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27-05-2022 Views

Big Tech

Come le pratiche ingannevoli di Google possono influenzare la percezione e i comportamenti

Dopo anni di ricerca, Robert Epstein, psicologo laureato ad Harvard, ha scoperto che Google usa pratiche manipolatorie e ingannevoli che possono influenzare la percezione e i comportamenti, incluse le scelte di voto alle elezioni presidenziali.

google ingannevole comportamento feature

Sintesi:

  • Le pratiche che Google usa per raccogliere i dati personali e manipolare i comportamenti includono Analytics il programma usato sui siti web per analizzare le azioni delle persone quando visitano un sito. Un’agenzia francese sostiene che Google Analytics vìola la normativa dell’Unione Europea General Data Protection Regulation (GDPR) secondo quanto emerge da una causa del 2020.
  • I cittadini e i residenti dell’UE hanno il diritto di rifiutare che i propri dati online vengano raccolti, venduti o distribuiti. Diverse settimane prima della causa francese, anche le autorità austriache avevano scoperto che Analytics vìola la normativa GDPR.
  • Dopo anni di ricerca, Robert Epstein, psicologo laureato ad Harvard, ha scoperto che Google usa pratiche manipolatorie e ingannevoli che possono influenzare la percezione e i comportamenti, incluse le scelte di voto alle elezioni presidenziali.
  • I dati di sorveglianza alimentano il sistema di credito sociale cinese che ha reso schiavi i cittadini di un intero Paese impedendo loro di andare a scuola, prendere un treno, fare la spesa o avere un buon lavoro se il loro credito sociale non soddisfa lo standard del governo.

Google raccoglie i dati personali da sempre e li usa per manipolare i comportamenti. Un’ente normativo francese è l’ultimo di una serie ad aver scoperto che la raccolta di dati con Google Analytics vìola le normative europee sulla privacy.

Google si è data da fare anche in U.S.A. durante la pandemia, addirittura insieme ad Apple ha creato la app da smartphone MassNotify

per tracciare le persone e poi rendere pubblico lo status di salute COVID-19 degli utenti. Nonostante il chiaro intento di pubblicizzare lo status di salute COVID degli utenti, il sito di MassNotify dice che la app è stata sviluppata “con la privacy al centro.” Eppure questa app veniva anche scaricata sui telefoni Android senza consenso.

All’inizio del 2022, ben quattro procuratori generali hanno fatto quattro cause distinte a Google per pratiche ingannevoli nella raccolta di dati di geolocalizzazione degli utenti.

Nelle cause si sostiene che Google continua a tracciare i dati di localizzazione anche quando le persone disattivano la geolocalizzazione sul proprio smartphone.

Karl A. Racine, procuratore generale del District of Columbia e uno dei procuratori generali che hanno fatto causa a Google ha dichiarato:

“Google ha indotto ingannevolmente gli utenti a credere che modificando le impostazioni del proprio account e del proprio dispositivo avrebbero protetto la propria privacy e limitato i dati personali a cui l’azienda avrebbe avuto accesso. La verità è che contrariamente a quanto rappresentato da Google, essa continua a sorvegliare sistematicamente i clienti e ad arricchirsi con i loro dati.”

L’azione intrappresa dalla francese commissione Nazionale per l’Informatica e le Libertà – National Commission for Informatics and Liberties (CNIL) si basa su di una causa del Luglio 2020 alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che riguarda il trasferimento dei dati al di fuori della UE.

La UE e 3 Stati U.S.A. hanno norme che regolano il traffico in internet

La causa del 2020 alla Corte di Giustizia della UE si basava sulle violazioni del regolamento generale UE sulla protezione dei dati o General Data Protection Regulation (GDPR). Questa legge entrata in vigore il 25 Maggio 2018 è una delle più rigorose a regolamentare privacy e sicurezza sui siti web. La legge impone obblighi ai siti web che usano o raccolgono dati dei cittadini o residenti nella UE. Non fa distinzioni sul luogo di origine dei siti web.

In altre parole, se il tuo sito raccoglie dati o fa transazioni con un qualsiasi cittadino o residente della UE, a prescindere da dove sia ubicato il tuo sito o la tua azienda, la normativa GDPR va applicata.

La seconda parte che riguarda Google Analytics copre i casi in cui il sito web traccia i cookies o l’indirizzo IP dei cittadini o residenti nella UE.

La raccolta dei dati è classificata come “monitoraggio del comportamento.” Il GDPR consente l’attività di monitoraggio ma solo quando c’è trasparenza e l’utente può capire che i dati vengono raccolti e ha la possibilità di rifiutare, proprio per proteggere i dati personali a prescindere da dove vengono raccolti, usati o conservati.

