Uno studio pubblicato all’inizio di questo mese su JAMA Network, in cui si sosteneva che la vaccinazione materna contro l’influenza durante la gravidanza non fosse significativamente associata a un aumento del rischio di esiti avversi per la salute nella prima infanzia, ha mancato di considerare diversi punti chiave.

Lo studio, “Associazione tra Vaccinazione antinfluenzale in gravidanza ed esiti di salute nella prima infanzia – Association of Maternal Influenza Vaccination During Pregnancy With Early Childhood Health Outcomes”, era basato su una coorte di 28.255 bambini nati in Nuova Scozia tra il 2010 e il 2014. Circa il 36% dei bambini era stato esposto al vaccino antinfluenzale durante la gestazione.

I ricercatori avevano seguito i bambini durante la gestazione e dopo la nascita viva, per una media di 3,6 anni – una durata inadeguata per fornire garanzia reale che il vaccino somministrato alla madre durante la gravidanza non avrebbe avuto un impatto negativo sulla salute a lungo termine del bambino.

Gli autori dello studio sostengono di non aver trovato alcuna relazione tra l’esposizione materna al vaccino antinfluenzale e le diagnosi infantili di asma, infezioni respiratorie superiori e inferiori, infezioni gastrointestinali, infezioni dell’orecchio, neoplasie, perdita dell’udito o della vista, o utilizzo di servizi sanitari d’urgenza e ospedalieri.

Le diagnosi considerate in questo studio erano basate solo sulle visite al pronto soccorso e sui ricoveri – anche se la maggior parte delle diagnosi vengono fatte in altre situazioni come le visite mediche ambulatoriali.

Secondo il foglio informativo sull’asma, il 9,5% dei canadesi ha l’asma. Eppure gli autori dello studio riportano un’incidenza di 3,0 diagnosi per 1.000 persone-anno, che si traduce in 1,1 casi di asma per 100 bambini nello studio ossia 1,1%.

Altre diagnosi nello studio sono similmente sottostimate e riflettono solo una piccola frazione del numero effettivo di diagnosi in ogni gruppo.

L’affermazione dei ricercatori che non c’era alcuna differenza significativa tra i gruppi studiati di vaccinati e non vaccinati, semplicemente non è vera. I tassi ricalcolati di infezioni all’orecchio(otite media) sono stati riportati come significativamente più alti nella tabella 2 del documento.

Associazione tra vaccino contro l'influenza stagionale e gravidanza 1

Inoltre, ove venivano inclusi risultati marginalmente significativi, i tassi ricalcolati di infezioni respiratorie inferiori e l’utilizzo di servizi sanitari d’urgenza e ospedalieri erano più alti nel gruppo vaccinato, così come i tassi grezzi di infezioni gastrointestinali e l’utilizzo di servizi sanitari d’urgenza e ospedalieri.

Quando si guarda specificamente al trimestre di vaccinazione, la vaccinazione del terzo trimestre è stata significativamente associata a un’infezione respiratoria alle vie inferiori rispetto al gruppo non vaccinato (vedi figura sotto). Questi risultati sono stati sommariamente ignorati dagli autori dello studio, nonostante il livello di significatività raggiunto.

Associazione tra vaccino contro l'influenza stagionale e gravidanza

La diagnosi di controllo (nebulosamente definita come “lesioni per tutte le cause”) mostra un’incidenza significativamente più alta nei bambini vaccinati per via materna rispetto ai bambini non vaccinati. La diagnosi di controllo in epidemiologia è usata come studio “barometro” per testare la validità dei risultati ottenuti e non dovrebbe risultare significativamente legata allo stato di vaccinazione.

Questo getta un’ombra di dubbio su qualsiasi conclusione tratta da questo studio. Inoltre, solleva la preoccupazione che i medici utilizzino lo studio per fornire false garanzie di sicurezza sui rischi della somministrazione di vaccini antinfluenzali durante la gravidanza.