The Defender Children’s Health Defense News and Views
Close menu
Close menu

You must be a CHD Insider to save this article Sign Up

Already an Insider? Log in

06-06-2023 News

Censura/Sorveglianza

“Condanna a morte per milioni di persone”: L’OMS e l’UE lanciano una nuova iniziativa per il passaporto vaccinale globale

L’esperto di tecnologia Michael Rectenwald ha dichiarato a The Defender che, sebbene sia presentato come un modo per preservare la libertà, un sistema di passaporti digitali “significa limitazioni al movimento e alla vita per i non vaccinati e vaccinazioni forzate per partecipare alla vita”.

who eu global vaccine passport feature

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e la Commissione Europea – il ramo esecutivo dell’Unione Europea (UE) – hanno lanciato lunedì una “partnership di riferimento per la salute digitale” che segna l’inizio della Rete Globale di Certificazione della Salute Digitale dell’OMS (GDHCN, acronimo di Global Digital Health Certification Network) per promuovere un passaporto vaccinale digitale interoperabile a livello globale.

A partire da questo mese, l’OMS adotterà il sistema di certificazione digitale dell’UE COVID-19 “per stabilire un sistema globale che aiuterà a facilitare la mobilità globale e a proteggere i cittadini di tutto il mondo dalle minacce sanitarie attuali e future, comprese le pandemie”, secondo quanto annunciato lunedì dall’OMS e dalla Commissione Europea.

L’OMS e la Commissione Europea sostengono che l’iniziativa GDHCN, in cantiere dal 2021, “svilupperà un’ampia gamma di prodotti digitali per garantire una salute migliore per tutti”.

Le organizzazioni hanno dichiarato che l’OMS non raccoglierà i dati personali degli individui attraverso questi passaporti digitali – affermando che tale raccolta di dati “continuerà a essere di dominio esclusivo dei governi”.

Il Direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus ha lodato il nuovo accordo:

“Prendendo spunto dalla rete di certificazione digitale di grande successo dell’UE, l’OMS intende offrire a tutti gli Stati membri dell’OMS l’accesso a uno strumento di salute digitale open-source, basato sui principi di equità, innovazione, trasparenza e protezione dei dati e della privacy.

“I nuovi prodotti sanitari digitali in fase di sviluppo mirano ad aiutare le persone di tutto il mondo a ricevere servizi sanitari di qualità in modo rapido e più efficace”.

Tuttavia, gli esperti che hanno parlato con The Defender hanno detto che le ramificazioni di un tale sistema sollevano preoccupazioni per la libertà umana e la libertà di movimento.

Il giornalista indipendente James Roguski ha dichiarato a The Defender che l’OMS non aspetta una conclusione positiva di questi negoziati per rendere operative iniziative come il passaporto vaccinale digitale globale. Ha detto:

“L’annuncio dell’OMS e della Commissione europea sul lancio della loro partnership per la salute digitale non è stato certo una sorpresa. Più di un mese fa, l’OMS ha pubblicato in sordina che stava lavorando per “rendere operative” le stesse cose che erano in corso di “negoziazione”.

“Questo è solo un esempio che dimostra chiaramente che i segretissimi ‘negoziati’ relativi al Regolamento sanitario internazionale (RSI) sono una farsa”.

Il Dr. Michael Rectenwald, autore di “Google Archipelago: The Digital Gulag and the Simulation of Freedom” (Arcipelago Google: Il gulag digitale e la simulazione della libertà), ha dichiarato a The Defender che, sebbene sia presentato come un modo per preservare la libertà, un sistema di passaporti digitali “significa restrizioni al movimento e alla vita per i non vaccinati e vaccinazioni forzate per partecipare alla vita”.

L’annuncio della collaborazione tra l’OMS e la Commissione europea è arrivato pochi giorni dopo la conclusione dell’Assemblea mondiale della sanità (AMS) dell’OMS.

Sebbene il trattato sulle pandemie e gli emendamenti all’RSI non siano stati finalizzati durante la riunione di quest’anno, i funzionari di alto livello dell’OMS hanno messo in guardia dal rischio di una futura pandemia e dalla diffusione di una “Malattia X” mortale e hanno espresso la necessità di “limitare le libertà personali” durante una futura emergenza sanitaria.

L’UE è stata una forte sostenitrice dei passaporti vaccinali digitali, lanciati per la prima volta per i suoi Stati membri alla fine del 2020 – in concomitanza con l’introduzione dei vaccini anti COVID-19 – con il nome di “Green Pass” [nome ufficiale: Certificato COVID digitale dell’UE, NdT]. L’esperienza dell’Unione europea con i passaporti digitali è menzionata nell’annuncio di lunedì, in cui si legge che:

“Uno degli elementi chiave del lavoro dell’Unione Europea contro la pandemia di COVID-19 sono stati i certificati COVID-19 digitali. Per facilitare la libera circolazione all’interno dei suoi confini, l’UE ha rapidamente istituito dei certificati COVID-19 interoperabili.

“Basato su tecnologie e standard open-source, il sistema ha permesso di connettersi anche a Paesi non appartenenti all’UE che emettono certificati… diventando la soluzione più diffusa in tutto il mondo”.

