comunicazioni private di Andersen hanno poi rivelato che il virologo sospettava che un segmento del genoma del SARS-CoV-2 potesse essere stato ingegnerizzato in laboratorio.
Happi e Andersen hanno collaborato a diversi progetti e pubblicazioni.
Esempi di conflitti di interesse tra i coautori dell’articolo di Virus [sic] includono anche il Dr. Anthony Philippakis, venture partner di Google Ventures; Jonathan Jackson, CEO di Dimagi; e il Dr. Robert Garry, il Dr. Matthew L. Boisen, e il Dr. Luis M. Branco, che lavorano tutti per Zalgen Labs, una “società di biotecnologie che sviluppa contromisure per i virus emergenti”.
Garry è anche coautore dell’articolo “Proximal Origins”.
Zalgen ha un contratto con la Coalition for Epidemic Preparedness Innovations per sviluppare vaccini per la febbre di Lassa, la malattia utilizzata per lo sviluppo del sistema Sentinel.
Tutti loro trarranno profitto dall’eventuale successo di Sentinel.
Il Dr. David Bell, medico di sanità pubblica e consulente biotecnologico in materia di salute globale, ha dichiarato a The Defender che il programma Sentinel riflette un problema più ampio delle priorità della sanità pubblica globale.
“La sanità pubblica è diventata un’industria a scopo di lucro molto, molto redditizia”, ha detto Bell. Di conseguenza, il settore non lavora più per garantire alle persone economie migliori, servizi igienici, nutrizione, accesso ai farmaci di base e ricerca sulle principali malattie infettive endemiche, come la tubercolosi e la malaria.
Al contrario, i fondi per la ricerca vengono invece dirottati sulla “preparazione alle pandemie”, malattie che uccidono relativamente poche persone.
Bell ha detto:
“Siamo arrivati a un punto in cui delle persone molto ricche hanno capito come possono diventare estremamente ricche con questo e hanno abbastanza soldi per controllare completamente l’agenda. Così ora controllano essenzialmente l’agenda della salute globale.
“Quindi non si sente più parlare di igiene e nutrizione perché non è lì che le persone che gestiscono l’agenda possono fare soldi”.
Quello che stanno facendo non è “intrinsecamente malvagio”, ha detto Bell. “La domanda è se sia proporzionato al bisogno o se non sia una diversione di risorse che, in quanto tale, causerà un danno netto. Ed è una domanda di cui la gente non vuole parlare”.
Sabeti, Happi e il Broad Institute sono da anni all’avanguardia nella ricerca sull’emorragia virale in Africa
Sabeti, Happi e il Broad Institute da anni sono anche in prima linea nella ricerca sulle febbri emorragiche virali in Africa, tra cui il virus Lassa e l’Ebola.
Andersen, Garry, Sabeti e Happi fanno tutti parte del consiglio di amministrazione del Consorzio per la febbre emorragica virale (VHFC, acronimo di Viral Hemorrhagic Fever Consortium), fondato nel 2010 con il finanziamento dell’NIH, dell’Istituto nazionale delle allergie e delle malattie infettive (NIAID, acronimo di National Institute of Allergy and Infectious Diseases) e della Tulane University.
Sabeti e Happi hanno iniziato a lavorare insieme nel 2008, studiando il virus che causa la febbre emorragica virale nota come febbre di Lassa, che infetta centinaia di migliaia di persone – la maggior parte delle quali guarisce – e uccide circa 5.000 persone all’anno nel mondo, secondo stime recenti. La febbre di Lassa è considerata una minaccia bioterroristica di categoria A (la più pericolosa).
L’articolo di Viruses fornisce un resoconto del lavoro di Sabeti e Happi sul Lassa. Mappando la variazione genomica umana nell’Africa occidentale, hanno scoperto che il virus Lassa esisteva da mezzo millennio, ma era passato inosservato perché le persone avevano sviluppato una resistenza genetica al virus.
Inoltre, molte persone affette da Lassa venivano diagnosticate in modo errato perché presentavano sintomi non specifici.
