U.S. Right to Know (USRTK), un gruppo investigativo senza scopo di lucro che si occupa di salute pubblica, lunedì ha citato in giudizio il Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (DOE, acronimo di Department of Energy) e l’ Ente nazionale per la sicurezza nucleare (NNSA, acronimo di National Nuclear Security Administration) – una agenzia semi-autonoma all’interno del DOE – per non aver risposto alle richieste di documenti chiave relativi alle origini della pandemia di COVID-19.
Il 26 febbraio il DOE – che sovrintende a una rete di 17 laboratori statunitensi, tra cui dei laboratori di biologia avanzata – ha pubblicato un rapporto aggiornato in cui si conclude che il virus della COVID-19 ha molto probabilmente avuto origine da un incidente di laboratorio legato alla ricerca in Cina.
.@NYTimes ora promuove la mia “pericolosa teoria complottista” secondo la quale la covid sarebbe nata in un laboratorio cinese. https://t.co/BP6siLWxDa
– Robert F. Kennedy Jr (@RobertKennedyJr) 27 febbraio 2023
Due giorni dopo, l’USRTK ha presentato una richiesta al DOE e all’NNSA in base al Freedom of Information Act (FOIA. Legge per la libertà di informazione), chiedendo che i documenti chiave relativi al rapporto dell’agenzia fossero resi pubblici.
Non rispondendo alla richiesta dell’USRTK del 28 febbraio, entrambe le agenzie avrebbero violato le disposizioni della FOIA secondo l’USRTK, che nella denuncia sostiene:
“Pur riconoscendo di aver ricevuto la richiesta del Querelante, gli Imputati non hanno agito in alcun modo per rispondere a tale richiesta e non hanno emesso una ‘determinazione’ tempestiva o legittima in merito alla richiesta”.
L’USRTK ha dichiarato che i documenti richiesti sono “di grande interesse pubblico” e “centrali per una questione di deliberazioni politiche e legali attuali e tempestive”.
Il fatto che il DOE e l’NNSA non abbiano risposto “in alcun modo significativo… nonostante siano passati circa due mesi” dalla richiesta dell’USRTK non ha lasciato al gruppo “altra scelta” che fare causa alle due agenzie, ha dichiarato il gruppo.
L’USRTK ha chiesto alla corte di “obbligare” le agenzie a “cercare e a rilasciare i documenti” relativi alla richiesta FOIA presentata dal gruppo il 28 febbraio, e di “fornire un indice di qualsiasi materiale dichiarato esente ai fini di un ulteriore esame giudiziario”.
La nuova causa, depositata presso il Tribunale distrettuale degli Stati Uniti per il Distretto del Nuovo Messico, fa parte degli sforzi continui dell’USRTK per scoprire quanto è conosciuto sulle origini della COVID-19 e sui rischi della ricerca “gain-of-function” (o guadagno di funzione) che mira ad “aumentare l’infettività o la letalità di potenziali patogeni pandemici”.
Il gruppo ha presentato più di 90 richieste di documenti pubblici statali, federali e internazionali per ottenere informazioni sulle “origini del SARS-CoV-2 e sui rischi dei laboratori di biosicurezza e della ricerca “gain-of-function””.
Un rapporto del Senato pubblicato il 18 aprile ha concluso che il virus della COVID-19 è probabilmente il risultato di una fuoriuscita accidentale in un laboratorio di Wuhan, in Cina.
Il mese scorso il dottor Robert Redfield, ex direttore dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), ha dichiarato di non avere “alcun dubbio” che i National Institutes of Health (NIH, Istituti nazionali della salute) e il dottor Anthony Fauci abbiano finanziato la ricerca gain-of-function che ha probabilmente portato alla creazione del virus della COVID-19 e alla sua successiva fuoriuscita.
Redfield ha fatto questa dichiarazione durante la prima udienza formale della Sottocommissione ristretta sulla pandemia da coronavirus.
Il direttore dell’FBI Christopher Wray ha confermato il 1° marzo che l’FBI ritiene da tempo che il virus della COVID-19 provenga da un laboratorio del governo cinese.