Roguski ha dichiarato a The Defender che l’UE è stata tra i più forti sostenitori dei passaporti vaccinali durante i negoziati in corso per il “trattato sulle pandemie” dell’OMS e gli emendamenti all’RSI.

“Vogliono davvero il certificato sanitario digitale globale”, aveva dichiarato Roguski a The Defender a marzo. “In primo luogo, questo viene dall’Unione Europea”.

“Passaporti pandemici: una condanna a morte per milioni di persone”

Secondo Roguski, l’UE, durante i negoziati per le modifiche all’RSI, ha avanzato proposte che cercano di “normalizzare” l’attuazione di un certificato sanitario digitale globale”.

La Repubblica Ceca ha proposto dei Passenger Locator Forms (moduli di localizzazione dei passeggeri) “contenenti informazioni sulla destinazione del viaggiatore”, preferibilmente in formato digitale, allo scopo di rintracciare i contatti.

Ha inoltre proposto che l’Assemblea sanitaria dell’OMS “possa adottare, in collaborazione con l’Organizzazione Internazionale dell’Aviazione Civile [ICAO, acronimo di International Civil Aviation Organization] [ICAO] … e altre organizzazioni competenti, i requisiti che i documenti in formato digitale o cartaceo devono soddisfare per quanto riguarda l’interoperabilità delle piattaforme informatiche, i requisiti tecnici dei documenti sanitari, nonché le garanzie per ridurre il rischio di abuso e falsificazione.”

L’OMS annovera l’ICAO tra gli “stakeholder” riconosciuti ufficialmente.

La Repubblica Ceca e l’UE hanno proposto una documentazione non solo per le vaccinazioni, ma anche “certificati di test e certificati di guarigione” nei casi “in cui non sia ancora disponibile un vaccino o una profilassi per una malattia per la quale è stata dichiarata un’emergenza sanitaria di portata internazionale“.

I piani per la GDHCN dell’OMS sono in cantiere almeno dall’agosto 2021, quando l’OMS ha pubblicato un documento intitolato “Documentazione digitale dei certificati COVID-19: stato vaccinale: specifiche tecniche e linee guida per l’implementazione, 27 agosto 2021″.

Il quadro GDHCN è stato inserito nell’agenda dell’AMS di quest’anno, che recita:

“Il Segretariato ha sviluppato delle linee guida SMART (Standards-based, Machine-readable, Adaptive, Requirements-based, and Testable, cioè basate su standard, leggibili da macchine, adattabili, basate su requisiti e testabili) sulla documentazione digitale dei certificati COVID-19, che comprendono raccomandazioni sui dati, sulla funzionalità digitale, sull’etica e sull’architettura fiduciaria necessarie per garantire l’interoperabilità dei registri di immunizzazione e sanitari a livello globale.”

L’OMS ha inoltre annunciato il completamento di uno “studio di fattibilità tecnica per la creazione di una rete fiduciaria federata globale, che ha testato la capacità di interoperare i contenuti sanitari e le reti fiduciarie tra gli sforzi regionali esistenti”.

I funzionari dell’UE si sono spesso autocomplimentati per il lancio del “Green Pass” del blocco, sottolineando come la privacy delle persone sarebbe protetta nell’applicazione. L’introduzione del “Green Pass” è stata accompagnata da dichiarazioni della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, in cui invitava a “discutere” di vaccinazioni obbligatorie nell’UE.

Una delle priorità dichiarate dall’UE nell’ambito del piano quinquennale 2019-2024 è la creazione di una “identità digitale per tutti gli europei“. In particolare, ogni cittadino e residente dell’UE avrebbe accesso a un “portafoglio digitale personale”, che comprenderebbe carte d’identità nazionali, certificati di nascita e medici e patenti di guida.

Queste proposte e iniziative sembrano essere strettamente allineate con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs, acronimo di Sustainable Development Goals) delle Nazioni Unite, e in particolare con l’Obiettivo 16.9, che chiede di fornire un’identità legale digitale a tutti, compresi i neonati, entro il 2030.

Tedros ha detto che gli SDGs sono “la nostra stella polare”, rivolgendosi all’AMS di quest’anno.

Rectenwald ha definito i “passaporti pandemici” una “condanna a morte per milioni di persone”. Ha dichiarato a The Defender:

“Nonostante gli studi dimostrino che i vaccini per contenere la pandemia sono stati letali e inutili, l’OMS sta raddoppiando gli sforzi per imporre gli obblighi vaccinali.

“I passaporti pandemici equivalgono a una condanna a morte per milioni di persone e all’abrogazione dei diritti per chi non si adegua. L’OMS deve essere fermata prima che porti a termine la costruzione di un sistema totalitario globale”.

Suggest A Correction

Share Options

Close menu

Republish Article

Please use the HTML above to republish this article. It is pre-formatted to follow our republication guidelines. Among other things, these require that the article not be edited; that the author’s byline is included; and that The Defender is clearly credited as the original source.

Please visit our full guidelines for more information. By republishing this article, you agree to these terms.