Questo lavoro li ha portati a un momento epifanico: “la consapevolezza che in molte parti del mondo siamo in gran parte ciechi sia di fronte alla prevalenza di malattie infettive conosciute che alla comparsa di nuove minacce”, si legge nell’articolo.
Sviluppando strumenti diagnostici migliori per gli operatori sanitari locali, concludeva l’articolo, è possibile individuare le malattie e creare trattamenti e vaccini migliori e strumenti diagnostici ancora più efficaci, “invece di aspettare la prossima epidemia”.
Il virus Lassa è un agente patogeno BSL4, si legge nell’articolo, anche se nell’Africa occidentale viene studiato in una struttura di ricerca senza tale livello di sicurezza.
“Con la crescente globalizzazione e una popolazione umana in continua espansione, la necessità di iniziative di ricerca su larga scala sugli agenti patogeni BSL-4 rimane acuta”, si legge.
“Inoltre, dal momento che esiste un solo laboratorio BSL-4 in tutta la regione dell’Africa occidentale… ancora oggi, le partnership transnazionali sono fondamentali per consentire un’indagine continua sui campioni di agenti patogeni da BSL-4”.
Il loro lavoro sul virus Lassa ha portato i ricercatori a iniziare a sviluppare un modello di sorveglianza più ampio e poi a fondare l’ACEGID presso la Redeemer University con il sostegno di Tulane, dell’NIH e della Banca Mondiale.
Secondo l’articolo, l’ACEGID ha svolto un ruolo fondamentale durante l’epidemia di Ebola del 2014 nell’Africa occidentale, che si è verificata proprio quando l’ACEGID è stato lanciato nel marzo dello stesso anno.
Il team di Happi ha identificato il primo caso di Ebola in Nigeria e ha sequenziato il genoma del virus dell’Ebola nel 2014.
La stampa mainstream ha riportato che l’epidemia di Ebola del 2014, che ha causato 11.000 vittime nell’Africa occidentale, ha avuto origine da un bambino di due anni in Guinea che giocava in un ceppo d’albero infestato da pipistrelli.
Ma U.S. Right to Know ha riferito che prove indipendenti e analisi filogenetiche mettono in dubbio questa narrazione.
Chernoh Bah, storico e giornalista indipendente della Sierra Leone, ha segnalato gli errori nella narrazione generalmente accettata, da lui individuati attraverso delle interviste.
La ricerca del giornalista investigativo Sam Husseini e del virologo Jonathan Latham, si è basata sulle ricerche di Bah e ha evidenziato una fuoriuscita da un laboratorio di ricerca a Kenema in Sierra Leone, finanziato dal governo statunitense, dove il VHFC stava conducendo ricerche su Ebola e Lassa.
Boyle ha fatto lo stesso ragionamento anche nel 2014.
In un articolo firmato da Sabeti, Happi, Andersen e decine di altre persone, pubblicato su Science, si sosteneva che l’epidemia di Ebola abbia avuto un’origine zoonotica in Africa centrale.
Il laboratorio di Happi ha anche sequenziato il virus Lassa in un’epidemia del 2018.
Secondo un articolo pubblicato su Nature, il sequenziamento di Happi ha anche fornito la prova che l’epidemia di Lassa aveva un’origine zoonotica, piuttosto che una mutazione che rendeva la malattia più trasmissibile.
Secondo l’articolo di Viruses, il successo dell’ACEGID nell’affrontare la crisi dell’Ebola, insieme al suo lavoro sul virus Lassa, ha posto le basi per Sentinel, lanciato solo pochi mesi prima della pandemia di COVID-19.
Alla luce di questa storia, Boyle ha detto:
“Non mi fiderei di niente di quello che fa Sabeti. E sarei molto scettico su qualsiasi affermazione che viene fatta [riguardo a Sentinel] , visto il coinvolgimento della DARPA, il coinvolgimento di Broad e il precedente coinvolgimento di Broad in quel laboratorio di Kenema con l’epidemia di Ebola”.