Negli USA tre Stati hanno adesso leggi sulla privacy dei dati degli utenti simili al GDPR:

California, Colorado e Virginia. Hanno molti articoli in comune con il GDPR, “come il diritto ad accedere e cancellare informazioni personali e di rifiutare di vendere dati personali.”

La Francia è la più recente ad affermare che Google Analytics è illegale

La causa del Luglio 2020 su cui si basa questa nuova sentenza, è stata vinta da Max Schrems, il legale che a fatto causa a Facebook per violazioni della privacy ai danni di cittadini UE.

E’ diventata nota come la sentenza “Schrems II” e a poche settimane dalla sentenza del Garante per la protezione dei dati austriaco che afferma che Google Analytics vìola il GDPR.

La causa austriaca ha rivelato che gli indirizzi IP e gli identificativi personali nei dati dei cookie potevano essere combinati per identificare i visitatori, il che è sostanzialmente sorveglianza. Per arrivare alla sentenza il garante ha esaminato una varietà di misure che Google ha detto di aver usato per proteggere i dati negli U.S.A.

Invece, non sono state trovate effettive misure di salvaguardia per bloccare i servizi di intelligence che rispettassero gli standard del GDPR. TechCrunch ha pubblicato parte della sentenza da una traduzione automatica del testo in tedesco:

“I servizi segreti USA utilizzano certi identificativi online (come l’indirizzo IP o numeri di identificazione univoca) come punto di partenza per la sorveglianza degli individui. In particolare, non si può escludere che tali servizi informativi abbiano già raccolto informazioni con il cui aiuto i dati qui trasmessi possano essere ricondotti alla persona del querelante.”

La CNIL collabora con organizzazioni private e pubbliche per garantire il rispetto della legge. Un solo sito web è stato citato per inadempienza con il GDPR, per aver violato l’Articolo 44 in quanto i dati da Google Analytics sono trasferiti negli U.S.A.

La CNIL ha concesso alla società del sito web un mese per adempiere rimuovendo Google Analytics dal loro sito web. La sentenza è una delle 101 denunce sporte nell’Agosto 2020 a seguito del successo della causa del Luglio 2020. In un comunicato stampa la CNIL ha scritto:

“Nonostante Google abbia adottato ulteriori misure per regolare il trasferimento dei dati nel contesto delle funzionalità di Google Analytics, queste non sono sufficienti a escludere l’accessibilità di tali dati da parte dei servizi di intelligence U.S.A. Vi è perciò il rischio per gli utenti francesi del sito web che utilizzano questo servizio e i cui dati vengono esportati.”

Come AppleInsider fa notare, perfino le pagine di supporto di Google riconoscono che Google Analytics è inadempiente con “Il Regolamento Generale per la Protezione dei Dati dell’area economica europea (GDPR), o la legge californiana per la protezione della privacy degli utenti California Consumer Privacy Act (CCPA), o altre simili normative.”

Secondo TechCrunch, la CNIL ha lasciato la possibilità agli operatori di siti web di usare Google Analytics laddove vengano fatte modifiche sostanziali per assicurare l’anonimato dei dati statistici raccolti e trasferiti negli U.S.A.

Invece, la sentenza austriaca ha dato un’interpretazione più ampia sui dati personali e sostiene che l’indirizzo IP può essere sufficiente se combinato con altri frammenti di dati già in possesso di Google per identificare un utente di un sito web.

Allo stato attuale, Google Analytics è inadempiente con il GDPR, il che ha chiare implicazioni per qualsiasi sito web che usi dei tool che trasferiscono i dati in U.S.A. senza misure che assicurino l’anonimato dei dati.

Mentre la CNIL ha dato avvio al procedimento con un singolo sito web, l’azione congiunta dei regolatori UE suggerisce che ciò avrà conseguenze in tutta la UE.

TechCrunch ha poi appreso dall’ente regolatore francese che Facebook Connect “è anch’esso stato oggetto di denunce alla CNIL che sono attualmente in fase di indagine.”

Google distorce la percezione e il comportamento a tua insaputa

L’obiezione alla raccolta dati di Google tramite il loro programma Analytics è che fornisce l’opportunità a un gigante tecnologico di raccogliere i tuoi dati personali e usare l’intelligenza artificiale per prendere decisioni riguardo alle tue azioni.

Questo in seguito porta ad ulteriori manipolazioni delle tue opinioni e dei tuoi comportamenti.

Robert Epstein è uno psicologo laureato ad Harvard che ho intervistato all’inizio del 2020 e che ha passato gli ultimi dieci anni a smascherare le pratiche manipolatorie e ingannevoli che Google usa con tutti noi.

Attraverso i suoi studi iniziati nel 2013, ha scoperto che risultati di ricerca alterati possono influenzare l’opinione pubblica e far cambiare idea sul voto agli elettori indecisi.

