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14-08-2023 News

COVID

Famiglie di vittime COVID citano in giudizio EcoHealth Alliance sostenendo che la ricerca gain-of-function ha causato “rischi indebiti” e “danni”

Le famiglie di quattro persone morte di COVID-19 ed una persona lesa dal virus hanno citato in giudizio EcoHealth Alliance e il presidente dell’organizzazione internazionale senza scopo di lucro, Peter Daszak, e una schiera di funzionari governativi ed eletti, ospedali, personale militare e altri.

Le famiglie di quattro persone morte di COVID-19 ed una persona lesa dal virus hanno citato in giudizio EcoHealth Alliance e il presidente dell’organizzazione internazionale senza scopo di lucro, Peter Daszak, e una schiera di funzionari governativi ed eletti, ospedali, personale militare e altri.

Secondo una causa depositata il 2 agosto presso la Corte Suprema dello Stato di New York, gli imputati avrebbero esposto i querelanti a “rischi indebiti e danni effettivi” – “sia accidentali che intenzionali” – contribuendo a finanziare e condurre ricerche gain-of-function (GOF, guadagno di funzione), a creare e rilasciare il virus della COVID-19 e a cospirare “per coprire” queste azioni.

Patricia Finn, avvocato delle vittime, ha dichiarato al New York Post:

“Se avessimo conosciuto la fonte o l’origine di questo virus e non ci fosse stato detto che proveniva da un pangolino in un mercato umido, e se invece avessimo saputo che si trattava di un virus geneticamente manipolato e che gli scienziati coinvolti lo stavano nascondendo ai nostri clienti, l’esito sarebbe stato molto diverso”.

I querelanti sostengono che gli imputati “sapevano che i coronavirus erano pericolosi e in grado di causare una pandemia mondiale nella popolazione umana” e che la sindrome respiratoria acuta grave (SARS, acronimo di severe acute respiratory syndrome) – SARS-CoV-2 (COVID-19) – era una malattia facilmente trasmissibile, trasmessa per via aerea e in grado di diffondersi attraverso goccioline di saliva in modo simile al raffreddore e all’influenza.

Quattro dei querelanti, citati qui di seguito, lamentano la morte ingiusta di un membro della famiglia, ciascuno dei quali “è deceduto come conseguenza diretta e prossima delle complicazioni mediche” causate da un’infezione di COVID-19.

  • Jenny Golden, figlia di Mary Conroy, è morta nell’agosto 2021.
  • Monique Adams, figlia di Emma D. Holley, è morta nell’agosto 2021.
  • Traci Osuna, moglie di Raul Osuna, è morta nel settembre 2021.
  • Melissa Carr, moglie di Larry W. Carr, è morta nell’agosto 2021.

La richiesta di risarcimento dell’attore Paul Rinker è per lesioni personali. A Rinker è stata diagnosticata la COVID-19 nel 2021, è stato ricoverato e messo in terapia intensiva.

Secondo la denuncia, molte delle mancanze degli imputati sono documentate nel rapporto di gennaio dell’ispettore generale Christi Grimm, “Gli Istituti nazionali della salute ed EcoHealth Alliance non hanno monitorato in modo efficace le sovvenzioni e i subappalti, dando luogo a mancate opportunità di controllare la ricerca e altre mancanze”.

L’Ufficio dell’ispettore generale degli Stati Uniti (OIG, acronimo di Office of the Inspector General) ha riscontrato che l’NIH ed EcoHealth non hanno rispettato a sufficienza le procedure, il che ha limitato la loro capacità di “monitorare in modo efficace le sovvenzioni federali e i subappalti per comprendere la natura della ricerca condotta, identificare potenziali aree problematiche e adottare misure correttive”.

Il rapporto ha rilevato che l’NIH non ha segnalato la ricerca al Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti per una “revisione esterna per potenziali patogeni pandemici potenziati (ePPP, acronimo di enhanced potential pandemic pathogens)”, in quanto l'[NIH] ha stabilito che la ricerca non comportava e non si poteva ragionevolmente prevevere che comportasse la creazione, l’uso o il trasferimento di un ePPP”.

L’OIG ha concluso che:

“L’NIH ha perso l’opportunità di monitorare più efficacemente la ricerca. Con una migliore supervisione, l’NIH avrebbe potuto adottare azioni correttive più tempestive per mitigare i rischi intrinseci a questo tipo di ricerca”.

Nel 2014, EcoHealth ha ricevuto i primi 666.442 dollari di una sovvenzione di 4,3 milioni di dollari dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases [Istituto nazionale delle allergie e delle malattie infettive] – sotto l’allora direttore Anthony Fauci – per studiare il rischio di comparsa di coronavirus dei pipistrelli e il potenziale di epidemie nelle popolazioni umane.

La ricerca comprendeva la manipolazione genetica dei coronavirus per renderli più infettivi per gli esseri umani.

Le e-mail hanno rivelato che l’NIH ha colluso con EcoHealth per aggirare le restrizioni federali sulla ricerca GOF ed evitare la supervisione. Almeno due funzionari dell’NIH hanno espresso il timore che l’esperimento potesse rientrare nella categoria di esperimenti GOF vietati da una moratoria federale del 2014.

Secondo The Intercept, Daszak ha dichiarato in alcune e-mail che il WIV1, il capostipite dei virus chimerici simili alla SARS, “non ha mai dimostrato di infettare gli esseri umani o di causare malattie umane”. Tuttavia, tre mesi prima, nel marzo 2016, il collaboratore di Daszak, Ralph Baric, aveva pubblicato un articolo che dimostrava che il WIV1 aveva effettivamente la capacità di infettare gli esseri umani e rappresentava una minaccia per la popolazione umana.

Nell’aprile 2020, sotto l’amministrazione Trump, l’NIH aveva interrotto la sovvenzione di EcoHealth per il timore che l’organizzazione avesse violato i termini della sovvenzione, utilizzando il denaro dei contribuenti statunitensi per finanziare la ricerca GOF presso il laboratorio di Wuhan.

A maggio, l’NIH ha ripristinato la sovvenzione concessa a EcoHealth per studiare il rischio di salto di specie dei coronavirus dei pipistrelli.

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