Tali risultati vengono alterati andando a riconoscere il comportamento precedente online e facendo pian piano cambiare opinione agli utenti.

Epstein ha scoperto che il potere di influenza è impressionante e che Google può bloccare l’accesso a un sito web anche su altri browser oltre al proprio. Queste conclusioni sono state pubblicate su U.S. News & World Report nel 2016. Il potere esercitato dal motore di ricerca minaccia la società in tre modi specifici che Epstein ha discusso durante la nostra intervista:

1. Google è un’agenzia di sorveglianza con poteri rilevanti distribuiti su tutte le sue piattaforme compresi Google Docs, Google Drive, YouTube e Google Wallet.

2. Google può limitare o bloccare (censurare) l’accesso a qualsiasi sito web in tutta internet. Possono anche bloccare l’accesso a interi Paesi o ad internet in toto. La questione più significativa con questo tipo di censura è che non puoi riconoscerla perché è surrettizia.

Quando le informazioni vengono rimosse dai motori di ricerca, non puoi sapere che esistevano e quindi non le cerchi altrove.

3. L’azienda ha il potere di manipolare l’opinione pubblica presentando contenuti specifici agli utenti e tramite il posizionamento dei risultati di ricerca. Epstein spiega:

“Per me, questa è la parte più allarmante perché emerge chiaramente che Google sta formando le opinioni e il pensiero, le convinzioni e il comportamento, gli acquisti e il voto di miliardi di persone in tutto il mondo senza che nessuno sappia che lo stanno facendo … senza lasciare prove scritte da poter tracciare da parte delle autorità.

“Stanno usando nuove tecniche di manipolazione che non sono mai esistite prima nella storia dell’umanità e che sono per la maggior parte subliminali … Ho trovato per caso un intero set di tecniche che Google ha messo a punto che funzionano estremamente bene … sono effetti invisibili, in modo da essere subliminali, ma il fatto è che i cambiamenti che producono non sono minimali.

“Esse producono cambiamenti enormi nel modo di pensare della gente e in tempi molto rapidi. Alcune delle tecniche che ho scoperto hanno gli effetti più ampi sul comportamento mai scoperti dalle scienze comportamentali.”

Come Google riesce a influenzare le elezioni e la società

Durante l’intervista, Epstein ha descritto i suoi esperimenti controllati, randomizzati, in doppio cieco e controbilanciati che hanno rivelato tutti i modi in cui Google può spostare la percezione del pubblico.

Il primo degli effetti che ha scoperto è ciò che ha definito come l’effetto di manipolazione del motore di ricerca (Search Engine Manipulation Effect o SEME o EMMR). L’obbiettivo dell’esperimento era vedere se i risultati prodotti in favore di un particolare candidato politico potevano spostare l’opinione e le preferenze dell’utente.

Epstein aveva previsto uno spostamento della preferenza di voto dal 2% al 3%.

Ma ciò che vide fu uno spostamento del 48%, che inizialmente pensava fosse un errore. Nei suoi primi esperimenti, utilizzò elettori indecisi negli U.S.A. e una vera elezione del primo ministro in Australia nel 2010. In altre parole, utilizzò candidati reali di un’elezione reale e risultati di ricerca reali.

Durante un secondo esperimento, vi fu uno spostamento di preferenza di voto del 63% quando nascosero l’alterazione nei risultati di ricerca. Un’indagine su vasta scala ha dimostrato che i pochi che avevano notato l’alterazione nei loro risultati di ricerca non erano esenti dall’effetto. Anzi, li aveva spostati più verso i risultati alterati invece di allontanarli da essi.

Nei mesi che portarono alle elezioni presidenziali del 2016, Epstein mise in campo 95 agenti in incognito equipaggiati con un software passivo che consentiva loro di vedere i risultati di ricerca sulle elezioni che apparivano alle persone in internet. Scoprirono che i risultati erano spostati in favore di Clinton posizionato tra i primi 10 risultati di ricerca sulla prima pagina di Google, ma non su Bing o Yahoo.

Ciò mostrò una significativa alterazione pro-Clinton su Google. Con questi dati poté calcolare quanti voti avevano potuto essere spostati con quel livello di alterazione usando i dati raccolti sin dal 2013. Epstein crede che minimo 2.6 milioni di votanti indecisi potevano essere stati spinti verso Hillary Clinton e almeno 10.4 milioni probabilmente nel segmento più alto.

La sorveglianza di Google va oltre la semplice manipolazione del vostro comportamento tramite i risultati di ricerca, arriva infatti a supportare i sistemi di credito sociale in fase di sviluppo in tutto il mondo. Il sistema del credito sociale in Cina è in atto dal 2018.

Il sistema assegna e toglie punti per certi tipi di comportamento da parte dei suoi cittadini. Il video mostra solo una piccola parte del livello a cui arriva il controllo tramite questo sistema sociale sulla vita dei cittadini in Cina.

La piccola parte mostrata nel video copre tuttavia molti aspetti. La procedura fu concepita nel 2014 e dispiegata nel 2018. Ora del 2020, nel bel mezzo della pandemia, l’infrastruttura digitale era già consolidata in Cina e poteva tracciare i suoi cittadini in ambiti quali il loro status sanitario, i loro post sui social media, contributi in beneficienza, atti di volontariato, come spendevano i loro soldi, come prendevano le loro decisioni e molto altro.

Proprio come il punteggio di credito, il credito sociale di una persona può crescere o diminuire. E’ parte integrante della possibilità o meno di fare qualsiasi cosa in società, incluso la spesa, salire sui trasporti pubblici o partecipare a eventi pubblici.

Il “cattivo” comportamento può anche essere punito rallentando la velocità di navigazione in internet, impededendo l’accesso dei vostri figli a certe scuole o all’università, o perfino perdendo la possibilità di accesso a certi tipi di impiego.

Chiave di volta dell’intero processo è la gogna pubblica.

Secondo un articolo di Blaze Media mentre la Cina dispiegava il sistema del credito sociale, “dichiarava di stare cercando di “purificare” la società ricompensando i “degni di fiducia” e punendo coloro che riteneva “indegni di fiducia.”

Le azioni contro i cittadini attraverso il sistema del credito sociale sono basate sui dati di sorveglianza che Google rende accessibili ai Paesi interessati in questo tipo di cospirazione Orwelliana.

Il più grande monopolio che il mondo abbia mai visto travasa dati nella tua vita quotidiana e raccoglie dati su quasi ogni cosa che tu faccia o dica.

I tuoi movimenti online possono essere tracciati, anche quando non credi di stare usando i loro prodotti. Google Analytics è solo uno dei metodi che usano per tracciare tutto ciò che fai su ogni sito web che visiti che abbia installato il suo programma gratuito.

Benché questi servizi vengano presentati agli utenti come gratuiti, sono in realtà un pacchetto di tool di sorveglianza strettamente integrato da cui Google incassa soldi vendendo i vostri dati e piazzandovi pubblicità per manipolare e dirigere il vostro comportamento.

Un articolo di Wired del 2015 rivelava alcuni dei dettagli di come l’impero online di Google è costruito, facendo notare che “Un singolo cluster switch fornisce circa 40 terabit al secondo di banda — l’equivalente di 40 milioni di connessioni internet domestiche,” e “Google adesso invia più informazioni tra i suoi data center di quante non ne scambi con internet in toto.”

Liberati di Google

Per creare spazi privati per proteggere la privacy, bisogna semplicemente evitare i prodotti Google, poiché sono responsabili della maggior fuga di dati personali dalla vostra vita.

Mercola.com è Google-free. Noi non usiamo Google Analytics, Google ads o Google search per le ricerche interne. Per proteggere la vostra privacy, eliminate o sostituite:

  • Gmail — Ogni email che scrivete viene conservata in modo permanente. Diventa parte del vostro profilo e viene usata per costruire un modello digitale, che gli consente di fare previsioni sul vostro modo di pensare, volere e desiderare. Molti altri sistemi più vecchi di email come AOL e Yahoo vengono ancora usati come piattaforme di sorveglianza. ProtonMail.com, usa end-to-end encryption, è una buona alternativa e l’account base è gratuito.
  • Chrome il browser di Google — Tutto ciò che fate è sorvegliato, incluso ogni tasto che digitate e le pagine web che visitate. Brave è una possibile alternativa più veloce di Chrome e senza pubblicità. E’ basato su Chromium, lo stesso codice software su cui è basato Chrome, quindi potete facilmente trasferire le vostre extension, i preferiti e i bookmark.
  • Il motore di ricerca Google — Fa parte di ogni extension di Google, come Bing, Yahoo e l’assistente personale dell’iPhone Siri, che ottiene i risultati di ricerca da Google. Altri motori di ricerca alternativi sono SwissCows e Qwant. Evitate StartPage, recentemente acquistato da un’azienda di online marketing aggressiva che, come Google, dipende dalla sorveglianza.
  • I cellulari Android — funzionano con un sistema operativo di Google, e possono tracciarvi anche quando non siete connessi a internet, con o senza geo-control attivato.
  • I dispositivi di domotica Google Home — Registrano tutto ciò che succede in casa vostra e nel vostro ufficio. Ciò comprende discorsi e rumori, che vi laviate i denti o mettiate la pentola a bollire sul fuoco. Anche quando appaiono inattivi, continuano a mandare informazioni a Google. I cellulari Android sono sempre in ascolto e registrano, così come i termostati Nest di Google Home o Echo e Alexa di Amazon.

Originariamente pubblicato da Mercola.

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